venerdì 6 giugno 2014

Preambolo.

Delle relazioni tra uomo e donna, da sempre, s'è detto anche troppo.
Ci sono i rapporti amorosi, amicali, quelli fisici, quelli mentali - che si chiamano malattie - e quelli dilazionati che ci si vede una volta ogni richiamo vaccinale pur mantenendo un certo filo conduttore, quelli finiti che almeno hanno smesso di soffrire, quelli risolti - generalmente male - ce ne sono di brevi e di eterni.

Questo perché?
Perché gli esseri umani, uomo donna o grillino, non capiscono una madonna di niente.

Le persone passano buona parte degli anni verdi della vita cercando di smontare o ben che vada ignorando deliberatamente, l'esperienza pregressa di 200 000 anni di umanità.
In seguito alcuni si trovano in condizioni che permettono loro di non farsi più domande e uscire da problematiche banali: storie a lungo termine e/o matrimonio, alcolismo, lavoro su turni, disoccupazione con prole a carico, gestione di più partner senza che questi sappiano della reciproca esistenza, malattia etc.
Altri, in mancanza di cose serie, continuano a spararsi seghe mentali eterne su questioni ridicole come "definire il rapporto", "cosa sono io per te e tu per me", "ci sono cose da chiarire" e via dicendo.
Intanto le mummie nelle piramidi scuotono la testa, il rivoltarsi nella tomba di generazioni di esseri umani fa tremare la terra - e così si spiegano i terremoti - e anche le scimmie inanellano facepalm per la monotonia mostrata dalla nostra specie.
Non conosco categorie aggiuntive.

Non impariamo un cazzo: te lo diceva la mamma che quello lì era un cretino?, sì.
E tu anziché crederci hai passato con lui ere geologiche in bische clandestine, sei stata schedata durante una retata, ti sei tatuata sul polpaccio un ergastolo alla calza coprente perché era chiaro che la cosa sarebbe durata la parentesi di uno starnuto ma un teschio sottopelle è per sempre.
I nonni ti avvisavano che quello era uno spiantato? Prima ancora di dirgli chi fosse, ma tu no!: anziché uscirci un paio di settimane per sfizio ci hai fatto un paio di figli, lui ne ha fatto un'altra mezza dozzina con gente a caso e adesso ti incazzi che non ti paga gli alimenti.
Anche gli amici, quante volte ti hanno messa sull'attenti? "Guarda che è un sociopatico", e tu impavida crocerossina dal neurone debole convinta di poterlo cambiare ti trovavi - dopo aver investito un monte ore sufficiente a produrre dispositivi per il teletrasporto tascabili - scaricata il giorno del tuo compleanno mentre stavi in vacanza con le amiche e lui a casa a scopare con la tizia che sicuramente non aveva conosciuto nelle ultime tre ore.

Gli esseri umani non imparano, gli esseri umani accumulano cicatrici.
Se imparassero in un qualche modo la conoscenza si potrebbe trasmettere, invece no!: serve sbattere la testa.
Forte.
Abbastanza forte perché quella malaugurata parte di cervello una volte per tutte si accenda, perché le fette di cemento armato sugli occhi cadano, per realizzare che
tutto
quello
che 
ti
avevano
detto
era 
vero.

"Cazzo, avevano ragione".
Ed è sempre troppo tardi.



12 commenti:

  1. In qualche modo si deve pur imparare in prima persona

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    1. Stressante.
      Quando elaboro i traumi divento sempre lamentosa.

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    2. Che poi, cosa c'è che non va nelle relazioni amicali?

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    3. Attendo con viva curiosità!

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  2. Risposte
    1. non so per quale motivo il commento è venuto doppio...

      comunque anche tre

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  3. Silver Silvan6 giugno 2014 22:19

    Le informazioni di seconda mano sono sempre inattendibili.

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