lunedì 31 ottobre 2011

Caro Alex (non c'ho tempo di rileggere che esco, quindi fatevi 'na ragione delle schifezze scritte)

Ci sono persone che devono impegnarsi per starmi sui coglioni, altre alle quali invece viene estremamente naturale.

Ma non è di questo che volevo parlare, è che sto raggiungendo vette d'insofferenza incredibili causa rapporti umani, i quali inizio a pensare vadano limitati.
Nel reale soprattutto.

Comunque, Alex.

"Quella su Simoncelli può benissimo essere satira, a condizione che chi legge sia in grado di comprendere che l'oggetto della battuta non è il morto di turno, ma tutto ciò che si muove intorno a lui (in termini di circo mediatico, immotivata empatia generale, etc.)"

Grazie al cazzo.
Ciò sarebbe potuto avvenire se le battute a questo avessero fatto riferimento.
Non è stato così, e no: quelle sulla S. Carlo non sono manco loro satira, per lo stesso motivo.

"Insomma, come al solito il problema sta tutto nella capacità del lettore di andare oltre una comprensione superficiale di ciò che gli viene proposto. Se non lo fa, peraltro, cazzi suoi. "
Chiaro, se uno non sa scrivere la colpa sta tutta nel lettore.
Sono d'accordo, ammesso che si parli di un target che elegge a proprio autore preferito Fabio Volo.
La mia capacità di comprensione è sempre in forma, lo era quando il fatto che avessimo opinioni simili te la faceva piacere, lo è ora che continuo a pensare con la mia testa.
Non so quanto vantaggio derivi dal metterla in sharing invece, da quello che leggo.

"Da quello che scrivi, peraltro, è evidente che tu, quel passo in più, non sei abituata a farlo."

Da quello che scrivi tu in termini satirici a me sorge spontanea una domanda: ma mentre il tuo corpo collezionava segni del tempo, il tuo cervello dov'era?
Banalità e volgarità a tutti i costi non significano dare l'occasione ai lettori di fare un "Passo in più", significano infantilismo e monotonia.

Sempre stata una scarsa scrittrice, invece come lettrice me la cavo ancora piuttosto bene.



"O almeno questo è quello che si evince da questo post, che si risolve in un'accozzaglia di luoghi comuni tenuti insieme da qualche insulto sparso qua e là, a tentare di coprire un vuoto di contenuti davvero sorprendente."


Opinioni, ci mancherebbe.
Trovo comunque noioso un trend al quale la rete concede molto spazio: mettere assieme gruppetti di personaggi, piuttosto incapaci, che passano le giornate a darsi del "Bravissimo" l'un l'altro, rendendolo vero agli occhi di chi coltiva un umorismo tre gradini sotto la Premiata Ditta.

Ai quali non si può quindi dir niente, perché limitarsi ad un ragionamento basilare:

dato che normalmente la satira per dirsi tale decostruisce, tramite artifici di umorismo tagliente, preconcetti e luoghi comuni in risposta ad un bisogno sociale di razionalizzazione del fenomeno

considerando che nella morte di Simoncelli (come in un sacco di altri eventi di cronaca del tutto inutili) non c'è proprio un tubo da decostruire in risposta ai bisogni di alcuna collettività

Possiamo linearmente evincere che quella su Simoncelli non sia satira.


non è più spiegare una banalità, no: diventa essere banali.

Peccato che si tratti di un'osservazione: se il fenomento è banale in sé non posso certo essere io a scavare tra licenze letterarie allo scopo di farlo passare per qualcosa di più.

C'è differenza tra semplicità e banalità, ma non mi stupisce che non ci arrivi.

Fossi in te quella mezza tazza la riempirei di Long Island: magari quando sei ubriaca riesci ad andare un pochino più a fondo, e a scrivere meno col culo. (che mezzacagata)

Alex

Te la faccio semplice: fino a quando le critiche erano meno esplicite, ti andava bene.

Poi il livello dei post è sceso enormemente e qualcosa mi dice che non sia colpa dell'età difficile, forse del fatto che passate più tempo a darvi pacche sulle spalle a vicenda che alla qualità di quello che scrivete e se ve lo si dice non va bene.

Ma come vedi, non me ne può fregare di meno di cosa va bene a terzi o meno.

Se hai dubbi in merito, o vuoti di memoria, dovresti trovare conferme di quanto ti dico nella cronologia Skype.

Un "Schifo" non lo sai gestire?
Cazzi tuoi.

12 commenti:

  1. Quando t'incazzi sei proprio sexy...
    Ah e sei bravissima, chiaro.
    Grazie per avermi fatto perdere qualche diottria con le scritte minuscole, ma non mi andava di schiacciare ctrl+ per aumentare il carattere, ho una certa età e anche il ciclo, sai com'è... ma ti adoro lo stesso, tazzina.

    PS: ma chi è Alex?

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  2. Ciao Ale.
    Sei sempre troppo carina.

    Alex è un tizio che aveva da rompere i coglioni nel post precedente.
    Il discorso finisce qui, possiamo andare tutti avanti con le nostre vite ora.

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  3. Comincio ad essere geloso dei tuoi post in risposta a tizi che commentano.

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  4. Mi sfugge il riferimento alla cronologia di Skype, e più in generale ho la sensazione che tu mi abbia scambiato con qualcun altro.

    Detto ciò.

    Quanto al passaggio in minuscolo, pensare che la satira risponda (o debba rispondere) a bisogni di razionalizzazione della collettività non lo trovo né semplice né banale: è solo un punto di vista, che peraltro non condivido.
    Non ho mai pensato che la satira debba prendere per mano la coscienza collettiva e condurla sulla via della redenzione.
    L'importante è che metta a nudo schemi di pensiero precostituiti, che si manifestano quotidianamente nelle forme più diverse: tra queste, vi rientra senza dubbio anche la reazione collettiva alla morte di Simoncelli, che quindi può serenamente essere oggetto di satira.

    E più il fenomeno è banale, meglio si presta a essere "satirizzato".

    Insomma, opinioni stilistiche a parte, così come quando si fanno battute sugli zingari dovrebbe essere evidente che l'oggetto della satira non sono gli zingari, ma il pensiero comune sugli zingari, allo stesso modo quando si sono fatte battute su Simoncelli un lettore meno superficiale si sarebbe dovuto accorgere che l'attacco non era certo rivolto al pilota morto, ma a tutto ciò che ha fatto seguito alla sua morte.

    Ora vado, ché sono almeno venti minuti che non dò pacche sulle spalle a nessuno.

    Alex

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  5. Deve esse' di moda 'sto Long Island, è un po' che lo sento mentovare... :D
    BaciTazza!

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  6. Ehi, la premiata ditta non fu così male.

    Comicità tra il non sense e il demenziale che nei vanesi e fatui anni '80 raccolse molto successo. Famose le loro partecipazioni ai Fantastico di Pippo Baudo e la loro trasposizione de I Promessi Sposi. Nel decennio più sputtanato della storia dell'uomo, al cospetto di Drive In e delle risate finte, la loro comunque divertente comicità sembrava intelligente satira dei costumi, dopo tutto.
    Poi, la separazione: Lopez, come Solenghi, perde il grande successo. Insieme fanno Lux e Tux, programma famoso solo per aver sostituito Il Fatto di Enzo Biagi, cancellato per volere di Berlusconi col celebre "editto bulgaro". Lux e Tux verrà invece cancellato per un motivo più classico: la mancanza di ascolti. Riposino in pace amen.

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  7. Ma La premiata ditta non erano altri?anni novanta per di più mi sembra.
    Ed erano pure 4 e non tre.

    Però i nomi dei tre me li ricordo ancora, quelli della premiata ditta invece no.

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  8. Hai ragione, io avevo in testa il trio Lopez-Marchesini-Solenghi ahahah!

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  9. muove la mano e manca di mariti
    evoca evviva e evira ermafroditi
    zolla di zappa zàcchera zanella
    zimbello di zambracca fa zitella
    assurdo assurto è astruso anacoluto
    tossica tosse è trip tubercoluto
    àmbito ambito è ambo d’ambiziosa
    zirbo zaffato è zolfa zuccherosa
    zanca zampogna zufola la zeba
    assuona l’abomaso per gli ameba

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  10. Sciuscia confonde la premiata ditta (comici scarsini) con il trio (buoni se non ottimi)

    La Tazza pure ha confuso due Alex. Errore molto meno marchiano.

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