lunedì 28 gennaio 2013

"Come stai?"

Come vuoi che stia.

Oggi mi hanno bocciata e studio da capo, mi sento contenta con dei pezzi che mancano e stavolta penso di andare a cercarli, mangio spaghetti e fumo di più.

Vedo persone e fa ancora stupore come ci si intrecci occupando piastrelle dove forse qualcuno era già passato, perché son sempre meno le possibilità che la prima sia tu.
Ci si scambia di continuo, come pedine in giostra dentro piazze affollate e non si posson difendere tutte le posizioni occupate.
Ma non ho mai abbandonato niente senza tornare per dire un "ciao" e le nostre scacchiere sono tutte intrecciate.

Ci sono cose che penso, tipo a che serve una testa senza nessuno da metterci dentro ma pazienza e non importa: guardi un orologio e capisci che devi usarla comunque, prima che scada. Come le uova.

La nostalgia non è più un buco nero ma un vano a misura, prima o poi qualche cosa pure io ci metterò ma adesso è vuoto perché ha una strana forma, aspettava qualcosa che so che non torna.

E adesso ho una cicca già pronta e un vino iniziato, cose da fare, propositi a caso, e anche far pace con tanti momenti e stavolta la cosa riguarda solo me.

4 commenti:

  1. Bello, bello, bello.

    E il titolo, e la conseguente tua risposta, mi hanno ricordato un passaggio di un libro di Benni che se ritrovo ti linko (l'avevo riportato nel mio blog eoni fa).

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  2. Quando sei così ispirata mi lasci senza parole

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  3. Usarla comunque. Già. Una condanna, ma sembra non si possa fare altrimenti

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  4. Sto via tre giorni e mi fai cinque post, così non so cosa commentare. Mi incasini la vita, Tazzi.

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