mercoledì 9 marzo 2011

Per Straf un aggiornamento che non mi va di rileggere e correggere

Quando avevo nove o undici anni, non ricordo, mia madre mi trascinò in vacanza sole in un albergo che mi sa che non era a Spoleto ma a Foligno, ammesso che sia quella la cittadina italiana che me la confondo sempre con Rovigno che credo sia in Croazia e aveva ovunque cartelli appesi che recitavano "Rovigno ama i pedoni".

In quell'albergo c'erano due animatori e una sera fecero una domanda ad un gioco in cui chi rispondeva correttamente vinceva un premio.
Io risposi alla domanda: "Cosa permette ai semi di mais di scoppiare se riscaldati?".
La risposta non era "L'olio", come quella saccente di fianco a me era convinta e continuava a sostenere, bensì "L'acqua", risposta che diedi a caso e che mi valse la stima incondizionata del corpo animatori nonché un cd di musica New Age che non ho mai ascoltato.

Come collego tutto questo con Marco Berry?

Con un piatto di spaghetti olio, sottiletta, salsa di soia e paprika piccante.

Il capo pizzaiolo K questo fine settimana mi sfotteva perché, avendo perso cellulare e sim annessa, ho perso tutti i contatti.
La sua compagna ha da poco comprato un negozio di telefonia ma non sta nel mio paese quindi non è che perché lui ha gli occhi azzurri - che ce li ho pure io poi - posso andarmente affanculo per recuperare un cellulare, quindi l'ho comprato qui nel mio paese e sabato sera gli ho richiesto il numero.
Lui con aria saccente mi dice:
- Ma che fai ora ri raccogli tutti i numeri così? Ma ci sono altri modi molto più rapidi
- K, ho perso la sim, che devo fare? Non trovo il file di backup sul pc quindi riraccolgo i numeri e amen
- Ma la vodafone saprà quali numeri hai usato, chiedi il tabulato
- Sì, poi che faccio: telefono ad ogni numero e chiedo "Scusa ma tu chi cazzo sei?"
- Ok era un'idea pessima
- Sì
- Quand'è che mi fai quel pompino?

E poi stanotte l'ho sognato che era il mio prof e che dovevo dare un'esame con lui e l'aula non era una di quelle normali con le scalinate bensì una cava di calcare molto simile a quella vicina a Dachau.

I coinquilini stanno bene.
Primo Anno da quando ha la fidanzata che si chiama sia come lui che come me è molto più simpatico e ilare e per questo evito di mettergli sul letto le pentole zozze di quando non le lava.
Appena bisticceranno e smetterò di essere vittima riflessa del suo adorabile buonumore mi rifarò.
Cattivamente.

Economista e Compagno di Stanza sono ideali per guardare tutti insieme Mistero, ma riportare qui gli scambi farebbe perdere d'effetto alla scena perché io non sono una scrittrice quindi mi risparmio di vilipendere momenti così belli.

Con Fumetto siamo usciti lunedì sera, ci siamo ubriacati - io di più - e mi si è bloccata la digestione.
Mentre eravamo impegnati a maledire un pakistano che ha chiuso il proprio alimentari mezz'ora prima del solito - non ci sono più gl'immigrati di una volta - incrociamo un tizio che pure lui voleva andare dal pakistano e ci si cambia due parole.
Andiamo in un bar io e Fumetto e lui s'infervora che quel tizio andava bene per me quindi esce dal bar, lo rincorre e mi lascia lì.

Dopo un po' io lo seguo e lo trovo nella piazzetta accanto che ci chiacchera amabilmente, lo scaccio per il bene del povero sconosciuto e scompare.
Il povero sconosciuto e io chiaccheriamo, nei miei ricordi mi voleva regalare una birra ma temo che la scena reale e non filtrata da elevate gradazioni alcoliche si svolgesse con me che lo irritavo e lui, timido ed educato che implorava "Se ti regalo una birra, ubriacona puzzolente, mi lasci andare?".
Non saprei.
Poi ritrovo Fumetto, beviamo ancora, torniamo a casa, lui telefona al povero sconosciuto - che mi aveva lasciato il suo numero - si finge me con un'imitazione quantomeno imbarazzate e torniamo a casa.
Mangio, perché l'alcool mi aveva fatto dimenticare che avevo cose sullo stomaco, mi addormento, Fumetto mi rovescia acqua in testa per svegliarmi, tenta di farmi desistere dal dormire in cucina senza riuscirci.

Alle cinque mi sveglio, vomito fino alle sei e vado a letto.

Il mattino dopo dico "Mi fanno male le tette" e Fumetto risponde "Sarà la sindrome dell'arto fantasma".

6 commenti:

  1. occacchio c'è qualcuno che approfittando del suo essere fantasma ti palpa nel sonno con le sue ectoplasmiche mani?

    Il sogno di ogni uomo.

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  2. e andrà a finire che Fumetto e lo Sconosciuto vivranno un'intensa storia d'ammmmmore

    grazie per la dritta su twitter! :-)

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  3. ahahahah, ma grazie tazzina! :D
    Mi ci voleva 'sta risata!

    piesse: ma nel sogno facevate cose zozze?
    No perché io son due notti che...
    no vabbè, lasciam perdere.

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  4. L'uscita con Fumetto di lunedì sembra uno dei tuoi soliti sogni ed invece è una delle tue solite balle (si dice così a Bologna, no?).
    Da antologia - anche se per tenervi insieme, voi due, ci vorrebbe il porto d'armi. Anche abusivo.

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  5. in realtà le cose riportate sono realmente accadute, che poi tu le definisca balle non so quanto sia sensato. il porto d'armi invece mi ha fatto ridere.

    Fumetto

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  6. Ahaha! Fumetto è forte!

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