venerdì 14 gennaio 2011

Incubi

Una discreta strada avvolgeva la base di una collina bassa e rocciosa.
Al di sotto, oltre il guard rail, una piccola porzione di sassi e rena divideva la terra dal mare.
C'era bel tempo.
Sulla rena e sassi si trovava una vecchia cinquecento rossa, che non si sapeva come ci fosse finita ma stava lì.
Noi quattro le eravamo in piedi accanto.
"Saliamo sul tettuccio" qualcuno aveva proposto, ed eravamo saliti.
Io, a dare le spalle alla terraferma, gli altri tre di fronte, a una distanza che normalmente un tettuccio di una vecchia cinquecento rossa non dovrebbe consentire.
"Scattaci una foto" diceva qualcun altro, passandomi una macchina fotografica sul tettuccio innaturalmente spazioso.
Mentre avvicinavo la macchina al viso tutto diventò scuro.
All'improvviso il cielo si era riempito di nuvole pesanti, il mare di colori cattivi e le onde, che non arrivavano ai pneumatici della cinquecento rossa fino a pochi istanti prima, erano grandi e facevano ballare in modo incontrollato l'automobile, sollevandola.
Non riuscivo a scattare la foto, non riuscivo a scattare quella maledetta foto.
"Scattaci una foto".
E attorno tutto mi prendeva in giro.




La bambina era sdraiata sul letto, la testa sul cuscino, lo sguardo rivolto verso la porta aperta.
Attraverso la porta che dava sul corridoio poteva vedere la stanza parallela.
Di fronte a lei, nell'altra camera, il suo letto da bambina piccola, di legno chiaro.
Le tapparelle di tutte le stanze erano in parte abbassate per tenere fuori quella luce che all'inizio dell'autunno batte sulla pareti nel tardo pomeriggio, invecchiandole.
Tutta penombra.
Dietro al suo lettino qualcuno, accosciato, non smetteva di fissarla attraverso le fessure tra le doghe in legno chiaro.
Lei non voleva distogliere lo sguardo o sbattere le palpebre per non perderne un movimento.
Lui ogni tanto sbucava, la fissava con gli occhi sgranati senza parlare, nemmeno lui sbatteva le palpebre, poi tornava rapido a nascondersi dietro al lettino.









2 commenti:

  1. utente anonimo14 gennaio 2011 15:09

    no,il mimo no no

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  2. utente anonimo14 gennaio 2011 15:40

    beata a te che te ricordi quello che sogni, io non me li ricordo mai!!!

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