venerdì 23 novembre 2012

Da dentro a una sigaretta

Scusate ma c'è un tizio che non so chi sia - anzi, ce ne sono due ma uno so chi è - che mi chiede di scrivere.
Come cosa è molto carina.
Come effetto è molto irritante: avete presente il momento in cui non si ha proprio voglia di fare e qualcuno, sollecitandoti allegramente, instilla ansia strisciante?

Il punto è che non ho niente da dire.
O meglio: non ho voglia di dire niente.
Oppure sono troppe cose, da mettere in ordine.

Non so spiegare il fumare una sigaretta in balcone.
Stai in piedi un po' tremante, guardi dritto davanti a te e quello che vedi è la fine del mondo dietro agli alberi in fondo alla via, dove diventa bianco perché in pianura - quando fa inverno - è tutto rosicchiato fino a due strade più in là.
Tra un tiro e l'altro ti si annodano i passi dei pensieri e quando la brace scotta le dita torni indietro da un posto nella tua testa che non hai idea di come c'eri arrivata.
Ahia cazzo.

Poi, se ci pensi, lo sai.

Un posto è quello che rimpiangi di più, ci arrivi con ancora in mano l'accendino e ci sono ricordi di cose sbagliate che col senno di poi faresti altrimenti, e il senno di poi ti fotte il cervello senza dar spazio al senno del presente.
Ma dove l'ho messo?
Da quanto l'ho perso?
Non so, non ci sono risposte che non ci si debba costruire da sé.

Il secondo posto è quello delle persone importanti.
Bello che ci siate, bello rivederci, ma adesso è tardi e io devo andare, che mi viene il mal di pancia a stare troppo qui.

Il terzo posto non posso dirlo.

Nel quarto posto ci ho trovato te, che ero convinta di aver lasciato nel terzo.
Qui non mi fermo sempre volentieri, come nel bar in cui una volta ho scordato che dovevo ancora pagare il caffè e me ne sono andata.

Il quinto posto è quello delle cose a cui non vuoi pensare: propositi infranti, fallimenti personali che si accumulano e ti fanno venir voglia di poter scomparire.
Se mi butto da qui c'è caso che resto tetraplegica e quello sì che sarebbe un casino, lasciamo stare và.

E di solito, alla fine che proprio mancano due tiri, penso a te.
Che sei un cumulo di domande, del tutto inutili perché non ci sono le risposte, son problemi che per te non esistono.
Ci sei tu che sei la prima persona che non mi racconta un accidente di sé, che ieri sera mi hai fatta ridere quindi oggi sei il mio eroe.
Tu hai tanti posti in cui non mi lascerai entrare mai.

Vabé, sticazzi.
La paglia è finita.




















5 commenti:

  1. Se ti va di parlare di qualcosa di serio, parla di uno che dopo 12 anni si è fumato una sigaretta che ha ritrovato, per caso, nell'armadio. E cazzo se gli è piaciuta.
    Ma forse non interessa a nessuno.

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  2. Ho smesso di fumare un anno fa...ho fatto male ;)

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  3. Uh, ecco perché non mi ricordo mai dei posti in cui ho messo le cose. Non fumo.

    Thunderblue

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  4. Ragazzi, questo aspetto afffontato nell'articolo è molto importante!
    Fumare fa questi scherzi e molto altro.. questa cosa la affronto anche qui: www.smettere-di-fumare-sigarette.com/blog
    Il fumo non è solamente un vizio ma provoca una fortissima tossicodipendenza sia fisica che psicologica, dunque se potete DECIDETE DI SMETTERE per sempre!
    Ciao, Giovanni :)

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  5. Grazie tazza di aver postato permettendo così a giovanni di inserire il suo indispensabile commento.

    E anche di essere tornata anche se poi te ne vai.

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