martedì 21 maggio 2013

Filastrocca poetica con finale scontato

Sei stato nei pensieri e nelle preouccupazioni
sei stato nello stomaco, tra il pranzo e le emozioni
un sollievo ogni volte che riuscivo a liberarmi di te
ricomparivi a sorpresa senza ci fosse un perché
sei stato un'indigestione di parole mescolate
il tempo ad aspettarti per pensare a cose passate
sei stato tepore e sconforto
a volte un tempo lungo, altre volte uno corto
lentamente mi riempivi con la tua presenza
poi scomparivi per una transitoria assenza
ormai eri diventato un bisogno
che passasse tutto era una speranza, un sogno
ogni volta sapevo che saresti tornato
spesso nel momento meno indicato
e ancora a liberarmi di te, faticosamente

direi che sei uno stronzo, essenzialmente.

11 commenti:

  1. C'è dunque una morale a questa storia,lorsignori:
    gli stronzi, prima o poi, si accomodano fuori!

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  2. la chiusura finale
    ha un che di musicale

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  3. Aggiungerei "brutto". Poetessa!

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  4. Oh, bene! Lo sanno tutti che la fine degli stronzi è in fondo al water. Basta tirare la catena.

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  5. Alle nove del mattino? Tazza, come avevi passato la notte?

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  6. Veramente brutta.

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  7. Grazie per i commenti, va da sé: l'ultimo vince!

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