domenica 10 luglio 2011

Non c'ho tempo di finire il ragionamento.

In queste ultime settimane, a parte sprecare ignobilmente il tempo che dovrei spendere su tutt'altro, sono attanagliata da dubbi di portata rispettabile.

Cioè menate inutili.
In realtà nemmeno tanto inutili: l'eventuale risoluzione di questi dubbi porterebbe un'istantanea rivalutazione nell'ordine dei miei pensieri.
Risolvendo questi dubbi potrei di nuovo dedicarmi alle cose importanti: trovare altri dubbi su cui concentrarmi piuttosto che fare quello che devo.

Ho di bello che sono fantasiosa: sposto i dilemmi interiori da un argomento all'altro con una sconvolgente abilità partendo da Gasparri (perché parla? Come sono arrivata a sapere chi cazzo è Gasparri? Come posso rimediare?) passando per interessanti questioni di ordine sociale (perché si permette alle persone moleste di andare in giro? Perché le persone moleste che sono in giro prediligono me? Perché non mi è consentito picchiare persone evidentemente moleste?), con una tappa alla famiglia (perché nonna e zia sanno a memoria quello che Rosa Bazzi racconta in tribunale? Perché Rosa Bazzi è ancora in tribunale? Perché mia nonna fa la gnorri poi salta fuori che conosce il codice penale come un magistrato?) arrivando poi alle questioni che seriamente, mai capirò.
Le persone.

"Ti giuro che sarà così.
Per sempre".

Io ormai quando sento "Sempre" automaticamente capisco "Frittella": una di quelle cose delle quali ti piace riempirti la bocca ma che alla lunga risultano tanto scomode da digerire che non ne vuoi sapere più.

Ma chi ti ha mai chiesto di ingozzarti di unticce promesse?
Santo cielo, taci che ci fai più bella figura.

Il più delle volte, considerata la refrattarietà abilmente coltivata nei confronti di un interesse personale verso terzi che superi la settimana di scadenza, raramente la cosa mi riguarda direttamente.

Grazie al cielo: perché quando dicono a te che qualcosa sarà per sempre magari la mente resta anche lucida e ribatte "Sè bum, figuriamoci", ma tutto il resto di te desidera ardentemente dare una possibilità a quell'avventata affermazione.

E tutto si protende in quella direzione: pensieri sfuggenti, sentimenti incontrollabili, speranze nuove di zecca, braccia spalancate, viscere che iniziano a premere la parete addominale dall'interno per formare la scritta "Sì ti credo, sì sì sì".

Il che di fatto, è un casino.

Come si può risolvere una questione del genere?
Secondo me lo so.

4 commenti:

  1. Il paragone tra "Sempre" e "frittelle" è qualcosa di poetico! :)

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  2. Ci si picchia una testata, e via per la prossima.

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  3. Non sopporto di dire "sempre", ma sono circondata di persone che adorano sentirlo. Il che mi mette in una posizione difficile, essendo compiacente per natura. Che soluzione hai?

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  4. te compriendo, però se poi dovesse avverarsi la solita frittella, allora ti è andata proprio bene

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