domenica 20 marzo 2011

Noia random sigaretta

Ma tipo, Bettarini non sembra anche a voi un grande bambolone di plastica con le sopracciglia rifatte, ricoperto di essudato da prosciutto cotto?
Ci pensavo poco fa.
Boh, mi pare un individuo tutto di dura gomma e al massimo un po' di unghie, così impegnato nel riuscire a contrarre in modo coordinato i muscoli facciali allo scopo di ottenere un sorriso il più perfetto possibile da non avere altre esperienze sensibili con cui arricchire il mondo.

Ricorda le ciambellone americane, con la loro glassa lucida e artificiale: esteticamente perfette, dannose, vuote di contenuti sensati.
Ma di certo sarà solo una mia impressione.

Sarà che a me piacciono i cessi.
Piuttosto che a Bettarini la darei a Gad Lerner.
Il problema è che Gad non la prenderebbe: sono troppo cesso, anche per lui.

Sono così cesso che quando nel '98 il mio tema pro eutanasia vinse un concorso scolastico e venne pubblicato dal giornale di paese, una onlus che si occupava di riabilitare e dare nuova speranza a donne che erano state orribilmente sfigurate con l'acido mi scrisse una lettera di solidarietà dove si stringevano moralmente a me sentendosi di appoggiare la mia posizione sul farla finita.

Il fatto che potrebbe non essere vero non lo rende un ricordo meno difficile da portarsi appresso.

Vi capita mai?
Iniziate un viaggio senza meta tra le prime cose che vi vengono in mente per poi trovarvi immersi in una vicenda, per lo più libicamente tragica, del tutto irreale ma emotivamente pressante, uscendone completamente annichiliti.
A me spesso.

Quando avevo circa quattro anni venni rapita da infidi alieni, portata sulla loro astronave e rinchiusa lì senza un motivo che mi fosse chiaro.
Avevo attorno pannelli pieni di pulsanti e spie luminose ed ero vestita come Lady Lovely.
F, colui che fu oggetto del mio amore incondizionato fino alla terza elementare, venne a salvarmi con addosso un improbabile giacchetta principesca e un taglio a scodella troppo tenero per essere vero.
La sua comparsa mi fece smettere di piangere, lui mi prese per mano e mi portò via.

Per quanto possa sembrarvi strano, tutto questo non è mai realmente accaduto.
Eppure sono a tutt'oggi grata a F e continuo a ricordarlo affettuosamente in quel modo, specie perché come è diventato dopo è seriamente ributtante.
Leghista, brrr, che orrore.

Sono stata interrotta troppe volte mentre scrivevo questo post e io non sono capace di rimettermi lì a sistemarlo.
Cià.

5 commenti:

  1. No dai, non buttarti così giù.
    Gad Lerner mentre eiucula me lo immagino esprimersi con fonemi inconsulti composti principalmente di "rrrrr" ma che suonano come una "vvvvv"...
    Dio che incubo, puoi avere di meglio no?

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  2. F non lo conosco ma l'immagine di un bimbetto tenerino coi capelli a caschetto -magari biondi o castani chiari-, la calzamaglia celeste e la giacchetta con gli sbuffi blu e argento sulle maniche...
    insomma senza divagare e per farla breve, l'immagine di un povero e innocente bimbo che crescendo diventa un orripilante leghista la definirei, come dire, deprimente.

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  3. Si anche io mi faccio dei film molto dettagliati, tipo che le piante si ribellano e cominciano a spuntare da tutte le parti inghiottendo completamente macchine e civiltà poi arrivo io che gli dico: ragazze, via, non è ancora il momento, organizziamoci meglio, e poi guardo la gente vera intorno e penso: meno male, non se ne sono accorti. Ancora.(segue risata satanica)

    Stelmaria.splinder.com

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  4. Stupendo.
    Quella parte sui ricordi, poi, rasenta l'epica omerica (nel senso che Omero annaspa a starti dietro).

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  5. "Piuttosto che Bettarini la darei a Gad Lerner": Tazza, ti stimo sempre più.
    Io l'avrei data, dieci anni fa, anche a Romano Prodi.

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