giovedì 3 febbraio 2011

Oh, ma che scherziamo..?

In tutta onestà me la sto un po' facendo sotto.
E non solo per i tre caffè e le quattro sigarette.

Me la sto un po' facendo sotto per quello che leggo in giro a proposito di tutte 'ste storie sulle donne, sulle aspirazioni giovanili e in sintesi su quella subcultura che mi pare sostituisca dall'interno quanto dovrebbe essere dato da educazione e maturazione degli individui.

Checcazzo, siamo messi così male?
Oppure è sempre stato così e io non me ne sono mai accorta?
Possibile.
Però, sarà la vecchiezza nella quale si fa strada a forza la magica formula del "Ai miei tempi" o la lettura di Vanity Fair sempre più assidua, che mi chiedo se non si stia effettivamente involvendo.

"Ai miei tempi", o per meglio dire "Per come mi hanno educata" non andava nemmeno posto il problema della "condizione" della donna in quanto tale.
Il problema è sempre stata la posizione della donna rispetto all'uomo.
In casa mia si lavorava tutti, maschi e femmine, con pari diritti e pari doveri.
I genitori delle mie amiche non meritavano diverso rispetto o considerazione in quanto maschio e femmina, erano solo mamma e papà.
Le gnocche in televisione appartenevano ad un mondo lontano che si guardava la sera e, una volta spenta la tv, scompariva.

Certo, il dibattito sul ruolo della donna nelle aziende, sulle difficoltà nel far carriera e sui diritti legati alla maternità e questioni simili esisteva anche ai miei tempi, ma lì si poneva un problema reale nel riuscire a razionalizzare quelle differenze materiali (gravidanza, dimensioni del corpo calloso, ruolo sociale) che nei secoli avevano disegnato confini apparentemente invalicabili tra un sesso e l'altro.

Non c'era bisogno di specificare di essere sia donne che intelligenti però.
O almeno, pareva un problema superato da tempo.

Ma stiamo scherzando?

Ora pare necessario andare a sottolineare cose tipo: "Ho le tette, ok, ma non sono deficiente".
Per fortuna che ne ho poche allora, ci metteranno più tempo a sgamare la mia idiozia.
Oppure: "Non preoccupatevi, sono un medico, ma anche un cesso, tutto nella norma".

Mi pare si stia un po' perdendo il buonsenso e che si stiano sparando una marea di cazzate.
E fino a che si parla di chi incula Britney Spears mi vanno anche bene, ma che ci si permetta di mettere in discussione questioni che non dovrebbero nemmeno essere accostate ad un punto interrogativo, un po' mi agita.

Questa bagarre, guarda caso promossa dal deficiente per eccellenza e da un esercito di maschi e femmine che ricordano più roditori in calore che esseri umani, è - spero - l'apice della stupidità.

La stupidità è democratica e non è sessista, non dipende dall'essere uomini o dall'essere donne.
La stupidità non so da dove venga ma di sicuro è un prodotto che non risente dell'inflazione.
La stupidità è appetitosa e facile.
In ultima analisi mi chiedo se dipenda dall'essere italiani.

3 commenti:

  1. Ci si sguazza nella stupidità. Primordiale lotta nel fango.

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  2. Su "dimensioni del corpo calloso" m'è partito l'applauso

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  3. Io ho paura che dipenda dall'essere italiani sì..

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