giovedì 3 gennaio 2013

Natale a pranzo e ricordi

"Avresti mai pensato che le persone più divertenti di queste vacanze, sarebbero state i preti?"

Al avrebbe ragione, non fosse che ho una nonna con tre sorelle di cui due pervenute (una in trasferta: in seconde nozze ha finto di sposare - cioè tutti pensano che sia sposata ma non è vero - un farmacista di Rimini e ha finito col seppellire pure lui) le quali non vanno mai sommate tra loro, addizionando alcolici.
Decibel smisurati.

- Eravamo a S. Francisco in comitiva e ci siamo trovati in mezzo a questo corteo, con tutti uomini che si baciavano.. ma CHE SCHIFO!

La Zia Giovanna ha meno di ottant'anni, portati alla sommità di una pettinatura cotonata rame acceso, tenuti in posa da colpetti di dita abbronzate, con lunghe unghie smaltate di rosso.
Dieci anni fa, in spiaggia, si presentò al mio allora moroso domandando se non fosse sorprendente che alla sua età le tette rimanessero "così su! E da sole eh!".

- Vabè zia eravate a S. Francisco..

- Ma erano tantissimi! Dove ti giravi c'erano uomini che si baciavano, che sculettavano..

- Vabè sarà stato il gay pride

- Beh aloura un amìg al selta sò e al taca a dìr: "Busòn! Nuèlter a Bulògna i ciamen acsè!!! Busòn!"
(Beh allora un amico salta su e inizia a dire: "Busoni! Noi a Bologna vi chiamiamo così!!! Busoni!")

- Zia ma eravate al Gay Pride!

- Beh i eren dì buson!

Praticamente come entrare in un Centro Anziani gridando: "Vecchi di merda!".

Quella del greco che ballando le morse un orecchio ve la racconto un'altra volta.
Non si è più ripreso.

Son momenti consolatori, di scienza: scopri che la tua regolare inappropriatezza è genetica, non del tutto una colpa insomma.

Ma una schiera di parenti sopra i settanta, oltre a una serie infinita di funerali entro il ventennio, crea qualche problema perché va costantemente rassicurata che no: non sono lesbica.
Single da troppo tempo, gioco (molto male) a rugby, non vado mai dal parrucchiere, non porto i tacchi (il mondo ringrazia visto il mio metro e ottantadue, che Al è 1.81 e rosica).

- E té, l'ambrous?
- Lascia stare zia, i morosi creano solo problemi
- Beh an fà ta gl'aviva pur
- Sì, anni fa lo avevo, ero giovane e stupida
- E adèsa?
- Vecchia e rinconglionita

Curioso che una donna tradita e immiserita da un marito infame che ha pagato negozi e case all'amante allora ventenne e che ci ha anche fatto un figlio, sia così insistente sul fattore moroso. O forse è solo sadismo.
"Dai bisnipote di merda, è il mio turno di ridere".

Che poi ok: io son single per scelta perché le scelte fanno schifo, mica per altro.
Non pensavo, in tutta onestà, che avrei trovato solo imbecilli.
Un tizio una volta mi parlò di quanto trovasse la patata commovente, perché la prima volta che l'aveva vista fu a nove anni da un'amichetta dodicenne con evidenti problemi psichici che gliel'aveva mostrata e lui ne intuì "la sacralità".
A tutt'oggi quella che fumai con lui, è l'unica canna che rimpiango di aver offerto.
Mai più visto, tolto da fb, esorcizzata la panchina del mio paese fin dove era venuto per rompermi il cazzo.

Per non parlare degli ex, sono così avanti con le puntate di "A volte ritornano" che inizio a chiedermi se non sarebbe più appropriato raggruppare tali episodi della mia vita sotto la dicitura "Oh ma te ne vai?".
Ma perché nessuno capisce quando dico "Non farti vedere né sentire mai più"?
Che è, balbetto?

Il punto è che la questione è diventata monotona: conosci qualcuno, anche se pare normale e non ha culti genitali, poi tira fuori dal taschino - profondo come tutti i buchi di Mary Poppins messi assieme - il bagaglio emotivo.
Và che già col mio, in casa si sta stretti bel.
No: seriamente, ho dovuto togliere la tv per sistemarlo tutto.


Che non so se sia meglio o peggio di una volta.

L'altra prozia presente sposò uno pieno di soldi ma del quale non fu mai innamorata e quando la figlia diciottenne rimase incinta dopo aver smesso, grazie agli sforzi di tre nuclei familiari, di farsi le pere, smise anche di sorridere.
Io non l'ho mai vista felice ma tanto con me non parla, perché da piccola ero bionda e sua nipote no.
Lasciamo stare il marito della figlia, perché non ci credereste.
Anzi, vi dico solo che nonostante la coabitazione, non ha mai saputo quando e con che voto, la propria di figlia, diede la maturità.
Non vi parlo dei nipoti (miei cugini di secondo grado della scala Richter) che non vi meritate di sapere certe cose.

La prozia che stende i mariti e che vive in trasferta, è stata sposata una vita con un coglione inenarrabile altezzoso e spendaccione che le ha sempre impedito di lavorare nonostante fosse una delle poche diplomate di quegli anni al paesello.
Lei era innamorata ma perché effettivamente è idiota, e i due figli sono stati la brillante somma di boria e demenza.
Quando la zia stava sui settanta intendeva convincermi che il perizoma leopardato fosse un dettaglio irrinunciabile per una quindicenne.
Non avevo pensato che, vedova da poco, stesse riaffilando le armi.
Né che fossero ancora utilizzabili, insomma.
Poi il tizio che ha trovato tempo dopo è morto seduto in salotto, mentre cazzeggiavano.
- Alberto (..) Alberto???
Beh insomma Alberto aveva poi quasi novant'anni eh, ma qualche anno coi perizomi se lo son goduti anche loro.

Mia nonna si sposò per amore.
Ogni tanto racconta che aveva quattordici anni e il nonno passava davanti alla bancarella dove lei vendeva francobolli - sotto al portico vicino alla chiesa - dicendole: "Te li compro tutti se lasci che te li attacchi sugli occhiali".
Anni dopo, a pochi mesi dal matrimonio, le scriveva per lettera dalla leva "Matta come sei saresti capace di non presentarti in chiesa, ma devi venire!" e rispondeva acido alla madre "No mamma, la sposo lo stesso, non mi interessa se mi compri la moto per farmela lasciare".
Va da sé: mio nonno è quello che è morto prima.
Quando si scoprì malato senza speranza, andò nell'allora negozio di scarpe più bello del centro, entrò e chiese "Il paio di scarpe più belle per mia moglie che la porto a ballare".
La commessa ogni tanto lo racconta ancora e le vengono gli occhi lucidi come vent'anni fa.

E insomma, in tutta onestà non so come si faccia.

A capire quando sia il momento, o se quello che hai davanti sia un cretino (in assenza di gravi indizi come la descrizione di una vulva al primo appuntamento), ad avere voglia di crederci per finire fatta a pezzi, ad avere il coraggio di fare figli e incrociare culo e dita, perché non sempre va come si vorrebbe.
Ad assumersi il rischio di incontrare la persona perfetta con cui dividere letto, progetti, lavoro e vedersela togliere da un ospedale troppo presto, da un'altra perché lui è uno stronzo e non te ne eri accorta, da un incidente perché a volte accade.

Tutto sommato non è così male, perché siamo pur sempre attorno a quel tavolo, insieme, non di frequente ma nemmeno così di rado come cade il Natale.
E il bello, ad di là di parenti che urlano all'omosessualità e alle troie, ai truffatori e ai mariti, che minimizzano enormi pezzi di passato, è il tempo che hai per ripensare alla strada che loro hanno percorso per arrivare alla propria sedia.
E anche sentire un po' parlare di busoni.












10 commenti:

  1. Tu sei una delle pochissime entità, qui dentro, che non ho ancora rimpianto di aver tangenzialmente sfiorato. Ti incoccio costantemente nei miei pensieri ossessivi, e fungi da palla di biliardo anche là dentro, nella mia mente. Ti immagino sempre fare a cazzotti anche lì, in un modo tanto vivido che mi dai il mal di testa. Ma confido che i tuoi colpi ben assestati un giorno non lontano finiscano di rimettere a posto i conti con chi di dovere.
    Nella mia testa e anche nella tua.
    Bello quando ti si incontra, Tazza.

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  2. ma io dico grazie e porcapeppa mezzatazza e l'altra mezza stronza che mi fai piangere pure se ho dalla mia due riesling e tre melograni sbafati alla malamente

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  3. ma io dico grazie e porcapeppa mezzatazza e l'altra mezza stronza che mi fai piangere pure se ho dalla mia due riesling e tre melograni sbafati alla malamente

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  4. In assenza di gravi indizi credo ti possa soltanto affidare al fattore 'C', come tutti. A volte funziona.

    Thunderblue

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  5. Ottima domanda (ma grazie al cielo da me hanno smesso di chiedere). E io che pensavo di aver risposto col fattore C ho capito di non aver capito un tappo.

    Baci

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  6. Tanta buona roba, davvero.
    E non offrire ma i canne agli uomini. Fraintendono.

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  7. Una volta una tizia mi offrì una canna e io le vomitai addosso.
    Presumo sia comunque meglio che descrivere la sacralità della vulva di una dodicenne.

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  8. Un giorno quel momento arriverà e lo capirai, anzi, non lo capirai, ma sentirai che sarà tuo.

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  9. Se trovi la risposta, ti prego, scrivi un post con dettagliatissime istruzioni.

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  10. che bello... ti ho appena scoperta e mi piaci tanto...
    visto che tu sai scrivere e io no la faccio corta corta:
    leggerti e' uno spasso.

    secondo me il segreto e' non affidarsi mai ai rimpianti..
    alla fine anche gli stronzi, sopratutto se gli permettiamo di farci male, per qualche attimo ci avranno fatto stare benissimo...
    per il resto io voto per la botta di culo e sulla scelta di 'impegni maggiori' anche un po' di autolesionismo: sai a cosa puoi andare in contro ma lo si fa lo stesso.

    Grazie. Claudia

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