mercoledì 23 febbraio 2011

Alla terza sigaretta

Questa volta non ho proprio idea di come c'ero arrivata nel salone del ristorante dove lavorava Alberto.
Me ne stavo riversa su una sedia, non ricordo chi fosse rimasto a fianco a me: ero con un gruppo di amici numeroso.
Ogni tanto mi alzavo barcollando per dirigermi in cucina.
Alberto con estrema condiscendenza mi aveva riaccompagnata alla sedia una, due, tre volte.
Alla quarta, non se se di proposito o meno, la brocca di non so che all'arancia che portava in un braccio me l'aveva rovesciata addosso.
- Mannaggia, scusa
- Fa gnegnte
biascicavo.

Anche un altro dei cuochi era uscito dalla cucina, per venirmi a prendere un po' in giro.
Di solito lavora in un'osteria di fianco al duomo.

Una volta rimessa seduta, un po' bagnata ma insomma niente di grave, i cuochi tornati in cucina che il locale continuava a essere pieno di gente, mi si era parata di fronte una ragazzetta bassissima e magrissima che a prima vista pareva avere tipo sette anni.
- Heheh, nanetta checc'hai che gnon ti cognosco?
- Senti, non fare la gnorri

Era un po' troppo aggressiva quella microba per i mie gusti.
Mentre assumevo (faticosamente) un'espressione contrariata, lei aveva iniziato a dire:
- Devi sapere che Ruggero non è quello che credi.
- Ruggièero chì?!
- Quello.

Fuori dal ristorante, che stava in un palazzone di cemento a diversi piani, passava quello che conoscevo come Ruggero.
Tornata d'improvviso lucida avevo preso a seguirlo, lasciando alle spalle una microba incazzatissima che sproloquava cose tipo "Io ero la sua ragazza, stai attenta".
Mah.
- Ruggero!
Non si girava e da lontano la microba urlava "Chiamalo Marco".

Lui ormai mi aveva distanziata, di lontano lo avevo chiamato Marco e lui sentendo la voce attutita dal chiasso dei passanti si era girato a guardarsi attorno ma non abbastanza per vedere me.

Sapevo di doverlo seguire e presi la stessa scala sulla quale lui stava salendo, ma dovevo fingere - nella mia testa - di essere lì per sbaglio.
Persi un guanto marrone a righe mentre lo rincorrevo di nascosto.

Alla cima delle scale si apriva una terrazza con alcuni fili di panni stesi e Marco o Ruggero - non lo sapevo più - che faceva foto.
Alcune persone erano sedute a guardare.
Tra di loro c'era Mela, a guardare Ruggero/Marco che faceva foto.
Lui mi aveva rivolto un sorriso ed un cenno di saluto vedendomi arrivare, poi aveva ripreso a concentrarsi sull'orizzonte.

Mela mi aveva detto piano, per non disturbare gli altri spettatori:
- Ciao, andiamo a prendere un caffè?
- Ok
e così lasciando la terrazza e disinteressandoci di problemi d'identità di un semisconosciuto ci eravamo dirette ad un bar, in una via che pareva di Ginevra dove sapevamo ci avrebbe raggiunte presto Lalù.

Lalù in quel periodo insegnava: dopo una laurea in scienze della cultura lei e i suoi ricci stavano per dare il primo esame alla specialistica in psicologia.
Nel frattempo correggeva improbabili libri pieni di esercizi di bambini della sua classe.

- Uè, ciao! Sentite ma non capisco una cosa in questo esercizio.

Sulla pagina del libro che ci stava mostrando c'era un breve incipit da racconto con a fianco un'immagine raffigurante diversi personaggi animali disposti ordinatamente su di un ramo.
Era in inglese.

- Mah, mi pare che qui vada trovato il personaggio che in base alla descrizione non c'entra niente e penso sia il baco.
- Hai ragione! Grazie!

Strano, perché non sono mai stata brava in queste cose, né da piccola né da grande, specie in inglese, figuriamoci dopo una sbronza e un inseguimento con tanto di guanto marrone perso dietro a un semiconoscente incitata da una microba antipatica.
Per questo avrei dovuto capire subito che si trattava di un sogno.
Sarà stata colpa del pollo al burro e funghi.

5 commenti:

  1. Sai?
    Con quella storia del guanto perduto mi hai ricordato i versi di una poetessa che amo:

    Così smarrito gelava il petto,
    ma andavo con passi leggeri.
    Infilai nella mano destra
    il guanto della sinistra.


    Anche se non credo che lei mangiasse pollo con burro e funghi.

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  2. ...iniziano a preoccuparmi i tuoi sogni...e anche la tua dieta.. ;-)

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  3. Tsk. quando arriverai a sposare tuo zio per convenenza, con tua zia che partecipa felice alla cerimonia, ne riparliamo.

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  4. http://www.youtube.com/watch?v=bpzN5oV-glY

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  5. Il menù si fa sempre più interessante, ma è il guanto a righe che m'inquieta...

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