sabato 11 giugno 2011

Tic tac tic tac tic tac

Ho sbagliato le tempistiche.
Da sempre.

Per esempio, non dovevo nascere.
Non ero in programma, ma sono arrivata comunque con largo anticipo anche se era un tardo pomeriggio.
So per certo che ancora qualcuno non l'ha digerita, come i gnocchi di riso la volta in cui non hai avuto modo di lasciarli cuocere a sufficienza.

Non ho mai capito granché del tempo.

Quando è tanto, quando è poco, quando corre veloce, quando scompare che sembra non sia mai esistito.
So leggere l'orologio allo stesso modo in cui potrei indovinare il numero di fagioli dentro ad un barattolo sigillato.

Sono rimasti alcuni paletti nel calendario.

Un pomeriggio con il sole che tagliava la parete di fronte alla finestra lungo una linea tratteggiata, una sera in cui il volume della tv era tanto alto che Gianni Morandi ha spaccato una caramella di vetro appoggiata sulla libreria, la prima volta che ho avuto paura del ronzio di una zanzara e pensavo fosse un ape che ho pianto tipo un'ora.

La prima volta che ho visto il piano di sopra della casa di fronte alla mia.
L'ultimo giorno che il negozio di pedicure di fronte è rimasto aperto.
Il viaggio lungo il viale per tutti loro che chiudevano un tempo nel quale ero arrivata troppo tardi per trovarmici bene, dove avevo vissuto abbastanza a lungo per non poterlo lasciare senza tristezza.

I pensieri fitti fitti dietro al lavello nel balcone coperto.

Sono paletti che distinguono tanti "prima" e "dopo", non ci sono numeri sui miei calendari.

Non ho mai preso bene il tempo.

Quando era il momento di lasciarlo scorrere.
Per saltare a rete in partita.
Se andava speso in qualcosa d'importante.

La prima volta che mi sono arrabbiata.
La prima volta che mi sono accorta che non avevo mai smesso di essere arrabbiata.
La prima volta che ho capito quanto fosse tardi.

Il tempo è una di quelle cose che non è fatta per me.

E adesso, per tagliare la testa al cucù dell'orologio, ho deciso un nuovo gioco.
Per non perdersi più.
Chissà se e quando funzionerà.

2 commenti:

  1. Scusa per il commento smielato... ma adoro il tuo stile di scrittura... e certe volte sorrido al di là dello schermo perché le tue parole risuonano con un'eco particolare dentro di me...

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  2. magari può aiutare:
    http://www.scribd.com/doc/15267871/Percezione-Del-Tempo

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