sabato 21 aprile 2012

I fantasmi delle cotte passate, presenti e future

Lo scorso inverno un amico, camminando per i vicoli di Ferrara - belli di sera, tutti inondati di una luce giallina che concilia i momenti di menata esistenziale - ha detto: "Ognuno di noi ha qualcuno che torna sempre".

Il che, nel suddetto vicolo, di notte, con tutto lo sturm und drang del mondo nel petto e nelle mani che dubiti passerà mai e una fiducia cieca nelle parole dell'interlocutore, una sua suggestiva poesia ammettiamolo: ce l'ha.

E ricordo quel momento come l'ennesima conferma del fatto che sì, sarò pure idiota ma almeno non sono l'unica: una massa di imbecilli farciti di complesso del passato - delle quali schiere sono rappresentante di tutto rispetto - milita su questa terra.

Ammettiamolo: abbiamo rotto i coglioni.

Che poi non generalizziamo, perché siamo divisi in categorie distinte che a volta si sovrappongono ma sono solitamente caratterizzate da tratti tipici.
Avrei anche detto, dato il mio vaginocentrismo (ora ogni volta che uso il termina "Vagina" o derivati mi viene in mente lei), che siamo prevalentemente donne, invece no: pure i maschietti sono tutti aggrovigliati a momenti di passato che faticano a lasciare andar via.

Per farla breve individueremo tre grandi gruppi, popolati da miriadi di sottocategorie delle quali ci sbatteremo le palle perché di seghe mentali è pieno il mondo e personalmente bastano le mie.

I nostalgici della storia più lunga della propria vita:

Questo genere di paturnia, provocata da storie di durata minima 4 anni, è a lati comprensibile: dopo tutto quel tempo arriva un momento, a molti mesi dalla fine della storia, in cui si avrà rimosso la maggior parte dello schifo passato insieme e si penserà che in fondo era bello, monotono sì ma poi lo diventa sempre, non siete stati bene con nessuno come con quella persona lì, bla bla bla.

Si tratta di un processo normale nei primi tempi dalla fine di una storia dopo il superamento della rabbia, se si è ancora single.
Se non passa, è paranoia.
A volte nemmeno trovare un'altro partner conclude questo inutile bisticcio con il proprio buonsenso.

Non soffrendone mi permetto di suggerire una soluzione: nei momenti di crisi concentratevi ardentemente su quel pomeriggio in cui a quella persona avreste tagliato la gola piuttosto che continuare ad ascoltarla parlare, alla volta in cui avreste preferito una cena con il demonio che con la sua famiglia, a quanto è stato figo il primo mese da single una volta superato il trauma.
Se funziona offritemi una birra.

Gli ossessionati da qualcuno che non li ha mai veramente cacati:

Sono molto solidale rispetto a questa paranoia, principalmente perché l'ho passata anche io.
Nel '96 con Ricky Martin e nel '99 con di Caprio.
Fu dura, se non fosse finita la pubertà penso sarei ancora a pensare a quei due inopportuni che ogni tanto mi comparivano in sogno, illudendomi senza alcuna pietà.

Chi di noi non ha mai avuto almeno una ventina di cotte per gente che manco sapeva della nostra esistenza?
Normale a fino ai 14 anni o fino a che gli innamoramenti non superano i tre giorni, poi diventa un filo patetico.

Il mio consiglio (autorevolissimo) nel caso è: andate da un parrucchiere, iniziate a fare un po' di sport e smettete di ingozzarvi di schifezze ed eventualmente trasferitevi a Los Angeles perché se siete ridotti così state probabilmente attraversando una fase di grave inchiavabilità e fissità psicofisica.
Quindi tiratevi a lucido e lanciatevi.
O uscite dalla pubertà.

Chi continua a interpretare il passatempo di qualcuno:

Alzate la mano, meri giochini di qualche passante con cui qualcosa c'è stato ma niente di che, gente che senza necessariamente  chissà quale coinvolgimento ma certamente con qualche effetto collaterale si lascia rigirare come un calzino dalla stessa persona a più riprese.
E adesso abbassiamo tutte 'ste mani che con una sola scrivo troppo lenta.

Ebbene sì: è un disastro.
E qui finisce la descrizione della categoria perché va bene il coming out ma fino ad un certo punto.

Non importa quanto sia passato, quante storie ci siano state in mezzo: tutti noi abbiamo quella persona che a tratti ritorna inesorabilmente.
E se non ritorna siamo noi che ci pensiamo, ma generalmente ritorna proprio lei direttamente, con la stessa verve di chi, seduto sul cesso, non ha alternative letterarie a quel vecchio numero di Chi dimenticato sulla lavatrice con cui passare una ventina di minuti e lo stropiccia, lo gira e lo rigira come più gli piace per poi ributtarlo lì dove l'aveva preso, consapevole che l'inutile rivista non può opporre la minima resistenza.

Vi assicuro che è terribile, nel caso in cui l'essersi paragonata ad un sottoprodotto di Signorini non abbia reso sufficientemente l'idea.
Assicuro anche che non sono io a scegliere le riviste che si trovano nel mio bagno.


Ebbene, pochi lettori che ormai vi sciroppate più pare dei miei amici reali, gente del web che forse troppo bene non sta, questa volta sono io, abbarbicata sopra ad una lavatrice in compagnia di sbiadite pagine e cinque mozziconi di sigaretta che vi chiedo una soluzione.

E non ditemi "Bere", perché la bottiglia di Campari l'altra sera me l'ha detto - un po' innervosita dalla monotona domanda - a chiare lettere: "Checcazzo, non lo so!"



14 commenti:

  1. O ti innamori di un altro o non passa, credo sia la triste verità.
    Nel caso non ti vada, prenditi qualcuno da usare come vecchio numero di Chi, magari anche disposto ad uccidere il tizio di prima.
    Solidarietà.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. A. è uno di quelli che tornano, sempre... il giorno del mio compleanno mi ha telefonato dopo mesi per dirmi che continua a sognarmi e che sono l'unica donna che gli ha fatto perdere veramente la testa. Gli ho ricordato che è fidanzato e che non ha mai voluto una storia seria con me perché se la fa sotto.
    Poi ho aggiunto che in montagna, dove mi trovavo, avevo conosciuto un uomo fantastico che per festeggiarmi mi aveva fatto recapitare il mazzo di fiori più bello mai ricevuto in vita mia e che me la stavo godendo alla grande... ecco, ha funzionato, finalmente. Ma solo se trovi uno che ti piace di più

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  4. Guardati L'Amore non va in vacanza. Boh, a me ha fatto bene. Per una mezza giornata.

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  5. E' il morbo di Penelope, si cura o prendendo a pedate, morali o materiali, il ritornante molesto (nel caso in cui, appunto, ritorni su come la peperonata) o costringendosi a vivere senza aver bisogno del suo ritorno nemmeno come ipotesi remota. Perché c'è un limite a tutto anche alla nostalgia e alla speranza.
    E poi vuoi mettere la soddisfazione di veder sparire da certe facce l'aria sicura di sé di chi col "carisma" pensa di ottenere tutto?

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  6. La solitudine dei numeri primi è tutta colpa vostra.
    Vi disprezzo, sappiatelo.

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    1. Ehi bada a come parli: io quel libro non lo sopporto.


      Per sopra: grazie dei commenti e dei pessimi consigli.
      Essù, ma che idee sono..?!

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    2. Ti adoro.
      Mangia come un porco allora!

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    3. Mi associo alla Bionda. Quel libro mi ha fatto cagare, è vischiosa pornografia, terrorismo dei sentimenti fatto a colpi di scacciacani. Magnolia invece mi piacque assai, quoto LogorroicaMente. Ma allora guarda, dico pure All about Eve, eh!

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  7. pure i maschietti sono tutti aggrovigliati a momenti di passato che faticano a lasciare andar via.
    Forse la questione è un'altra: è il passato, in qualche modo, che non si toglie mai completamente dai coglioni - e visto che ci si stanno consigliando film su film, propongo Magnolia.

    Nel '96 con Ricky Martin e nel '99 con di Caprio.
    Comincio a nutrire dubbi sulla tua reale sessualità.

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  8. Dear Mezza,
    a costo di sembrare il gurudestocazzo, ci tengo a dire che la soluzione c'è ed è semplice, basta imparare a voler bene a se stessi, eventualmente indulgendo in pratiche di autoconforto. No, non intendo ciò che state pensando tutti (a proposito, diventerete tutti ciechi), parlo di momenti di intenso relax, tra cui non ultimi un bel massaggio di un'ora, un bel bagno termale, una bella vacanza tra mare cristallino e sole splendente e tutte quelle cazzatine che vi hanno sempre fatto pensare alla gente anziana.
    Vabbè, fate come vi pare, con me ha funzionato, dopo anni di "tiraemolla" sono riuscito ad allontanarmi per sempre dalla pazza che mi ossessionava col suo sesso dentato e adesivo e vi assicuro che si sta meglio così, liberi di farsi male con chiunque si vuole. :)

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  9. ecco...e adesso io chiedo: come si fa a volersi più bene?! no, perchè tu le paranoie le dici al Campari, io al mohito o alle beck's ma di risposte neanche mezza...

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  10. Se il bere non ha funzionato, fumare. Se la sigaretta non funziona, la droga.

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