domenica 27 gennaio 2013

Giornata della memoria un cazzo

Abitualmente mentre son seduta in bagno, sfoglio twitter.
Che mi annoia moltissimo e perdo meno tempo che con un libro o un giornale.

Oggi a quanto pare è la giornata della memoria e dobbiamo sorbirci tutti foto di ebrei di cui son rimaste solo ossa e frasi di Primo Levi.

Volevo solo dire che a me, di fare la cacca con "Se questo è un
Uomo", frega molto poco.

Non per male, non per disinteresse (la seconda guerra
Mondiale con annessi stermini e connesse invasioni, resta una delle pagine più articolate della storia europea, una figata non fosse stata una guerra vera ma un film di Cameron) o altro.

È che ho le palle fracassate: ma è possibile che ogni anno la stessa storia?

Nei social network impazza un buonismo intellettualoide che sfiora il ridicolo, perché si sprecano frasi gravi, immagini turpi, auspici altissimi, poi nella realtà nessuno fa mai un cazzo.

Ma non dico chissà dove o chissà che: al bar, in ufficio, alle poste, in comune, queste robe dirle alla gente in faccia, mai visto accadere (a meno che non lo faccia io).

Non tanto perché di persona facciano più effetto, o per raggiungere un ipotetico auditorio non informatizzato, ma perché se non avete lo spirito di dire, ricordare, insegnare quello che sapete essere successo agli altri nella realtà, non capisco con che diritto intristiate la mia cagata della domenica mattina.
Da dietro uno schermo è troppo facile, oltre che inutile perché tanto i nostri contatti mica sono di Forza Nuova.
Quindi ci si da storiche pacche sulle spalle e memori strizzate d'occhio, giocando a chi ce l'ha più lunga, la citazione.

E ora scenderò al bar, e probabilmente non ne parlerà nessuno.

16 commenti:

  1. Lei non ci crederà, ma ieri, vedendo lo spot del solito programma televisivo con le solite frasi trite, ho pensato la stessa cosa. Questi appuntamenti fissi sono come le tasse, a scadenze fisse e programmate. Scandiscono il tempo, a seconda di quello che ti propinano ti accorgi di che periodo dell'anno è, fai la tua abluzione consueta, ne esci emendato dal peccato e via, alla prossima. Memoria svuotata di senso, direi. Come faranno quando non ci saranno più quelli che c'erano? A quel punto intervisteranno figli, nipoti e via discorrendo, immagino. L'importante è mantenere intatta la ritualità, molto sospetta. Ormai siamo circondati di gesti vuoti ed epidermici. L'importante è il saccoccio: il pollo che c'è dentro non ha importanza.

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    1. E manco fosse una cosa dove devi metterci la faccia o il rischio di dover argomentare.
      Proprio l'esporre l'argomento ai soliti contatti, è una cosa che non capisco, trovo sia inutile

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  2. Sono d'accordo su tutta la linea. Ma al tempo stesso sono dell'idea che non bisogna smettere di parlare e ricordare certe cose. Oggi è lo sterminio degli ebrei (ma anche degli omosessuali, dei disabili, degli zingari, dei bambini che la religione non sanno manco che è) nei campi di sterminio. Ma oggi ( come sempre ) è anche il giorno in cui si DEVE pensare ai palestinesi ghettizzati, agli omosessuali uccisi in Iran o in qualunque altro posto per legge, per scherzo, per ignoranza; oggi (come sempre) si deve pensare agli extracomunitari trattati come schiavi nelle piantagioni di pomodori, chini a raccogliere patate, o arance, o altro e costretti a "vivere" in tuguri. Insomma, trite o ritrite, le cose vanno ribadite sempre. C'è chi lo fa per moda, certo. Chi lo fa per avere una stellina o un mi piace, chi lo fa perché invece crede davvero che ripetere, ricordare, impedisca - prima o poi- di commettere le stesse atrocità. Magari oggi un/una 13enne è sbarcato su un social network e - complice una frase- gli vien voglia di documentarsi e sapere cosa diavolo è successo dal '33 al '45, cosa prima e cosa dopo. Cosa accade ogni giorno accanto a lui/lei. Insomma, credo che le parole abbiano un peso enorme, anche sui social network. Ognuna di esse è un seme che non sai dove andrà a cadere. Magari nella testa di qualcuno che riuscirà a cambiare le cose, ad impedire che le atrocità che ci circondano ogni giorno, abbiano una fine.
    T'abbraccio virtualmente Mezza. ;)
    Alessandra La_Rouge

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  3. Intendevo, *abbiano un seguito, alla fine. Scusa ma mi sono svegliata all'alba. E' già tanto se uso gli accenti. :D Ale La_Rouge

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    1. L'alba di domenica andrebbe vista solo dal lato della notte di sabato!

      Ma guarda che sono d'accordo, solo odio il fatto che manchi corrispondenza tra rete e reale, come se non fossero fatti dalle stesse persone. E che ci si senta in ordine a condividere due link e basta: marcato cartellino.

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    2. E' come quello che fa l'elemosina per sentirsi a posto con la coscienza. L'essere umano è un potenziale di meraviglia, ma anche un coglione di fondo. Ale

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  4. Ribadisco, queste ricorrenze cicliche, sancite dall'alto, sono alibi. Servono a depurarsi la coscienza da eventuali dimenticanze, sono come l'assoluzione del prete, previa confessione e recita di qualche avemaria o paternoster. La telefonatina per dare due euro a telethon, il mazzo di fiori alla mamma il giorno della festa della mamma, il dopobarba alla festa del papà, le rose alla fidanzata il giorno di San Valentino, la grigliata a ferragosto, il regalo a natale, i crisantemi sulle tombe il giorno dei morti, la visione de La vita è bella il giorno della memoria,, ecc. Come evitare di dimenticarti per un giorno di quelli che ti dimentichi per tutti gli altri giorni. Paghi la tassa o il canone e sei a posto per un anno.

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  5. la penso come te ma è pure vero che esistono fenomeni strani come il neonazismo e il revisionismo storico e i partigiani che potevano portare testimonianze dirette stanno schiattando.
    Comunque sì, tutto si risolve con sempre le stesse persone che tutti gli anni si riguardano La vita è bella in tv e mia madre che mi riassume le frasi più struggenti del diario di Anna Frank.

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  6. I contatti non sono di Forza Nuova? I tuoi no, Tazza. I miei, alcuni dei miei - tipo certi compagni di classe ex di mio figlio - sì. E io lavoro alla Regione Lazio, e sono amministrata da un sindaco che protegge quelli di Casa Pound.
    Poi FaceBook è una cosa del tutto inutile, sterile, per non dire dannosa. Sono vuoti proclami, d'accordissimo. Però, finché non mi chiudo il profilo, io mi alzo, e come me la sento quando mi alzo mi esprimo. E siccome me la sento molto brutta, quest'anno ho espresso molto.
    Non che non condivida il tuo punto di vista, eh. Anzi. Lo capisco perfettamente, e lo apprezzo.
    (Su Anna Frank, povera ragazzina, e sulla strumentalizzazione che di lei e del suo diario hanno fatto, avrei molto da dire. Ma lasciamo andare)

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  7. Mica ti ho chiesto la giustificazione. Se non generalizzassi dovrei scrivere compendi, i casi specifici sono ognuno a sé

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    1. Io comunque ce l'ho pronta. Non appena mi torni in sogno, te la do.

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  8. Ogni tanto bisognerebbe cercare di dire qualcosa di interessante senza citare almeno un ebreo mortoammazato.

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  9. d'accordo al 100%. A me la giornata della memoria fa lo stesso effetto che mi faceva la mia prof di italiano delle medie, con la quale dovevamo leggere un libro al mese - e compilare la "scheda di lettura", s'intende - e gli unici libri ammessi, in terza, parlavano di fascismo, nazismo, guerra e dopoguerra. Ovvero, che paio di palle.
    Si', sono superficiale.

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  10. Sai che ieri ho optato per il silenzio proprio dopo aver letto questo post? Non che avessi intenzione di scrivere granché, giusto un paio di frasi.
    Però alla fine non so se ho fatto bene. Voglio dire, spero bene che nessun nazi-fascio-coglionazzo-in-generale mi segua, so bene che alla fine le mie parole sarebbero state indirizzate solo a gente d'accordo con me... eppure, boh. Non so. Alla fine farci forza tra noi 'gente di un certo livello' (cit. coltissima) non potrebbe anche essere una spinta verso il 'checcazzodici?' innanzi al pirla di turno? Se non avessi discusso di guerra e resistenza con mio nonno per anni, magari anche rivangando vecchie discussioni di volta in volta, magari non avrei saputo dove trovare la rabbia per urlare ai nazidioti. Non so.
    ... posto che comunque lanciare giornate di questo o quell'altro ogni 3x2 non fa che toglierne tutto il senso. Però quella della Memoria è una delle poche che conserverei.

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    1. Beh non avevo intenzione di zittire nessuno, assolutamente.

      Ma non mi piace il fregiarsi di ricordare quando tutto quello che significa è scrivere un tweet.

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    2. No beh, ma mica l'avevo presa così eh!
      Solo che, in quanto persona per nulla influenzabile, ho cominciato a chiedermi che scopo avrebbe avuto il mio 'message in a bottle' (coff, sono in fase Police xD), se il suo senso sarebbe stato nel messaggio stesso o nell'averlo prodotto o nel tipo di persona che sarei stata nel produrlo o non produrlo...
      Triste che per alcuni la memoria si fermi al tweet, ma immagino ci siano persone poco propense al confronto per cui quel tweet, magari in presenza di conoscenze 'gnoranti, vuol dire qualcosa.
      Non so. Se si tratta di un 'Bon, e anche per quest'anno è fatta!' sono pienamente d'accordo, comunque >_>

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