venerdì 24 agosto 2012

Brutta copia di una nostalgia

Da bambina passavo le vacanze in Sicilia, con mia nonna che insieme ci scambiavano sempre per straniere - così bionde - e tutte le famiglie tedesche in spiaggia ci regalavano  prugne , con mio nonno che era il mio eroe e grande amore, con dei bellissimi braccioli rosa capaci di guidarmi tra le onde più insolenti.

Di quei giorni ogni ricordo rimasto intatto parla di odori mescolati - creme solari e fichi d'india - passeggiate per Taormina in piazze piene di pittori estremamente suscettibili, granite con gelato e carretti di frutta, incubi in cui mi perdevo sudata ogni notte (sempre lo stesso ogni estate in realtà).

Una di quelle estati avevano ucciso qualcuno di importante e anche io e i miei quattro anni siamo stati perquisiti gentilmente tante volte.
 
A cinque anni il tempo è così grande e tu così piccola da non poterne vedere la forma, da non poterne intuire la fine.
Non capisci quanto sia esile e sfuggente finché le tue dita  diventano abbastanza grandi da lasciarselo scivolare attraverso, forse per  mancanza di attenzione.
E dire che ti eri solo voltata un momento, volevi fare un castello di sabbia.

Così quelle vacanze erano finite senza avvisare, finite per sempre.
Poche cose sono tristi e crudeli come la realtà quando ti si presenta davanti la prima volta, per togliere.

Ho avuto bellissime vacanze nella mia vita, con persone di ogni genere, per desiderio o contingenza.

Da bambina mi sarebbe parso impossibile ma è successo: ho preso treni dicendo a casa che andavo via con le suore per finire dentro camper parcheggiati in postacci orrendi a sbronzarmi e vomitare in pineta.
Ho preso aerei da sola, ore e ore in giro per l'aeroporto di Atene.
Ho preso aerei con l'allora moroso, persi e disperati di non ritrovarsi in quel caleidoscopio del Charles de Gaulle.
Ho acceso falò e conosciuto ambulanti dalle storie straordinarie, mi sono innamorata di passanti e bagnini, ho rinunciato, troppo insicura, a serate che dopo dodici anni ancora un po' mi mangio le mani.

Ho incontrato su treni in giro per l'Italia una donna dai tratti fini e gli occhi a palla che parlava con un barattolino di crema idratante, un ragazzo nerissimo che voleva dormirmi addosso, un custode di cimitero che nel tempo libero suonava la tromba e sognava dalla Calabria di andare a vivere a Milano e nemmeno lui sapeva perché.
Ho conosciuto un ragazzo bellissimo al quale ho fatto tante domande, ero così ubriaca che non ricordo le risposte.

Ho fatto l'amore in spiaggia e su scogliere, cercando di calcolare se mi sarei fatta peggio a stare sopra o sotto, in piedi contro barche spiaggiate, in fretta dentro al mare.

Ho fumato erba galleggiando su mari bellissimi.

Mi sono tuffata da scogliere e barche, ho guardato i pesci con la maschera anche se avevo paura, ho letto libri appassionanti.

Ho incontrato tantissime persone che non rivedrò mai più, sperato tanto ogni volta che un braccialetto di filo si è rotto, sempre azzurri li compravo.

Ho salutato su binari e passerelle e aspettato ritorni.
Non sempre ci sono stati. 
Ho vissuto momenti stupefacenti.

È ingiusto come la realtà sceglie di insegnarti la vita, ancora di più quando decide di spiegarti la morte. 

Darei tutti i treni e gli aerei, i baci e gli sguardi, le bottiglie e le risate, per tornare.

Così ogni tanto, quando la luce è quella del tardo pomeriggio, il suono delle onde è richiamo dolente e ricordo, la sabbia sepolcro che decompone ricordi.
Saranno caduti in quelle buche che scavavamo insieme io e te.

Darei ogni momento per farti sapere che niente di tutto quello che potrei ricordare o vivere un giorno, potrà mai valere un solo minuto con i braccioli in mare con te.




8 commenti:

  1. E sarebbe comunque un cambio vantaggioso. Già. Hai trovato le parole giuste per dirlo.

    Thunderblue

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  2. Che cosa bellissima hai scritto, Tazza.

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  3. Leggo le tue cose e... mi piacerebbe conoscerli un pochino meglio.

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  4. Leggo le tue cose e... mi piacerebbe conoscerli un pochino meglio.

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  5. Anche Tazza ha esposto il suo lato tenero.

    O almeno ora sappiamo dove venire a cercarti se non sei appartata in pineta. ;)

    bella Tazza, te volemo bene.

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  6. Struggente ed emozionante, a voler dir poco.

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