lunedì 7 febbraio 2011

"E come tutte le più belle cose"

Correva l'anno 2009 credo, e io mi ero troppo distratta per realizzare che stesse passando così di fretta.
Me ne accorsi che era ormai tardi, per raggiungerlo.

In una delle mattine d'estate in quell'anno, a prendere un caffè per consolarsi di tante cose, avevo incontrato Leli, un'amica.
Leli ha gli occhi grandi, una piccola bocca simile ad un cuore ed un naso che non le piace.
Quella mattina tutto il suo viso era triste, anche il naso che non le piace per niente e gli occhi, arrotondati di un brutto stupore.
"La ragazza bionda ha avuto un incidente".
"Come la ragazza bionda, quella che viene in biblioteca? Quella bella? Quella gentile?"
"Sì".

La ragazza bionda era davvero molto bella, con il suo caschetto liscio, gli abiti perfetti, l'espressione mista tra il serio e il divertito.

Veniva in biblioteca proprio perché le toccava finire le scuole superiori e poi per il futuro di studiare non ne aveva più voglia ed era così perfetta e sorridente che pareva insulso per una creatura simile preoccuparsi del domani.
La ragazza bionda sembrava entrasse nelle stanze solo per migliorarle un po': lei arrivava e si accendeva come un'altra grande lampadina, in mezzo a tutti quei neon.
Era così gentile che noi, più vecchie e arruffate e per niente perfette, nemmeno avevamo voglia d'invidiarla e le sorridevamo indietro a vederla e ogni volta ci dicevamo: "Che bella che è", "Sì e poi è tanto carina nei modi", "Sì è proprio vero".

In quella mattina d'estate erano arrivate altre amiche al bar: Lalù e Mela e loro di quell'anno tenevano bene il passo e stavano dietro ai fatti e li raccontavano anche a me, attorno ad un tavolino rotondo davanti ad un paio di caffè.

"Era uscita con le sue amiche a bere qualcosa l'altra sera, prima che iniziassero gli esami di maturità", Lalù e i suoi ricci avevano iniziato a spiegare.
"A ora di tornare a casa, la sua amica aveva guidato fino a casa propria la macchina della ragazza bionda poi, lasciandole il posto alla guida, l'aveva salutata", continuava a raccontare Mela, insieme alla sigaretta che non aveva ancora acceso.
"E poi non si sa perché sia successo, come sia potuto accadere che anziché fare la curva sia andata diritto" concludeva Leli con gli occhi tondi e lucidi.

La ragazza bionda, anziché girare il volante per tornare a casa sua, aveva mancato una mezza curva finendo in un canale molto brutto.
Il canale era pieno in quel periodo, e la ragazza bionda aveva provato a sganciare la cintura per uscire dalla macchina ormai sommersa, ma non ci era riuscita ed era buio ed era sola.

Non riesco ad immaginare come si possa essere sentita là sotto.
Non voglio pensare a cosa abbia provato il suo fidanzato, svegliato di notte da una telefonata a casa, che aveva voluto andare a vederla subito all'obitorio, accompagnato dal proprio papà che poi diceva ai parenti: "Era bella come sempre".
Non riesco a non rattristarmi ricordando l'esame di maturità delle sue amiche e del ragazzo, di lì a pochi giorni.

La ragazza bionda non era una mia amica, era un personaggio del paese, di quelli che si è abituati ad incontrare, ai quali sorridi volentieri, che ti piacciono a pelle.
In una notte d'estate è morta, lasciando tante persone tristi: quelle che l'amavano davvero e quelle che, abituate a vederla, ancora un po' non ci vogliono credere che non ci sia più.

Di quel 2009 io non ricordo molte cose, che è stato un anno confuso e veloce, lei però la ricordo.
Com'era sempre: bella e sorridente e mi stupisco ogni tanto a credere di vederla, in mezzo al caos del mercato, in fondo al locale nel quale sto entrando, dentro alla biblioteca salite le scale.
Anche se controllo bene ogni volta e ogni volta rimango delusa, lo so che non può più essere lei.

6 commenti:

  1. "era così perfetta e sorridente che pareva insulso per una creatura simile preoccuparsi del domani."
    Questa me la porto a casa, se permetti.

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  2. le morti improvvise restano sempre quelle che ci colpiscono di più, oscurando tutto il resto...

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  3. "quello che non accade in una vita, accade in un minuto" diceva il mio vecchio.

    Dr.Fumetto

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  4. ... è quando la vita non l'hai ancora vissuta che è davvero triste andarsene...

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  5. Che ti importi o meno, Tazza, esco da questo post con il cuore in gola. Per quello che è successo. E per come lo hai raccontato.

    E risparmio una serie di altre frasi inutili e banali che mi stanno venendo in mente...

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