mercoledì 2 marzo 2011

Random cannonau

Quando la gente non mi  risponde ai messaggi sul cellulare penso sempre che sia morta.

Cioè, io rispondo raramente ai messaggi per tempo, ma è perché non considero molto l'esistenza del telefonino.
Tranne quando mi annoio: in quel caso tempesto quasi chiunque di telefonate e messaggi irritantissimi (presumo).
Per esempio: ora il mio cellulare è sul comodino da ieri sera e non ho idea di eventuali contatti da parte del mondo.
Ieri in compenso ho chiamato Mela tipo quindici volte, anche se non avevamo una minchia da dirci.
Vabbè.

Comunque.
Ogni volta che qualcuno non risponde penso: "Ma se è morto? Che gli ho detto l'ultima volta?" perché mi dispiacerebbe aver detto cose noiose o antipatiche proprio l'ultima volta.
A meno che questo qualcuno non se le meritasse.
Pensandoci un attimo, sono diverse le cose che avrei da aggiustare nel caso in cui alcune persone imminentemente morissero, e anche qualcuna in vista di una mia eventualmente imminente morte.
Troppi avverbi.

Comunque.
Ad una rapida analisi non sono poi molti gli individui che ho trattato male di recente.
Il che un po' mi preoccupa, cazzo, mi sto rammollendo.
Fino a pochi anni fa ero rancorosa e acida e cupa costantemente, ora no.
E non sono intervenuti miglioramenti significativi nella mia vita, anzi.
Devo dunque dedurre che anche io devo essere annoverata nella lista di mezze seghe che si fanno forti e incazzose quando tutto va bene (o quasi) e diventano pigolose ex stronze abbattute nei momenti di scarsa qualità di vita.

Pensa te quante sono le cose che ti vengono in mente su un divano di una cucina lurida (mentre Compagno di Stanza ricomincia a riordinare) dopo tre bicchieri di cannonau con la faccia tutta rossa e le mani così fredde.

Comunque.
Ci sono anche persone che penso di aver chiamato troppo poco nella mia vita e che sarebbero state contente di una mia telefonata.
Soprattutto nonne.
Però con loro mi viene l'ansia da prestazione: mi chiedono quando vado a trovarle e io non lo so e non so mai che dire quindi poi divento tesa e allora rimando e rimando ma a forza di rimandare arriverà un momento in cui la loro morte sarà imminente e sarà solo peggio credo.
E anche persone alle quali non gliene fregherà niente delle mie chiamate ma che a me un giorno sarebbe piaciuto sapere di aver chiamato una volta in più e non lo avrò fatto.
E sarò triste di questo.

Oh insomma, non so.

Mi devo lavare i capelli.
E tornare nel mondo dei vivi, 24 ore di pausa sono sufficienti.

E allora farò così: oggi e domani quello che sapevo già di dover fare, poi venerdì e sabato quello che spesso penso vorrei ma mi da l'ansia da prestazione pensare sul serio di mettere in pratica.
E poi vediamo come va.
Tanto tra l'ansia da prestazione e quella da rimpianto non passa mai una differenza sufficiente a far pensare "Ah se non lo avessi fatto".
Probabilmente è meglio fare.

In generale proprio.

Figuracce, cose stupide, azzardi, generare incomprensioni e leggende ridicole a proposito di se stessi in modo che gli altri abbiano un po' di cose nuove di cui parlare, ubriacature improbabili, pessime frasi al momento sbagliato e quello che ti passa per la mente proprio in quel momento lì che se ci stai a pensare due secondi in più trovi così tanti motivi per pensare 'no' che avrai sprecato tutto l'istante d'esaltazione che un progetto - anche solo uno da cinque minuti - ti ha provocato.
E i momenti di esaltazione sono l'unico motivo che si ha per stare qui di propria volontà.

E allora farò così: una sigaretta per far passare le paure come le zanzare vicino al fumo e poi via con quello che mi passa per la testa.
Che quello è il bello.
O il brutto.
Ma chissenefrega.
Credo.

5 commenti:

  1. Concordo appieno sui momenti di esaltazione.
    Devo dare una pessima impressione di me stessa.

    RispondiElimina
  2. senti, io ho smesso però ogni tanto (davvero di rado) una sigaretta per i momenti del bisogno me la concedo. ti scoccia se me la fumo con te?

    RispondiElimina
  3. Alla fine di questo post mi sembra di averlo bevuto io, il Cannonau.

    RispondiElimina
  4. se sei come me i "venerdì e sabato in cui fare quello che spesso penso vorrei ma mi da l'ansia da prestazione" non arrivano mai..

    RispondiElimina
  5. ecco, mo' hai aperto la questione nonne...

    RispondiElimina