martedì 22 gennaio 2013

"GIOVANNA! Da quest'anno le gomme da neve saranno obbligatorie SEMPRE! Anche in ESTATE".

Le oscillazioni di decibel durante le telefonate tra mia nonna e le sue sorelle sono simpatiche come il volume della tv, che mentre stai finalmente assopendoti sul divano si alza del 200%.
Il più delle volte poi, per venderti aggeggi complicatissimi al solo e dichiarato scopo di preparare un'insalata.
Ma vaffanculo.

Comunque sarà un'estate interessante: strati e strati di copertone su tutte le autostrade, scure e appiccicose strisciate bituminose ad ogni curva, che se attraversi nel punto sbagliato, effetto carta moschicida garantito.
Non capisco da dove le vengano certe idee.

"LO HA DETTO LA TELEVISIONE".

A parte che dubito ma anche fosse, la televisione ti dice pure che sarebbe il caso di spendere cinquanta euro e trenta ore di vita per acquistare, montare e imparare a usare quel contenitore che taglia i vegetali.

"QUELLA è una stupidaggine".

Il criterio con cui le donne della mia famiglia decidono che un enunciato sia o non sia sensato, non esiste.
Son sentimenti, è uno sturm und drang di emozioni: più la situazione appare catastrofica, più a loro piace, a volte sulla scia emotiva provocata da chissà che, sentono una parola per radio, tipo "Gomme" (che se va bene parlavano di Vigorsol) e ricamano, inventano.
E la ingigantiscono, e la gonfiano, e la drammatizzano.

A volte mi chiedo cosa si voglia dimostrare, ostinandosi su punti tanto sciocchi.
- Sai, ho sentito che si dovranno mettere gomme da neve anche in estate
- Non è possibile nonna: hanno una mescola diversa, le gomme finirebbero spalmate sulle strade, si consumerebbero troppo in fretta
- Ah, avrò capito male

Invece non succede mai.
Perché a casa mia siamo fatte per ostinarci sulle puttanate.

Ci penso e mi accorgo che sono anche io così, anche se non ce n'è bisogno.
Anche se dovrei evitare.
Anche se so che quella cosa non devo dirla in quel momento o proprio mai, a volte parte un pistone d'idiozia che spinge fuori dalla bocca puttanate atroci.
Irriferibili.
Inscusabili.
Irraccontabili, manco qui, che c'è chi nemmeno mi conosce a leggere e qualcuno forse che mi conosce ma proprio per quello non si stupirebbe.

E allora va così: rapporti rovinati o messi in forse, che deviano di natura per sopravvivere - che voglio dire: sticazzi, io dei rapporti geneticamente modificati ci faccio 'na sega, piuttosto via nella pattumiera - e una serie di effetti collaterali infiniti.

Forse sarebbe il caso di imparare a dargliela su, rassegnarsi ad aspettare, fermarsi a riflettere, ma a noi quando parte l'embolo parte, non ci hanno fabbricate con il sistema di blocco.

Mi piacerebbe essere capace di dare spazio, ma sarà l'astigmatismo che quando qualcuno si sposta un po' in là lo vedo troppo sfocato per non irritarmi.

Allora vediamo se in quest'anno, che di suo non credo si differenzierà dagli altri, vediamo se riesco a fare una cosa nuova.
Vediamo se si riesce a stare più tranquilla, a smettere di tritare le palle al prossimo (intendo proprio il prossimo, che questo ormai è andato) a capire che se non tutti ragionano come me forse è anche un bene.
A smettere di vivere di bianchi o neri o almeno a fare finta (ti ho promesso che non avrei più eliminato il tuo account fb dagli amici, così ho tolto il mio) e a concedere alle promesse altrui il beneficio del dubbio.

Smettere, almeno in parte, di impuntarsi. Ok.
Questa volta, anziché litigare, scrivere, lamentare, metterò su queste cazzo di gomme da neve.






















4 commenti:

  1. Ma sì, Tazza, mettile, che ti costa? Fai felice la nonna, no?

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  2. dato che, per altro, costano poco...

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  3. Io ti sono molto solidale perché anche in casa mia funziona così. Più che in Dio le nonne credono nella divinità televisiva e iniziano ogni frase con un qualunquistico "Dice che...", che di solito mi irrita molto.

    Però carine le tue conclusioni. Non l'avevo mai vista così.

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  4. Naaah, che più tranquilla. Allentare la presa ogni tanto per riposarsi, ecco. Mollare appena appena. Poi, quando si è ripreso fiato, si ricomincia.

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