venerdì 19 agosto 2011

Che tenero che sei, Aureliano.

Ehm.
Non ho un accidente da dire, sono un po' confusa, non ho idea di che giorno sia ma alcuni motivi mi spingono a scrivere questo post.
In sintesi, a breve sarò troppo grassa per digitare sulla tastiera: le dita diverranno grosse come salami, il sedere largo come le poltrone da due delle multisala e l'unica prospettiva lavorativa che mi rimarrà consisterà nel comparsare in film porno dedicati ad un pubblico votato a orrende perversioni.
Aureliano lo trovo tenero per il commento al post precedente, ma lo sarebbe ancora di più se dicesse che rientra nel pubblico votato a orride perversioni.
Sarebbe consolatorio.

Mangio di continuo, perché fumo di meno, terrorizzata dalla preparazione altetica.

Tutto qui.

Non credo che ridurre il fumo migliorerà il mio stato di salute visto e considerato che ieri ho trangugiuato l'equivalente in cioccolata di dieci kg di strutto.
Voglio cioccolata.
E non cioccolata qualsiasi: quella della coop, al latte, con il riso soffiato.
Che con il caldo si spappola il giusto sulle dita, che mangio guardando vecchi telefilm, che mi fa venire un po' mal di testa perché sono leggermente intollerante.
Ma anche i cannoli al cioccolato vanno bene.
E anche il gelato va bene.

Ci sono momenti nella vita nei quali non ti riconosci più: passi dall'essere una fervente sostenitrice del salato poi ti trovi ad ingozzarti dalla mattina alla sera di derivati del cacao, pensi alla Novi come ad una compagna di vita più che ad un'azienda dolciaria e sogni Johnny Depp solo in veste di cicerone all'interno di una stratosferica fabbrica di cioccolato.

Di questo passo occluderò le mie già rigide arterie nel giro di dodici ore.

Vabé, sticazzi.

Sticazzi è la mia nuova religione.

Sticazzi vuol dire "chissenefrega" e un anno in stanza con un romano te lo fa interiorizzare alla perfezione, il termine.

Ecco, è stata un'estate di sticazzi.

Prevalentemente perché quando fa caldo io tiro le somme.
Di quest'anno.
Che è iniziato un anno fa: ritmi universitari più che calendaristici.

Allora ho pensato, di quest'anno, chiuso in un sacco di post e nella mia testa, che lo si può anche lasciar libero di andarsene che tanto è roba vecchia.
Come i jeans scampanati che ci si ostina a tenere nel fondo dell'armadio, rassegnamoci: non li metteremo più, tantovale spedirli in Africa insieme alle automobili euro1.

E allora via tutto, sticazzi.

Poi sì: le persone.
Mistero continuo e noioso.
Ci sono irrisolti che mi porto dietro da mò e ora basta insomma, sticazzi no?
Chissenefrega della gente: via quella pallosa e consideriamone di nuova, qualcuno crea inutili annodamenti nella testa?
Pf, basta, ignorare.
Sticazzi.

Poi lo studio, come ha detto mio zio: "Piuttosto che lasciare l'università resta lì che paghiamo noi anche se non fai un cazzo, goditela" e chissenefrega se la tua fannullonaggine ha portato metà famiglia a mettere la dignità sotto i piedi purché tu non getti via tutto, sticazzi.

Quest'anno tante persone mi hanno detto "Non pensarci" alle cose brutte.
"Ci si abitua a tutto, anche se non era quello che credevi sarebbe stato, anni fa".
"Ci farai il callo a vivere un po' così, come capita".
Tutte persone riuscite, affidabili, un po' infelici ma sticazzi.

A me l'estate confonde.
Perché dovrei pensare che questa gente abbia ragione, che sticazzi e via, dedicarsi alle questioni pratiche perché si deve e non perché si vuole, rassegnarsi a quello che accade smettendo di pretendere dalle situazioni perché per pretendere serve per forza mettere in gioco quella tua fish in più, ormai siamo grandi quindi prendiamo la vita come viene, perché loro sono in gamba e riusciti quindi questo ragionamento funziona.

E adesso devo andare, ma non ho finito.


10 commenti:

  1. Sto facendo una cura ingrassante in quel di Barcellona, se vuoi quando torno potremmo diventare una felice coppia cicciona, tipo quelle che si vedono da McDonald's.
    Sarebbe fico.
    O magari no.
    Beh, insomma, sticazzi.

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  2. Ehi, Tazza, non credevo davvero che l'estate ti facesse lo stesso effetto che fa a me. O forse un po' me l'aspettavo, boh.

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  3. Io non sono d'accordo per un cazzo, poi si scrive fiche e Johnny Depp, ma comunque sticazzi

    volpe

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  4. L'estate è troppo bella per fermarsi a rimuginare...e purtroppo anche troppo corta. Riflessioni sul passato rimandate a gennaio, e sticazzi.

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  5. basta co tutti sticazzi tazza! Non si può sottovalutare tutto. . . Per esempio io sto bevendo troppo e ho bisogno di te. Torna a casa tazza. Tuo CdS

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  6. Premesso che le BBW e la cioccolata della Coop con il riso soffiato sono i soggetti dei miei passatempi preferiti, concordo con volpe.
    Manda affanculo le persone affidabili riuscite e per questo infelici.
    Le cose brutte vanno affrontate, non dico risolte, ma bisognerebbe guardarle in faccia, studiarle e portarle con sè. A volte ci se ne guadagna.

    Meno male che l'estate è finita, torneremo a non pensare.

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  7. le cose più belle, e anche quelle brutte, succedono proprio quando si smette di pensare sticazzi, perché le fiches non finiscono mai.

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