martedì 8 febbraio 2011

Brucia

Vi capita mai di ricordare all'improvviso un sogno, mentre state facendo tutt'altra cosa?
A me di continuo.
Vi capita mai di ricordare d'improvviso un sogno, mentre state facendo tutt'altra cosa, e d'incazzarvi a morte perché questo sogno riguarda una questione chiusa, archiviata, per la quale ormai siete ragionevolmente placate ma nonostante questo magicamente si risveglia il nervoso dei primi giorni e avreste voglia di prendere a schiaffi la prima persona che incontrate per strada?
A me di continuo.

Qualcosa come mezzo minuto fa ho ricordato il sogno di stanotte.

Chiaccheravo con una tipa mai vista, anche se so bene chi è.
Facevamo colazione in un bar di Bologna e le spiegavo: "Non è che tu mi stia molto simpatica e nemmeno molto antipatica perché non ti conosco, però mi dispiace per la scopata con il tuo moroso, perché non sono cose da me".
E lei, molto tranquillamente rispondeva: "Succede, che ci vuoi fare. Prendiamo un bicchiere di vino adesso?".
Al che ribattevo: "Meglio una bottiglia".

E me ne stavo lì: attanagliata da un misto tra senso di colpa e nervoso a parlare con questa tipa del nulla, rimanevo perché il minimo che potessi fare dopo essermi comportata da stronza nei suoi sconosciuti confronti era bere con lei una bottiglia di vino rosso e ascoltare le sue inutilità.

Detesto sentirmi in colpa nei sogni, perché è una sensazione sgradevole che durante la giornata mi segue e si trasforma in nausea leggera che porto appresso fino a sera.

Odio il fatto che la mia testa ancora rigurgiti la questione, per la quale oltretutto fino a poco fa riempivo il blog di noiosissimi post da dodicenne e io così cretina non sono mai stata nemmeno in terza media.
Non sopporto di essermi trovata a dover fare sogni su 'ste robe, checcazzo, sono bigotta come le lasagne di Suor Germana e mi trovo a scopare con un blogger qualunque il quale oltretutto annuncia fin dall'inizio "Sono uno stronzo, sappilo" e detto questo automaticamente legittima qualunque cosa, fa quella straminchia che gli pare e passa a trovarmi - perché ero di strada, mica per altro - quando si è appena trovato la fidanzata?

Cioè, nulla da dire in linea di principio: per me la gente può fare quello che preferisce.
Io no però.
M'innervosisce l'avercela ancora un po' per una cosa che mi aveva detto "Sì, la faremo" e poi invece no, m'innervosisce incespicare nel blog di lui e in quello di lei - sì un'allegra e patetica menata che anziché essere avvenuta in un ridicolo paesello reale si è collocata in una rivoltante dimensione virtuale che è peggio della piazza di casa mia alla domenica quanto a spazio - e m'innervosisce maledettamente questo sogno.

Per indole non sono mai stata quella che si lasciava mettere i piedi in testa o le mani nelle mutande dal primo sfigato che sapeva mettere in fila tre con gli accenti tutti giusti, ma a quanto pare ho sopravvalutato la mia personalità, o la tenuta della mia biancheria intima.

E adesso ci penserò per un po', perché non sono capace di fare cose sbagliate liquidandole con un "amen", o di dimenticarmi perché qualcuno mi è piaciuto abbastanza da pormi problemi in merito o di ignorare uno stupido sogno che pesta la mia maledetta coda di paglia morale.

E quindi ecco un altro post inutile da dodicenne, che se la me di dodici anni fa mi vedesse ora chissà quante insolenze mi direbbe.
"Tazza, ma brutta testa di cazzo, chemminchia combini? Lo sai che poi ti fai le paranoie, sei una deficiente, lo sai che non sei capace di mandarle giù 'ste cose, chissà per quanto tempo ancora ti brucerà 'sta vicenda".

Lo so.
Ma già che ci sei, sfigato, brucia tu.
Almeno fino a quando non mi sarà passata per quando mi hai detto: "Sì lo faremo" e invece no.
Un tre, quattro anni a occhio e croce.
Vaffanculo.

7 commenti:

  1. Sono passati 15 anni ed ancora mi sento una merda ogni volta che ci penso, o lo incontro (non in sogno).Tu stasera mi ci hai fatto pensare.
    Ciao

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  2. Il tuo sogno mi ha fatto venire in mente questo: http://www.youtube.com/watch?v=1n7ONkhowG4

    Non me ne volere... u_u

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  3. io ho un'attività onirica che rasenta il ricovero. eh se ti capisco!

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  4. "si è collocata in una rivoltante dimensione virtuale che è peggio della piazza di casa mia alla domenica quanto a spazio"

    Che brutta cosa la rete. Più ci penso e più è brutta. Quanto possono essere tristi gli esseri umani se ci appigliamo alla rete per salvarci dalla noia del mondo che ci circonda? Ché poi se leggessimo quello che scrivono i nostri conoscenti più idioti, sembrerebbe sempre roba più interessante in questo mondo virtuale, proprio perché li conosciamo. Poi li conosciamo e sono esattamente uguali agli stronzi che incontriamo fuori dal portone di casa, solo che così ci finiamo magari a letto invece di mandarli a fare in culo. Ce ne accorgiamo dopo.

    E poi in luoghi ristretti; in un luogo ristretto e pubblico. Come se non ti bruciasse abbastanza, finire per caso su un sito o un blog e vedere il nickname di una persona che vorresti evitare per il resto della tua vita. E magari hai contatti amici che lo hanno per amico, e apprezzano le stronzate che scrive, e pensano che sia un grand'uomo e simpatico e brillante e tu non puoi neanche dire quanto sia merda e idiota e quanto le cose che dica siano copiate da un autore melodrammatico di terza categoria, e ti rendi davvero conto che faresti meglio a staccare la spina e magari andare a letto prima la sera, con un buon libro. Quello almeno non ti può scopare, né riproporsi ai tuoi occhi se hai deciso di nasconderlo in soffitta.

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  5. c'è una frase sbagliata: "se leggessimo quello che scrivono i nostri conoscenti VIRTUALI più idioti, sembrrebbe sempre roba più interessante in questo mondo virtuale, proprio perchè NON li conosciamo"

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  6. Detesto sentirmi in colpa nei sogni, perché è una sensazione sgradevole che durante la giornata mi segue e si trasforma in nausea leggera che porto appresso fino a sera.
    Quella specificazione, a mio avviso, è deliziosa.

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  7. Dopo l'ennesima nasata di stanotte con il web psicopatico di turno (e io più psicopatica di lui che lo son stata a sentire invece di scoppiargli a ridere in faccia e poi cancellarlo dai miei contatti) mi sento oggi di affermare che la Volpe ha torto. Non è ero che quelli che conosciamo in questo mondo virtuale sono esattamente uguali agli stronzi che incontriamo fuori dal portone di casa: certi sono enormemente più stronzi.

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