domenica 30 gennaio 2011

Di sabato.

-Tazza, stavo pensando una cosa.
- Dimmi K.

K. mi si avvicina con la faccia seria e lo sguardo basso, in effetti da qualche minuto era evidente che stesse rimuginando su qualcosa.
La sua espressione diventa immobile, gli occhi azzurri fissano un punto perso nel piano di marmo su cui si appoggia caricando il peso delle spalle sui palmi delle mani, poi d'improvviso inspira, mi guarda in faccia e composto inizia a parlare.
Quando il mio pizzaiolo-capo esordisce così, di norma sta pensando una grossa minchiata.

- Tazza, ci sono giorni che ti tromberei dibbrutto, giorni che ti tromberei e giorni che anche no.
Oggi ti tromberei dibbrutto.
- Ehm .. grazie..?
- Prima o poi ti trombo. Mi passeresti una birra per favore?

A volte il lavoro nel fine settimana  fa bene all'autostima.

6 commenti:

  1. "ci sono giorni che ti tromberei dibbrutto, giorni che ti tromberei e giorni che anche no."

    Questa è bellissima. Il passaggio "medio" del ti tromberei, posto tra i due estremi, la rende bellissima

    RispondiElimina
  2. Questo spiega le colpe nascoste del protagonista de "Il processo":
    - essere venuto nel futuro
    - aver fatto il pizzettaro
    - aver tentato di circuire la signorina mezzatazza

    anni e anni di studi sul significato delle opere di Kafka gettati al vento :P

    RispondiElimina
  3. bella la sincerità del pizzaiolo capo!

    RispondiElimina
  4. Ci vorrebbe un pizzaiolo capo ogni tanto... e pure uno che dalle parole passi ai fatti... vabbè, oggi non è giornata... passo e chiudo...

    RispondiElimina