martedì 8 febbraio 2011

Biblioteca time.

Ci sono secchioni impenitenti, sciami di fighesse tutte concentrate sulla sfilata per andare e venire dal cortile e uno dei maschi più belli che io abbia mai visto che studia 'na roba cioè troppo figa per i comuni mortali su come creare opere d'arte.
Ci sono bibliotecari tristi e allegri, sciancati e vivaci, odiosi e simpatici, accomunati dall'avere tutti un gran bisogno di qualche amico che consigli loro una salvifica doccia.

C'è la zoccola che non ha ancora capito che i tacchi che hanno da rimbombare nel silenzio per un periodo sufficiente a colmare il suo bisogno d'autostima sono una rottura di palle per il resto del mondo e tutti noi preferiremmo si portasse direttamente un vassallo per annunciarla piuttosto che quelle scarpe inaffrontabili.
C'è il gruppetto di maschi intrombati che pensa di essere ancora in seconda superiore e ridacchia di continuo (perché c'è il sole, perché piove, perché la tizia con il caschetto nero ha le calze blu, perché la Juve ha fatto gol, perché l'acqua in feezer forma il ghiaccio) fermandosi ogni tanto giusto per scendere al bar e ricaricarsi così per una nuova sessione d'ilarità.
C'è uno sciacquone che non funziona e vi auguro di non doverlo mai scoprire dopo aver fatto quella grossa.

Sono riuscita a non litigare ancora con nessuno.

Ho evitato di prendere per i capelli la zoccoletta BVDL (Bella vista da lontano) che pare la versione made in Romania di una gnocca originale e si ricopre di strass, profumo e sorrisi rivolti a chiunque e che vorrei lanciare dalla finestra per la sua mania odiosa di mandare 74 sms all'ora ad una distanza insufficiente dal mio orecchio destro.
Non ho ancora insultato il tizio che probabilmente in gioventù fu la comparsa del coniglietto in Bambi e al quale vorrei dire "Tippete dei miei coglioni vedi di piantarla di sbattere quel piede o te lo infilo nel naso e lo rivedrai magicamente sbucare dal culo".
Ancora non ho risposto "Taci stronzo" all'impiegato molesto che ogni giorno mi fa la stessa maledettissima battuta sull'altezza.

Ma c'è sempre tempo
Nella fattispecie, ora è tempo di andare in biblioteca, e sono di pessimo umore.

6 commenti:

  1. ah, le biblioteche...
    Quando sono di cattivo umore evito accuratamente di andarci.

    RispondiElimina
  2. quando studiavo mia nonna diceva sempre perché non vai in biblioteca? magari conosci qualcuno...
    Io le rispondevo "A sociologia nonna?"

    ... e lei:"No, meglio che vai a medicina o ingegneria!"

    In fondo a che è servito studiare? Mi sa che aveva ragione lei... :)

    RispondiElimina
  3. Non te la prendere per le battute sull'altezza, rivolgi lo sguardo oltre la curvatura dell'orizzonte e fai finta di niente.

    RispondiElimina
  4. Sto qui davanti al pc obsoleto dell'ufficio, mangio frutta a pezzi da un contenitore di plastica prelevato da una macchinetta, ti leggo, ascolto KT Tunstall e sono di pessimo umore anch'io.

    RispondiElimina
  5. mh.
    Solidarietà.
    Tempo di essere in biblioteca

    RispondiElimina
  6. Che mondo sarebbe senza noi, sociopatici con probabili derive sterminatrici?

    RispondiElimina