lunedì 4 aprile 2011

Dove sei?

Le persone se ne vanno.

Ogni tanto dalla porta di casa con una piccola valigia appresso e tu, in piedi sulla poltrona della cucina le saluti, con il vago sospetto che non le rivedrai ma ti manca la voglia di pensarci, che torna come bisogno quando hai percorso la distanza che prima era stata la poltrona a compensare.
Come aveva fatto lui, ti ricordi?
E allora non bastavi, e adesso non ci puoi più fare niente.

Ogni tanto restano per sempre in un luogo che tu sai vedere da lontano senza poter raggiungere.
Sei vissuta a cavallo tra quel mondo e l'altro, quello vero, e dall'altra parte resta solo quel tanto che basta a non permetterti mai di sentirti completa, perché tra le cose che avevi desiderato di più c'era restare con lei.
Chissà se lei ricorda che esisti, chissà se lo ha mai saputo.
Forse questo te lo spieghi tu meglio di me, lo so che tu le risposte su di lei te le sei già date anche per me.

Ogni tanto le persone se ne vanno così lentamente che non riesci a capire cosa sia rimasto e cosa no.
Cosa è rimasto di te?

Cosa é rimasto dei pomeriggi sedute sulle scale a raccontarmi di quando io non ero ancora nata?
Eravamo sedute a fianco, eravamo proprio su quel gradino lì, e tu che eri vecchia da sempre per me, parlavi di anni incredibili, e brutti e belli in modo così grande che ora mi sembra impossibile poter avere mai una storia che sia anche solo paragonabile alla tua.

Cosa é rimasto dei pomeriggi a insegnarmi a chiudere tortellini, mai 'na volta che ne abbia fatti di perfetti come i tuoi, delle mattine al parco a passeggiare o al cimitero per insegnarmi a ricordare chi aveva fatto per te quello che tu facevi per me?

Con chi posso dividere le sere in cui ti rubavo le sigarette, che quando ti addormentavi davanti alla tv nemmeno un esercito di trombe ti avrebbe potuta svegliare, forse perché ti eri appena scolata due bottiglie di lambrusco?

Tu sei lì, curva e triste, e piangi quando non capisci quello che ti dico e io non ci posso fare niente e vorrei solo sapere se te ne sei andata o no, se sei la stessa persona che una sera, con un vecchio cappotto del marito riadattato alla buona, a sua insaputa, é andata a chiedere con tanta vergogna e le scarpe rotte un prestito sulla fiducia per costruire quello che sarebbe diventato il lavoro di una vita.

Vorrei sapere se sei la stessa persona che ha sepolto il compagno di una vita, due figli, senza che questo la abbattesse o le impedisse di continuare ad alzarsi di mattina.

Sei la stessa che ha cucito i miei costumi di recite e carnevali?
Sei tu quella che guidava come una pazza per consegnare il pane alle cinque di mattina, che gli operai delle aziende dislocate lungo il tragitto si mettevano fuori dal bar prima di entrare a lavoro scommettendo sul se almeno quella volta ti saresti degnata di non andare contromano?
Mi sono sempre piaciute così tanto quelle storie.

Io lo vorrei sapere solo perché mi serve un motivo che mi ricordi che non deve essere altro, venire da te, che restituirti il favore di esserci stata da sempre.

Puoi ricordarmi che eri la stronza che offrendo in cambio una moto voleva impedire che il figlio sposasse mia nonna?
Che ha picchiato di brutto l'amante del marito mentre ne aveva almeno tre suoi sparsi per il paese?
Che fino a tre mesi fa faceva impazzire tutti con richieste allucinanti, e corse all'ospedale perché di non poter più smontare il balcone non se ne parlava e pazienza per i sette punti nella gamba, gli undici in testa "Eh ma alla fine vinco un premio, è il mio hobby", dicevi.
"Signora quante sigarette fuma al giorno?".
"Bah, dù o trì".
Sè.
Pacchetti.

In effetti fino a quindici anni fa tra i tuoi passatempi c'era cambiare i coppi, quando veniva primavera.
Ah, anche da quasi del tutto cieca e sorda lanciarti a velocità spropostata in bicicletta per le vie fuori dal paese, ti ha sempre divertita parecchio.
"Cristiddio nonna ti asfaltano!"
"Eh, va là va là".

Puoi ricordarmi dove sei?
Perché sarà una cazzata, ma ieri mi hai comunicato, con un sorriso debole e bruttissimo: "Sai, sto smettendo di fumare", e mi sono accorta che forse non ci sei già più.

9 commenti:

  1. Qui c'è, in queste righe, tra le tue parole, eccome se c'è.

    RispondiElimina
  2. e anche in codesta testa blislacca che c'hai, a cui tengo non so perché.

    RispondiElimina
  3. ... e c'è in quel che sei e sei diventata e sarai... perché non può essere diversamente...

    RispondiElimina
  4. ..me lo chiedo ogni volta che guardo mia nonna.So che lei non c'è, da molto tempo...ma la tua mi sa che in te c'è...per il resto non lo so, ma in te c'è eccome.

    RispondiElimina
  5. Difficile leggere post così belli. Ci sono certe persone che riportano la nostra memoria in uno stadio in cui avevamo meno problemi, e qualcuno che ci aiutava ad affrontarli. Bellissimo scritto.

    RispondiElimina
  6. e osi anche chiedere dov'è? guardati dentro.

    RispondiElimina
  7. toccati il cuore...lei è lì dentro...

    RispondiElimina