mercoledì 3 agosto 2011

Troppo stanca.

Oggi è stata una giornata così lunga che a metà già faticavo a ricordare l'inizio della mattinata.

Caffè e cornetto poco dopo il trillo di una sveglia irritante, l'odiosa vista della badante, della sorella della badante, del figlio di non ho capito quale delle due, l'ultima volta che ti ho vista in casa tua e una volta era anche casa mia, tutto ben confuso e diluito in mezzo kg di gelato ricotta e noci.

Poi portarti, lasciarti lì qualche ora, poi tornare per imboccarti e prova tu a convincere una persona cieca e sorda e sicuramente irritante che la minestrina non-si-mangia-con-le-mani.
Hai ricominciato a rompere i coglioni nonna.
Grazie al cielo, che iniziavo a preoccuparmi sul serio.

- Vai a studiare?
- Ma non ci penso neanche
- Braaava, sei brava

Bello avere sempre e comunque la tua approvazione rimanendo sincera, a patto che - qualunque cosa ti risponda - annuisca energicamente.

I tuoi coinqulini sono tipi curiosi, le compagne di stanza un filo inquietanti perché ti fissano e non capisci mica così su due piedi se sono incazzate o se nemmeno sanno che sei lì.
In tutta onestà per il primo letto parte della responsabilità va data al fatto che la tizia è intubata.
L'altra no, ha solo una faccia da stronza.

Però non ti si può guardare così.

Oggi, dopo averti sganciata là, siamo tornate a casa tua e abbiamo iniziato a dividere le cose, buttato alcune scartoffie, guardato un sacco di foto.
Esatto, tipo sciacalli, parlando quasi sempre al passato di te.

Ne hai fatti di giri eh?
L'America e ci sei andata in barca e hai tenuto tutto: foto, biglietti, brochure - o come si scrive - assurde di quegli anni e spicchi nelle immagini con un sorriso largo che ricordo lo facevi anche a me.
Palma di Mallorca, poi l'Austria.
Poi parliamo dei 50 anni - 50 - di cure termali.
Ci credo che ti hanno dato l'attestato di ringraziamento in finta pergamena con i saluti di tutto lo staff: hai mantenuto una generazione di lavoratori stagionali.
Ci sono foto di te che hai circa settant'anni stai montando un cammello.

Le foto vecchie-vecchie invece, dove tu avrai circa la mia età di adesso ritraggono te o le (pro-pro)zie o il (bis)nonno con un'espressione tesa e vagamente contrariata, che una volta le foto mica si facevano così per sport come ora che tutti hanno un obiettivo nella schiena del telefonino o una reflex piantata nel culo e serviva pregare che venissero bene ed avere un'espressione neutra per poterle destinare a più usi possibile.

Sei nata nel '15.
E mescolati ai codici fiscali di altri morti ce n'era uno datato '97.
La tua zia Pina, classe 1897, pensa te.

Si parla del fatto che le persone sono divise da x livelli (io conosco qualcuno che conosce qualcuno che conosce tal dei tali) ma un po' anche le epoche, perché tra me e l'ottocento ci sei solo tu.
Che strani pensieri vengono di fronte a scatole di foto che nemmeno sapevi fossero lì.

Oggi eri lucida.
E paracula come sempre:
- Nonna domani viene IL DR PIRANI
- Mh.. eh?
- PIRANI
- Chi
- PIRANI e ora lo sanno anche in tutta la provincia di Bologna
- Ah, Pirani, sèsè, mi deve far passare la tosse.

Pirani è un medico, non uno sciamano.
Non ha studiato ad Hogwarts.
Hai fumato
per
più
di
ottant'anni.

- Hihihi, al so al so, è vero.

Ah ok.

Mi vengono in mente tante cose.
Quando da piccola mi insegnavi ad attraversare la strada (nel punto più pericoloso in assoluto, ho capito anni dopo), le scorribande in auto - una pazza alla guida, folle - che ha riconsegnato la patente ben oltre gli ottanta perché "In mezzo alla strada vedevo tre righe anziché una".
Fino a due ancora tutto ok insomma.
Quando serviva che mi lavassi il sedere e ogni volta dicevi "L'è totta roba santa" ma non è che la trovassi un'affermazione così convincente.
I pomeriggi a fare tortellini nel mese di dicembre, tutte attorno al piano di marmo e tu nell'angolo a scancherare  sulle galline della generazione dopo la tua.
Sempre odiosa.
I costumi che mi cucivi per le recite dell'asilo.
"Il tavolo non è in simmetria!" e qui capirebbero solo le mie amiche storiche.
La notte di Natale a cena io e te, pochissimi anni fa che tutta la famiglia non andava bene ma a rate qualcuno facciamo di sì.
Tutte le volte che ti ho trovata ubriaca dura.
Quando ti ho fatto fumare qualche canna.
Il giorno che mi hanno comunicato che sopra al tuo armadio avevi una pistola.
La zia che dice "Guardala, com'è stanca, è proprio stanca di vita".

Troppe cose, tutte assieme, e io non ce la faccio più a segnarmele adesso.

Un flash.
Ah, ecco perché oggi, anche se ormai hai smesso, mi hai detto "Le mie sigarette non mi piacciono più, mi piacciono le tue".
Nonna, ce la facciamo una cannetta nel cortile della casa protetta?

3 commenti:

  1. Clap! Clap! Brava... come sempre!

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  2. La zia Pina del '97: come mia nonna!

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  3. Che belli questi post. Un abbraccione alla nonna discola.

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