venerdì 6 maggio 2011

I lettini sono tanti, ne impilo un po' con te.

Magari un giorno ci rivedremo.
Tu avrai sempre quei bruttissimi occhiali da sole, il costume rosso e una lieve lordosi lombare.

Ci rivedremo e fumerai ancora Diana Blu, passeremo insieme del tempo in spiaggia con il sole che cala a dire stupidaggini mentre chiudi gli ombrelloni, mi recupererai cianotica dall'acqua

- Non si fa il bagno dopo aver mangiato due cocomere, scema, si muore
- Ma era una gara
- Non si ragiona con te

Quando ci rivedremo io compirò tredici anni e tu ne avrai diciassette da un po', mi insegnerai a salire sugli scogli senza farmi sempre male, a prendere in mano i granchi, a giocare a scala quaranta senza riuscire in niente di tutto questo

- Guarda che è facile
- Ma mi fa paura
- E allora lo facciamo insieme
- No
e mi ricorderai il tuo sorriso esasperato.

Il tuo strano accento franco-toscano.
La tua pessima calligrafia.

Sarai sempre così abbronzato e nervoso, con i capelli castani a spazzola, gli occhi azzurri e una patata al posto del naso.

Non lo so se te ne sei davvero andato, che le voci da così lontano non so se corrano giuste.
Io però preferirei di no.
Perché è troppo triste pensare che non ti vedrò più.

7 commenti:

  1. In momenti così capisco perché tenere un blog. E ti invidio un po'.

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  2. Fuck, era una giornata allegra.
    Ora invece sono di nuovo qui a pensare a chi non rivedrò più, a sfogliare ricordi e bestemmiare.
    Fatti forza.

    Però tu sei sempre più brava.

    C.S.

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  3. ecco perché ti leggo. per questo.

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  4. Adoro questi tuoi post così, davvero, vivo in quello che scrivi!

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  5. E' che da lontano le voci, a volte, si scontrano con altre e si fanno cambiare, si allargano, si spezzano.
    Credo che, se chiudi gli occhi e ci pensi bene, lui sia ancora lì che gioca a scala quaranta.

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