martedì 30 agosto 2011

Ma vaffanculo.

Stavo pensando, certo che per fare l'avvocato penalista (si chiamano così anche in Italia? Perché io i telefilm italiani non li guardo) devi essere un gran stronzo.
Ma in Italia si fanno telefilm a parte Boris? Anche se sono morti Sandra e Raimondo?

Comunque, ne parlavo in auto con mia zia: tornando alla storia di Aldrovandi, che quel simpatico burlone di uno degli assassini ha querelato la madre del ragazzetto che ha ucciso.
(Ancora).

Come fai a difendere uno così?
O a dargli corda in un senso diverso da quella che dovrebbe usare per impiccarsi?

Cioè, quattro sbirri che sostengono versioni variabili come il tempo quando il tempo è variabile, un ragazzetto morto a terra con la testa spaccata, ci metti le facce di 'sti quattro - io alla fisiognomica una riabilitata la darei - interiora spappolate di lui, segni addirittura (se la memoria non m'inganna) sul muscolo cardiaco.

Dovevano aggirarsi fischiettando con aria innocente attorno al cadavere, mani dietro la schiena a tenere ondeggiante un manganello insanguinato?

"Se sentite rumore di zoccoli, probabilmente è un cavallo".

E se vedete un ragazzino morto come un cane in una pozza di sangue e quattro adulti con espressioni tutt'altro che intelligenti dipinte sul volto girargli attorno uscendosene con cose brillanti tipo che ha fatto tutto da solo e  loro si sono dovuti proteggere.. Boh, che mi verrà mai in mente?
Probabilmente che sono quattro deficienti se pensano che ce la si possa bere.

Mi sento offesa sul personale dalla manica di ritrattazioni, correzioni, sparizioni di prove, controquerele che hanno girato e continuano a girare attorno alla questione.
In definita, probabilmente saranno assassini, che ci vogliono anche far fessi per di più!

Come si fa a fare l'avvocato di gente così?

D'accordo, conosco persone che hanno passato l'esame di stato ma alle quali non affiderei strisce di ceretta usate, ma perché tonte non perché siano infami.

Seriamente, non capisco che ci sia da difendere.

Capisco che la vecchia Europa sia la culla della filosofia, dei ragionamenti per astratto, del diritto romano e dei sofismi - il che va benissimo se stai giocando a Cluedo - ma o si inizia a far fuori la gente in linea teorica oppure snellirei un filo la questione in caso di patetica evidenza.

Per non parlare della flagranza.

"Eh ma tutti hanno diritto ad una difesa".
Mah, non so mica se sono d'accordo.

Prendete il caso estremo: il tizio di Oslo.
Cosa se ne fa di un avvocato?

"Un pazzo" (che è stato più o meno quello che il suo legale ha detto, se ricordo bene).
Ma dai.
Geniale.
Il fatto che sia stata la prima cosa che io e penso buona parte del mondo abbiamo pensato ci rende una schiera di bimbi prodigio?
Lauree honoris causa per tutti.

Sarò qualunquista.
Sarà che essere di cattivo umore muove in me una certa attrazione nei confronti della giustizia sommaria.
Saranno gli anni di nervoso accumulati a sentire baggianate e porcherie pensando a come tutta gente che si è permessa di concludere la vita degli altri qui, dietro l'angolo, sia ancora lì a farsi i cazzi propri saltabeccando da un grado di giudizio all'altro.

Sarà che rimango convinta che i diritti, in una società con la pretesa di dirsi "Civile" non dovrebbero essere omaggio della casa e chi la fa davvero grossa dovrebbe essere trattato in modo proporzionale al danno che ha provocato.
Non giro a sbattersene le palle.

12 commenti:

  1. Da ex-giurista mi permetto...

    http://www.senato.it/istituzione/29375/131289/131290/131302/articolo.htm , diritto di difesa di cui al comma 2... è uan grande conquista di una società civilizzata...

    Si chiama "difesa tecnica", l'avvocato non ha (e non deve avere) nessun altro tipo di relazione con il proprio cliente (non ho mai potuto sopportare gli avvocati penalisti che, in sede di discussione, dicono dei propri clienti che si tratta di "brave persone")...

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  2. eh però per certa gente anche la difesa tecnica è di troppo. qualsiasi forma di difesa anche "simbolica" è di troppo...
    mio nonno direbbe che bisognerebbe chiuderli in prigione e buttar via la chiave...senza magiare ovviamente, ché sennò ce li teniamo sul groppone per anni e li manteniamo!

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  3. Buongiorno, è qui l'anticamera del fascismo?

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  4. Tazza, adesso dico anch'io una cosa qualunquista: la difesa del reo è una conquista di civiltà. Insieme all'obiettivo della sua riabilitazione, per quanto possibile.
    Hai letto, nei giorni terribili di Oslo, gli articoli sulle pene previste dal codice penale norvegese per il folle assassino? Qualsiasi cosa abbia compiuto il reo, chiunque esso sia. Perché poggia sull'assunto che il reo è un essere umano, un nostro simile. Capisco che è duro, alle volte, da accettare, talvolta quasi impossibile (ed è questo il motivo per cui l'amministrazione della giustizia non è gravata sulle spalle dei familiari delle vittime, dalle quali sarebbe disumano pretendere equanimità e serenità). Però è uno dei principi cardine di una società civile.
    Perché nel momento in cui non si riconosce questo diritto ad un reo, si cessa di considerarlo un essere umano, un nostro simile, per assimilarlo ad una carogna. Divenendo esattamente identici a lui: carogne. E questo la nostra civiltà non se lo può permettere.

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  5. Tazza, capisco la compassione per il povero Federico ed i suoi genitori e comprendo lo sdegno per la pena davvero ridicola comminata.
    Ma.
    Ma non puoi prendertela con l'avvocato che fa solo quanto a lui imposto dalla legge.
    Se non se ne fosse occupato lui gli imputati ne avrebbero avuto uno d'ufficio che non si sarebbe potuto rifiutare di difenderli.
    E' la legge che lo impone ed un avvocato che non si spenda totalmente per un cliente che rischia parecchi anni di galera (lo si dovrebbe fare sempre, anche se la pena fosse solo una multa ma non viviamo nel mondo delle fate) non è solo immorale, è illegale. E' ingiusto.

    Tutti hanno diritto alla difesa tecnica in giudizio e senza difesa non si può fare il processo.

    Poi ci sono altre considerazioni, più egoistiche se vuoi, ma non meno importanti: difendere qualcuno accusato di fatti gravissimi, sbattuto come un mostro in prima pagina, circondato da odio e da accuse magari supportate da prove consistenti regala dei brividi e delle emozioni difficilmente comprensibili da chi non ha mai lavorato in tribunale o non ha mai messo piede in una galera (sei mai stata in un carcere? è una ben triste esperienza, sappilo).
    Così come è esaltante riuscire a dimostrare l'innocenza di chi innocente lo è davvero, a dispetto di quei mastini rabbiosi che spesso sono i pubblici ministeri.
    Sono fiero di aver intrapreso la carriera del penalista - sì, si chiamano così anche in italia- perché in certe situazioni siamo l'unico appoggio e l'unico conforto di persone abbandonate da amici, parenti e colleghi di lavoro.
    Sempre con affetto, Sturk.

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  6. Gli avvocati? In certi casi, servono solo a loro stessi.
    Il busillis è tutto nella scritta dietro i giudici: "La legge è uguale per tutti". La legge, appunto: mica la giustizia o la verità. Se queste due cose non vengono menzionate, dunque, ecco che della legge se ne può fare (e se ne fa) tutto l'uso possibile.
    Gli avvocati dovrebbero essere considerati una sorta di correi dei loro assistiti: se un giurista riesce a far rimettere in libertà un assassino comprovato e questi uccide di nuovo, be', quell'avvocato dovrebbe rispondere delle conseguenze che ha causato per riscuotere la parcella con tanto di carcere e radiazione dall'albo.
    Perché nessuno è responsabile di niente: ci si trincera dietro la scusa morale della difesa tecnica e via. Cazzate.
    Altro che civiltà.

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  7. LogorroicaMente, scusa se mi permetto di risponderti, e chiedo scusa anche alla Tazza. Sono i giudici, o le Corti, ad esercitare il potere giudiziario. Sono i giudici ad applicare la legge, assolvendo o condannando. I giudici. Non i PM, non gli avvocati.

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  8. Buongiorno, è qui l'anticamera della demagogia da quattro soldi?

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  9. @Cri
    Giusto, e concordo. Il problema è un altro: sta nella volontà di un avvocato non di difendere quanto di far assolvere un colpevole (quello che dovrebbe chiamarsi "vuoto morale"). Tutti hanno diritto alla giustizia (e cioè: al proscioglimento se sono innocenti o alla giusta pena se sono colpevoli) ma da sempre si antepone la soddisfazione del cliente all'amministrazione della verità.
    L'avvocato ha un ruolo morale grosso, paragonabile a quello dei politici: perché dai secondi pretendiamo onestà e dai primi no? In fondo, se io avvocato difendo un pedofilo sapendolo tale e riesco a rimetterlo in libertà, sarò anche un valido professionista ma resto un uomo di merda.
    Tutto qui.

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  10. "Boris" comunque è un GRAN BEL telefilm

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  11. d'accordo per quanto riguarda il "mestiere" di avvocato, devi esserci portato, altrimenti risulterebbe difficile difendere gente del calibro degli assassini di Aldrovandi. Meno d'accordo sulla definizione di "pazzo" per Breivik. Un pazzo è un malato di mente, un incapace di intendere e di volere, che compie azioni al di fuori della propria volontà. Non è il caso di quel porco, che ha premeditato tutto. E qui entra in gioco la giurisprudenza che aiuta a distinguere il pazzo dal maniaco, il quale si beccherà comunque al massimo 21 anni di galera, perchè la Norvegia è un paese troppo avanti e non prevede pene superiori.

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  12. Non è esatta la tua definizione di "Pazzo", webfrench_x.

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