venerdì 13 giugno 2014

L'italiano è un animale regionale - Il maschio emiliano

Se come popolo rispecchiamo in toto l'impietoso stereotipo che gli stranieri usano per buggerarci, l'essere tutti figli della stessa confusa patria non impedisce al maschio italico di presentare caratteristiche regione-specifiche.
A volte addirittura provincia specifiche, per non dire di comune o frazione specifiche e a volte conta anche la via.


Contingenze regionali mi rendono discreta conoscitrice del maschio emiliano (Homo Bipolaris), di quello del basso Veneto (Homo Nebbiosis), incontri di varia natura mi hanno permesso uno sguardo su alcuni esemplari di specie del sud accomunati dalla loro condizione di migranti (Homo Trasferitis) che si differenziano a seconda della loro provenienza (Homo Trasferitis Romanis, Homo Trasferitis Pugliesis ecc.).
Quando si parla di Homo Trasferitis serve prendere coscienza del fatto che la migrazione permette al maschio italico di mantenere le peggio caratteristiche della propria regione sommandole alle peggio caratteristiche della regione di domicilio, auguri insomma.

Per diritto di nascita devo dire la mia per prima sul corregionale uomo dalle sfaccettature moleste:

Homo Bipolaris

Si tratta di una specie variegata sia nell'aspetto che nel carattere, accomunata da un tratto distintivo innegabile: il maschio emiliano è chiaramente bipolare, lo dice anche il nome.
Il maschio Emiliano è valido: in gamba, aperto, simpatico, non troppo sessista, sembra un tipo che vive a culo col mondo e in grande tranquillità.
Sbagliato.
Dal più scanzonato musicista riccio e arruffato all'ordinato impiegato di banca, l'emiliano combatte.

Combatte tra quello che desidera e quello che sa di dover fare, combatte con l'idea di doversi accasare a 'na certa e il non voler legami, combatte perché non riesce mai a sentirsi sereno quanto vorrebbe, combatte tra due parti che ancora non riescono a convivere e quindi si danno mazzate, generando agli occhi dello spettatore uno show di mediocre livello, combatte perché accumula passato di cui essere nostalgico senza lo stesso trasporto verso l'idea di futuro.
Va da sé: generalmente tutto 'sto combattimento lo perde e quando si è fatti di parti in lotta ci saranno  sempre vittime collaterali, psicodrammi, addii, silenzi ecc.
Uscire con un tipico emiliano immaturo può essere impegnativo.

Il maschio emiliano alterna storie lunghe a periodi di insulse frequentazioni, periodi di gaiezza a mesi cupi, routine protratte e colpi di testa.
L'emiliano è come la sua pianura che d'estate è bella ma insopportabile, in inverno brutta e inquietante: bisogna apprezzarlo per autunni e primavere, senza badare troppo ai suoi estremi.
Ad un certo punto le energie si esauriscono, i timori si placano e solitamente a quel punto arriva una donna cazzuta che a suon di mattarellate - reali o metaforiche - gli da il colpo di grazia e lo addomestica per sempre.
Grazie al cielo.




8 commenti:

  1. Giusto per contribuire alla ricerca: Emiliani e Toscani si somigliano parecchio. In campana, donne!

    RispondiElimina
  2. Dio devi conoscere i marchigiani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ne conosco pochi e son tutti matti!

      Elimina
    2. Non mi pare.

      Elimina
  3. Risposte
    1. Ebbene sì, marchigian-A. Marchigiana bastarda, però.

      Elimina
    2. No vabè, io ho sempre dato per scontato che lei fosse un uomo!
      Un nick fuorviante.

      Ma quindi questi marchigiani?

      Elimina