martedì 20 dicembre 2011

Blà

A me studiare, non piace.
Ricordare tutte cose che tanto sai di dimenticare di lì a poco, ripetere da sola robaccia orrenda (quando parlo da sola e posso scegliere l'argomento invece mi gaso tantissimo, faccio anche le facce!), frustrarsi del non ricordarla e cose così, bleah.

Che poi parliamone: il corpo umano è rivoltante.
Specie se appartiene a chi cerca le robe delle chiavi di ricerca che mi riporta shinystat, suppongo.
(Ma perché, perché poi cliccate qui??)
Dicevo - il corpo umano - tutti quei budelli attorcigliati, i vasi pulsanti di sangue, succhi puzzolenti in ogni dove.

No niente: sono troppo stonata per continuare.
Volevo raccontare della prof brilla con cui ho fatto l'esame oggi, ma gnà fo.
Domani.

lunedì 19 dicembre 2011

Sì anche io sono stata una stalker ma procediamo con il discorso chiavi

Credo che mi serva uno psicologo infame.
O un delinquente informatico.
Insomma qualcuno che stia seduto abbastanza da avere un fisico da mammoletta e che si meriti un sacco di botte, perché sono pigra e in uno scontro serio - oltre a probabilmente perdere e sicuramente prenderne - rischio di lasciare sulla timeline di fb altri status riguardo a cartilagini sfracellate, clavicole sublussate e osservazioni di quella stronza di Mela che mi chiede "Ma il tuo naso è sempre stato così storto?".
Principalmente perché sono pigra.

Troppo pigra per vedermi cambiare la grafica di facebook due volte al mese, checcazzo.

No, ma che roba da stalker è la timeline?

"Mh, vediamo che ha fatto pincopallino nel dicembre 2008"
Ma no!

Per essere un buon stalker su fb ci vuole sacrificio.
Devi srotolare tutto, metterci un sacco di tempo e nel frattempo renderti conto di quanto sei patetico, pensare a che fare la sera, programmare la giornata successiva..
Insomma, un'attività completa.
E non avete idea di quanto di frequente lo si faccia con una cugina (all'epoca) quattordicenne.
Ok, non solo con la cugina.
Ok, anche con qualcuno che potrebbe leggere questo blog.
O lasciamo stare.

Oh, che belle, le chiavi di ricerca!
Seconda puntata di luglio 2011

Donna matura fa pompino sotto il tavolo
Donne calci palle 2011
Donne che fanno pompini
Donne che fanno pompini al cinema
Donne che fanno pompini bergamo
Donne che fanno pompini cavalli
Donne che fanno pompini sotto il tavolo
Donne che fanno pompini sotto il tavolo al ristorante
Donne che scopano per una mezz oretta video
Donne di anni 40 che fanno pompini
Donne guardate sotto le gonne video porno
Donne pompinare con vomito video
Donne pornostar che fanno pompini con ingoio e piscio
Elenco film erotici con ragazze polache
Eternità blogspot
Fanculo perche mi provoca mia mamma porno video
Fare di testa mia
Fateci caso
Fateci russare in pace
Fattori fumetti pornoFermai tu cazzone mi fama
Fica di lilla
Fica mestruata scopa
Figacce porno
Figacce vecchie
Fighe e figacce porno
Film gratis porno con mrda e vomito
Film porno che fumano
Finalmente hai deciso di scegliere e non di farti scegliere
Fobia della saliva
Foto della mia vagina
Foto di pompini sotto il tavolo




Giocare a piedino sotto al tavolo
Happy birthday flatulenze
Hard bocchini da vomito
Il cerchio magico gianni rodari
Il mio cavallo mi rompe porno
Inculata mente dorme
Inculate mentre dormo
Ingoio con vomito video
Ingoio vomito video
La lavatrice produce uno ronzio quando funziona
La scena del pompino
La scusa di non avere soldi sul cel
La zia con due cazzi mentre lo zio
Le donne fattore stronze
Madre e figlia con sigaretta porno




Mal di testa in basso a destra
Mal di testa quando vado al negozio
Maniaco mangia persone 2011
Manicure con pompino
Massaggio porno
Massaggio pornografico
Masturbazione e fazzoletti
Mentre vomita fa pompino
Mestruazioni pitzorno
Mezza tazza di
Mezza tazza in
Mezza tazza in basso
Mezza tezza

Poi volevo dire 'na roba brutta sul genere maschile, ma la dico un'altra volta.
Lo appunto qui così lo ricordo.

sabato 17 dicembre 2011

Dov'era finito capo k?

Immagino che il mondo se lo stesse proprio chiedendo.

Avevo lasciato il lavoro in pizzeria perché, assoldata dalle fila di una squadra(ccia) di rugby femminile, volevo poter giocare, vedere partite e cose così senza per una volta la paranoia del "Devo andare a lavorare".

Dai sedici anni, più o meno continuativamente, nei fine settimana ho lavorato.
Quando non lavoravo non c'era mai niente da fare, quando ero di turno i miei amici organizzavano regolarmente robe bellissime che non ho mai potuto fare.
Che storia triste.

Ad ogni modo, qualche mese fa avevo lasciato Capo K, suo padre e la tipa (Nanerottola) che aveva sostituito per la maternità la sorella di Capo K (sì tutto in famiglia) per farmi liberamente i cazzi miei.
Riassoldata la sorella, tutto a posto.
Saluti e baci e tivvibbì.

Capo K gli ultimi giorni non si rassegnava

- Noo non ci posso credere, sei l'unica scopabile che ha lavorato con me con cui non ho fatto niente
- Raccontarmi della tua compagna e dei tuoi figli è stato un modo interessante di proporti, ma spiacente
- Dai dimmi come fare
- Leggiti tutti gli Harry Potter, ti interrogo poi se ne sai ci pensiamo
- Eh no, se li leggo poi me la dai
- Ok

K non legge manco il giornale, sia chiaro eh.

E niente, finì così.

Poche settimane fa, chiamata:
"Ciao Tazza tutto bene? Senti domenica puoi venire a lavorare?"
"Sì, sono libera, a domenica".

Arrivo in pizzeria, saluti, "Che bello che sei tornata dicci che hai combinato ultimamente" bla bla bla.

- Maaaa.. che fine ha fatto Nanerottola?

La tipa che lavorara lì per sostituire la sorella di K - non mi ricordo se l'ho mai descritta - è alta tipo 1.50, sui 45 anni, di quelle senza collo con le tette giganti direttamente sotto al mento, sotto ancora una superbuzza a sostenere le tette che altrimenti non potrebbero stare tanto in alto, logorroica ma in modo veramente patologico, completamente priva di contenuti.
Un bel sorriso però.

Non l'ho mai amata troppo, tuttavia mi ci sono un po' affezionata nel periodo in cui abbiamo lavorato insieme.
Cioè, diciamo che se morisse parteciperei al suo funerale, fossi libera.
E lì ho scoperto di esserci anche andata vicina:

- Maaaa.. Nanerottola?
- Arrestata per spaccio
- Piantala K
- Te lo giuro
- Hihihihi
- Padre di K, smettila di ridacchiare, che le è capitato?
- Ah niente, è finita sotto un cancello
- Piantala K
- Giuro
- Ma che cazzo dici?
- A tal zur
- Grazie Padre di K per il contributo dialettale, ma spiegatemi!

Salta fuori che Nanerottola (o Pallotta, chiamatela come vi pare purché venga ricordato che è bassa e sferica)  si era recata presso un'azienda del paese - un mulino per essere precisi - per seguire un corso sulla pasta fresca, di sera.

A fine lezione Nanapalla fa per uscire con la macchina, si accorge che il cancello gigante lascia un passaggio stretto quindi si avvicina e fa per lasciarlo scorrere in modo da aprirsi la via.

Il cancello gigante esce dalla guida e splat.
Pallanana ci resta sotto come una coccinellona ribaltata.

- Noooo, povera Pallananotta! Come sta?
- Ah costole rotte, robe schiacciate, se l'è vista brutta
- Ma come ha fatto a tirarsi via di lì? Quel cancello è enorme
- Ah un tizio, che lei chiama "Il mio angelo" si è fermato in auto, l'ha aiutata ad uscire poi se n'è andato
- Subito?
- Sìsì, si vede che aveva già iniziato a parlare lei e lui approfittando degli infortuni se n'è scappato
- Pooovera Nanerottola.
- Già. Ah, ho letto tutti gli Harry Potter
- Come si chiama il cattivo?
- Mago Antagonista
- Ci hai provato
- Cazzo

venerdì 16 dicembre 2011

Era da un po' che non controllavo le chiavi di ricerca

Trascurando il blog sono diminuite, ma non mi deludono mai.

Ma mettiamo quelle di luglio 2011, che le ultime pubblicate penso siano quelle di giugno (c'è scritto in un post qui di fianco e mi fido) eliminando i vari Mezza Tazza, Mezzatazza, Inbassoadestra e cose così, che sono le più belle perché (e sono un po' commossa) c'avete talmente 'na sega da fare che cercate proprio me.
Anzi no, le metto lo stesso!

Mezzatazza
Mezza tazza in basso a destra
Mezza tazza
Figaccia
Mezzatazza inbassoadestra
Pompini con vomito
Trombo la zia spero non la mia
Donne guardate sotto le gonne videoporno
Porno sigaretta
Bocchini con vomito
Figacce rotte
Ho sognato di fare un pompino
In basso a destra
Inculata con mestruazioni
Ingoio con vomito
Mezzatazza inbasso a destra
Novantenne pompinara
Pompino sotto il banco di scuola
Pornosigaretta
Random estivo
Video gay il mio compagno di stanza c porno (compagno di stanzaaaaaa, lol)

Youporn
Youporno
ok pompino video
video hard ragazza che fuma sigaretta
"faccio pompini al mio principale" 
25 destra porn
Annabella porca avida
Anoresica che fa pompino
Anoressica pompinara
Anoressica pompino
Arch. pompinara
Austria casini e chiavate video
Austriache pompinare
Baddo porno
Barilla maggiore azionista
Basso grasso e gli piace la figa
Bella fa pompino a brutto
Belle ragazze che fanno pompini con ingoio
Bocchini con bava porno
Bocchini con ingoio e vomito
Cause persona fuori di testa
Cercasi donne intelligenti
Cerco foto di pompini con la sigaretta
Cerco pompini italiani fatti con le sigarette
Chat randomCiccione a letto come scopano.
Ciccioni scopano
Come fare a stare zitta
Come sopravvivere alle persone stronze
Condurre conversazioni
Coppia di ciccioni inglesi che scopa
Cosa si fa sopravvivere alle medie
Cose la cosa bianca che si forma pene
Credito sul cell
Data di nascita di mal
Dnne che fanno seghe sotto il tavolo vidio
Dodici euro
Dolore testa destra bassa
Donna impalata da cavallo
Ok, ricordatemi che sono arrivata a pagina 3.

Continuo a non capire come alcune chiavi portino qui, non perché pensi di non essere grezza (grazie aMichevole, ne ero a conoscenza, gnè) ma perché quando erano fresche provai a cercare pari pari su Google le stesse parole e non uscivo tra i risultati.
Shinystat deve essersi confuso, boh.



giovedì 15 dicembre 2011

Consigli per un felice natale

1- Chi vota Forza Italia è stupido, non merita regali. Un tribolo di meno.

(Baso queste affermazioni su evidenze empiriche apprezzate da un campione piuttosto vasto selezionato tra le mie - ahimè - conoscenze).

2- Rendetevi conto che i pigiami fanno sembrare la gente ancora più idiota di quanto non sia. Guardatevi da chi vota Forza Italia quando è in pigiama: l'idiozia si concentra, crea un campo gravitazionale e poi il tale v'incula.
Il loro scopo è incularvi, il campo gravitazionale solo un espediente.

3- Non regalate pigiami, a meno che non sia un modo per liberarsi di quelli che sono stati regalati a voi.

4- Non indossate pigiami: se sono troppo idioti rischiano di farvi apparire - anche se non lo siete - gente che vota Forza Italia. Nel qual caso sperate di non trovarvi davanti qualcuno  che in merito al punto 2 pensi che l'attacco sia la miglior difesa.

5- Se votate Forza Italia andatevene affanculo.

mercoledì 14 dicembre 2011

Alessandra Mussolini ma vaffanculo.

Mentre mi chiedo come mai la Mussolini, così di destra, così affezionata alle tradizioni, non abbia voglia di seguire quella inaugurata dal nonno e come mai i pigiami siano così antiestetici, mangio un pancake con il caramello.

L'altro giorno non sapevo cosa cucinare ma mi andava di farlo, avevo poco tempo, pochi ingredienti e allora ho fatto dello sciroppo al caramello.
Buono eh.
Da solo però non serve a un cazzo, peccato.

Stavo giusto avendo un'allucinazione (il tetto di fronte alla mia finestra - che non è a forma di tetto ma esattamente il contrario: vertice in basso - c'ha delle cosette sopra che si muovono. La forma ricorda grosse lumache ma il loro avanzare aveva qualcosa di strano, a tratti lento, a tratti scattoso. Infatti sono foglie, che ho fissato per dieci minuti chiedendomi come mai due lumaconi da soli su un tetto ballassero la break dance) quando ho trovato cosa regalare per Natale alla gente.
Farò a tutti lo stesso regalo.
No, non ve lo dico quale.

In compenso dico un'altra cosa: la Mussolini deve avere qualche grave deficit cognitivo - che sono solita chiamare idiozia - perché non è né il momento storico, né il caso, né lo sarà mai, per dire fesserie del genere.

Con 5000 euro al mese ci mandate in giro nudi.

No non hai capito Alessandra: fosse per me sareste fuori circolazione già da mò.
E se non sei capace di far quadrare i conti con 5000 euro al mese, libera di uscire nuda, morire di polmonite, se ci tieni puoi chiedere di essere appesa a testa in giù e in ogni caso si chiamerebbe . per essere gentili - selezione naturale.
Per essere sinceri si chiamerebbe "Era ora cazzo".

Lo stesso nonno Benito a sentire una cosa del genere riempirebbe nipote e colleghi di seconda elementare - perché questo è il vostro livello - di calci e olio di ricino.
E almeno lui un motivo per comportarsi come ha fatto lo ha avuto.

Al di là di questo, sticazzi, chiaramente è colpa nostra.
Fatemi rimediare un forcone, ma dopo Natale che prima non c'ho tempo.

martedì 13 dicembre 2011

Oggi c'ho un fancazzismo a livelli così vergognosi che mi serve scrivere per fingere di stare facendo qualcosa che abbia un senso.

In realtà sbircio gli stati personali su fb di una mia coinquilina (che è nell'altra stanza) e mi chiedo come usare il caramello che ho fatto ieri.
Bello il caramello: avevo voglia di cucinare e di profumo, poco tempo, zero fame, allora ho fatto il caramello.
Che da solo non te ne fai un tubo.

Stamattina l'ho messo sui pancake, il 22 ho le analisi del sangue.
Pensate non ci sia correlazione tra i due eventi?
Beh io lo spero.

Comunque, non ho detto niente della nuova casa perché la biondina ha detto che preferisce io eviti di scrivere i fatti suoi nel blog.
Cosa buona e giusta, infatti mi limiterò ad una breve descrizione.
Personale.
Parzialissima.

La biondina è una filucca alta quasi quanto me, con venti Kg di meno, trentina, che di mestiere abbatte stereotipi.
O almeno, è quello che penso io.

Voglio dire: c'ha un telaio praticamente perfetto, è intelligente, da baracca, accorta e anziché concupire ricchi coglioni in costa smeralda passa la vita a dannarsi per studiare medicina e ad ogni occasione buona disegna, ritaglia e mima cuoricini.
Praticamente hanno impastato Biancaneve con due nani ubriachi, steso, messo i capelli biondi e un cuore di pasta alle mandorle.
Rivoltante.

Basta, mi hanno distratta dal cazzeggiare.
A volte gli impegni lo fanno.

sabato 10 dicembre 2011

Post.

Settimana scorsa ho realizzato, per via di una foto, che l'ex storico mi aveva - con un po' di gentile insistenza - invitato alla sua laurea che conseguiva insieme all'attuale morosa.
Si è aperto un dibattito in merito a colposità o volontarietà dell'idea effettivamente poco elegante.

Non ho idea di come il dibattito stia procedendo: sono troppo impegnata a pensare volgarità nei confronti della prof di storia che ha fatto piangere mia cugina, adducendo, tra le motivazioni alle nemmeno troppo velate sevizie, che "la vita è così e serve impararlo il prima possibile perché ci sarà sempre qualcuno che ti darà addosso".

Mi piace come considerazione.
Me la scriverò sulla maglietta da indossare il giorno in cui, pestandola  nel parcheggio del liceo, ringrazierò per il gustoso spunto.

Prima di proporre simili ideone ad una sedicenne praticamente perfetta sotto ogni punto di vita, controllate che tra il parentame non abbia un'energumena di 181 cm per ehm..coff..bzzz.. kg, incattivita da una fastidiosa autoimmunità e da un profondo senso di frustrazione dato dal persistere dell'esistenza del genere maschile.

Come riscaldamento però pensavo a 'na roba soft: avvicinarmi con una cartelletta, aria professionale, scarpa seria per chiedere "Come vive la sua transessualità in un contesto socioculturale chiuso come quello in cui si trova ad esercitare? Preferisce prenderlo o darlo?, perché sono convinta che sotto quel completo pantalone - nel caso in cui lo abbia conservato - permanga una dotazione di tutto rispetto".

Per avercela così tanto con le ragazzine di una classe di seconda superiore e attaccarle in quel modo devi essere un transessuale che non ha fatto pace con l'essere nato nel corpo di un uomo mentre sentiva fiorirsi in petto lo spirito di un fiorellino di pesco.

Ma a me delle turbe altrui frega poco, non ho il minimo interesse a questionare su sesso, sessualità, identità di genere e cose che trovo dovrebbero rimanere tra il perineo e le mutande dei diretti interessati.

"Mezzatazza ma se non t'importa e ti vendi tanto per politically correct perché usare queste considerazioni come arma offensiva?"

Perché se qualcuno è una faccia di culo si va a colpirlo il più meschinamente possibile sull'argomento più scomodo possibile, mirando il più in basso possibile.
Un virtuale calcio nei coglioni.
Cosa che ci si può meritare in casi straordinari come sevizie ripetute e perculamenti perpetrati a danni di ragazzetti rispettosi e intelligenti che non possono permettersi di giocare ad armi pari.

No, non sono iperprotettiva, sono solo annoiata.
E dormo male.

Mi giro sul lato sinistro: un orecchio mi fa male.
Mi giro sul lato destro: mi fa male la clavicola.
Bello, lo sport.

Comunque mia zia, quella della quale già scrissi, insieme con lo zio è andata a colloquio da 'sta prof.

In fila prima di loro c'era la mamma di una compagna di Cugina, una ragazzetta come lei: vestita in modo decoroso (niente scollatura né sedere fuori, niente gonna corta a scuola) educata e con una buona media.

Zio: Mamma di compagna, cosa ne pensi di questa professoressa?
Mamma: Bah non saprei, non la conosco ancora
Zio: Secondo me è un'idiota
Mamma: Come mai dici così?
Prof: Signora, prego.

La Mamma dopo qualche decina di minuti  conclude il colloquio, torna verso i miei zii con gli occhi sgranati.

Zia: Beh, come mai così stranita?
Mamma: Non ho parole..
Zio: Ma possiamo sapere come mai? Se è personale non te lo chiedo più eh
Mamma: No no ve lo spiego subito, è che non so cosa pensare. Mi ha detto che mia figlia non risponde a segno, e mi chiedo che intenda, tipo che se le si chiede che giorno è risponde banane..? Poi mi ha detto che è una bella ragazza, che si cura molto ma che ha gli ormoni in subbuglio e che le piace farsi notare dai maschi..
Zio: E cosa c'entra con il rendimento?
Mamma: Ah non ne ho idea, ma insomma.. in sintesi.. mi ha detto che mia figlia viene a scuola per andare a uomini..

Personalmente, nel chiedermi come una prof si possa permettere di fare affermazioni simili, vado a fumare un cicco, torno a studiare e magari mi concentro per scrivere almeno una volta a settimana cose più interessanti.
Mica è così facile però quando si ha una vita noiosa.

mercoledì 30 novembre 2011

Storia.

La storia è 'na roba del tutto inutile.
Voglio dire, a chi può seriamente fregare quanto accaduto migliaia di anni fa?
Chi può ritenere utile cos'è successo centinaia di anni fa?
Manco ricordo che ho mangiato a pranzo.

"Ma dai Tazza, la storia è utile".
Moltissimo.
Infatti serve studiarla degli anni per rendersi conto che quando due stati bisticciano e non hanno di meglio da fare entrano in guerra, che quando uno stato perde la tramontana troppo a lungo ad un certo punto il suo popolo insorge, che un sacco di cose non le sapremo mai per intero.

Vorrei conoscere la reale utilità del sapere il nome di quale figlio ha ammazzato Giulio Cesare.

Ma ci deve interessare per via dell'alloro?
Se ammazzo qualcuno il giorno della laurea mi merito una paginetta sul sussidiario?

La storia non serve a un cazzo, è l'equivalente sbiadito di una telenovela, accadono ciclicamente sempre le stesse cose a dimostrazione del fatto che sapere quanto già stato non impedisce di riproporlo come usato garantito.
"Hey, abbiamo un sacco di prigionieri di guerra qui e ti assicuro che a Buchenwald farli il salmì andava forte".
"Figo! Poi sai cosa? Mi piace l'idea del campo di concentramento, ma modernizziamo il nome che suona male, perché non Centro di Permanenza Temporanea?".

Si dice che i giovani d'oggi non abbiano fantasia, e vi chiedo: è seriamente una buona idea prendere spunto dalla storia?
Ammazzamenti, vessazioni, torture, schiavismo, carestie e gozzoviglie, guerre per motivi di merda, colonialismo, invasioni, stermini.
Poi ogni tanto nasceva il figlio di qualche regnante e si faceva festa quel giorno, peccato che persino Sissi fosse una gran mignotta.

Ora, a me della storia non può fregare di meno, il liceo l'ho finito, sono completamente ignorante sull'argomento ma credo di aver imparato a conviverci.

Mia cugina, purtroppo no.

venerdì 25 novembre 2011

"Ho sempre avuto paura dei forni"

"Che poi in ospedale c'è una vecchietta che mi attira con l'inganno.
Tipo mi chiama dicendo 'Ho sete' e cosa faccio, non vado?
Poi quando arrivo lì, mi abbraccia!"

- Le tette sono sempre cosa buona e giusta
- Vero. Ma è inutile che continui a guardare le mie: è un reggiseno imbottito

"No ok, perché esce da tutti i buchi meno che da quello che ho in bocca?"

- Hai vomitato nel lavandino
- Sì
- Perché? Il cesso è lì
- Ma il lavandino è qui

"Basta parlare di medicina, parliamo di porno"

"Ahahah, che scena!!! L'avevo rimossa!!! Abbiamo aperto la porta e tu avevi le mani nel vomito e sorridevi!"

- Pronto, buongiorno Tazza
- Ciao
- Dimmi
- Non mi ricordo più.

lunedì 31 ottobre 2011

Caro Alex (non c'ho tempo di rileggere che esco, quindi fatevi 'na ragione delle schifezze scritte)

Ci sono persone che devono impegnarsi per starmi sui coglioni, altre alle quali invece viene estremamente naturale.

Ma non è di questo che volevo parlare, è che sto raggiungendo vette d'insofferenza incredibili causa rapporti umani, i quali inizio a pensare vadano limitati.
Nel reale soprattutto.

Comunque, Alex.

"Quella su Simoncelli può benissimo essere satira, a condizione che chi legge sia in grado di comprendere che l'oggetto della battuta non è il morto di turno, ma tutto ciò che si muove intorno a lui (in termini di circo mediatico, immotivata empatia generale, etc.)"

Grazie al cazzo.
Ciò sarebbe potuto avvenire se le battute a questo avessero fatto riferimento.
Non è stato così, e no: quelle sulla S. Carlo non sono manco loro satira, per lo stesso motivo.

"Insomma, come al solito il problema sta tutto nella capacità del lettore di andare oltre una comprensione superficiale di ciò che gli viene proposto. Se non lo fa, peraltro, cazzi suoi. "
Chiaro, se uno non sa scrivere la colpa sta tutta nel lettore.
Sono d'accordo, ammesso che si parli di un target che elegge a proprio autore preferito Fabio Volo.
La mia capacità di comprensione è sempre in forma, lo era quando il fatto che avessimo opinioni simili te la faceva piacere, lo è ora che continuo a pensare con la mia testa.
Non so quanto vantaggio derivi dal metterla in sharing invece, da quello che leggo.

"Da quello che scrivi, peraltro, è evidente che tu, quel passo in più, non sei abituata a farlo."

Da quello che scrivi tu in termini satirici a me sorge spontanea una domanda: ma mentre il tuo corpo collezionava segni del tempo, il tuo cervello dov'era?
Banalità e volgarità a tutti i costi non significano dare l'occasione ai lettori di fare un "Passo in più", significano infantilismo e monotonia.

Sempre stata una scarsa scrittrice, invece come lettrice me la cavo ancora piuttosto bene.



"O almeno questo è quello che si evince da questo post, che si risolve in un'accozzaglia di luoghi comuni tenuti insieme da qualche insulto sparso qua e là, a tentare di coprire un vuoto di contenuti davvero sorprendente."


Opinioni, ci mancherebbe.
Trovo comunque noioso un trend al quale la rete concede molto spazio: mettere assieme gruppetti di personaggi, piuttosto incapaci, che passano le giornate a darsi del "Bravissimo" l'un l'altro, rendendolo vero agli occhi di chi coltiva un umorismo tre gradini sotto la Premiata Ditta.

Ai quali non si può quindi dir niente, perché limitarsi ad un ragionamento basilare:

dato che normalmente la satira per dirsi tale decostruisce, tramite artifici di umorismo tagliente, preconcetti e luoghi comuni in risposta ad un bisogno sociale di razionalizzazione del fenomeno

considerando che nella morte di Simoncelli (come in un sacco di altri eventi di cronaca del tutto inutili) non c'è proprio un tubo da decostruire in risposta ai bisogni di alcuna collettività

Possiamo linearmente evincere che quella su Simoncelli non sia satira.


non è più spiegare una banalità, no: diventa essere banali.

Peccato che si tratti di un'osservazione: se il fenomento è banale in sé non posso certo essere io a scavare tra licenze letterarie allo scopo di farlo passare per qualcosa di più.

C'è differenza tra semplicità e banalità, ma non mi stupisce che non ci arrivi.

Fossi in te quella mezza tazza la riempirei di Long Island: magari quando sei ubriaca riesci ad andare un pochino più a fondo, e a scrivere meno col culo. (che mezzacagata)

Alex

Te la faccio semplice: fino a quando le critiche erano meno esplicite, ti andava bene.

Poi il livello dei post è sceso enormemente e qualcosa mi dice che non sia colpa dell'età difficile, forse del fatto che passate più tempo a darvi pacche sulle spalle a vicenda che alla qualità di quello che scrivete e se ve lo si dice non va bene.

Ma come vedi, non me ne può fregare di meno di cosa va bene a terzi o meno.

Se hai dubbi in merito, o vuoti di memoria, dovresti trovare conferme di quanto ti dico nella cronologia Skype.

Un "Schifo" non lo sai gestire?
Cazzi tuoi.

martedì 25 ottobre 2011

Intervallo - Simoncelli: avete rotto i coglioni e lasciate in pace Nonciclopedia

 E Spinoza non ha pubblicato la battuta su Simoncelli e Nonciclopedia deve chiudere, brutti cattivi che fanno piangere Facchinetti, e Umore Maligno non ha cuore.

Bla bla bla.

Avete rotto i coglioni.
Opinione che traspariva dal titolo ma visto e considerato che ogni volta la solfa ricomincia da capo tanto vale essere ridondanti in partenza.

Non vi piacciono le battute?
Non leggetele.

Avete bisogno di conferme?
Non chiedetele a me, scrivo queste menate solo perché farei di tutto pur di non studiare, compreso sgommare sul collo di inermi motociclisti rovinati a terra.

Prima di tutto sarei curiosa di sapere cosa v'interessa di Simoncelli.

No, ma sul serio, non sto parlando di quella retorica gratuita e inutile che muove la gente ad affermare quanto fosse un bravo ragazzo (cazzo ne saprete poi, bah) e di conseguenza porta annoiati interlocutori piccati che vorrebbero per una volta bisticciare con bigotti intellettualmente presenti ma si ritrovano, inesorabilmente, a dover rispondere con sempre lo stesso minchiosissimo paragone "E-allora-quelli-morti-in-Turchia (bambini che muoiono di fame/ebola/cazzi/ammazzi)-su-di-loro-si-può-scherzare? Razzista-ipocrita-merda", no me lo chiedo sul serio.

E mentre lo digito immaginandolo nella mia mente scandito al ritmo più infastidito possibile, penso che se un terremoto ora arrivasse a inghiottire tutti voi piangerei meno di quanto feci  per il funerale di Lady D.

Quale tipo di sentimento viscerale innesca la morte di un ragazzetto simpatico, di 24 anni, che correva in moto - inutile  dire che non giocava a biglie, chiaro che uno che corre in moto pensa di sopravvivere comunque - simpatico nel dire due battute alla radio e cose così?

Perché vi assicuro che appena la rete smetterà di parlarne, passerà.

Insomma oggi avevo altro a cui pensare, non ho seguito bene la vicenda, ma trovandovi poco originali e graniticamente scassaminchia su questioni inutili, così a occhio mi sento sicura nell'asserire che:

- Spinoza farà quel cazzo che vuole, le battute sul topic fino a che le ho lette facevano quasi tutte schifo mentre alcune erano molto peggio.
Che poi le pubblichino o no, penso vi riguardi meno della morte della maggior parte dei motociclisti sulla piazza.
Cazzi loro.

- Nonciclopedia più che una battuta ha fatto una considerazione inoppugnabile, offendetevi per questo al massimo, visto che il disclaimer promette solo sciocchezze.
E che i "cantanti" la smettano di attaccarcisi ai maroni.
Stavo per scrivere "Lo ha già fatto Vasco, non siete originali".
Poi ho realizzato che "Facchinetti" e "Originale".. Pf, in ogni caso piantatela.

- Umore Maligno fa schifo punto, ma per le battute, non certo per una sorta di limite morale che inventate quando pare a voi.

Perché la vostra morale a chiamata, ha rotto le palle.
Parecchio.
Perché non avete ancora capito che vi arrabbiate su un'intenzione che non esiste.

Perché indignarsi a cazzo lascia che gli idioti si sentano persone giuste.


No, siete idioti e basta.

Che lavoriate nella musica, nella televisione, come impiegati o siate studenti.
Insomma tutte quelle occupazioni che prendono a internet il tempo minimo per fare due soldi e vi lasciano il resto della giornata libero, con tutto l'agio di dire cagate in relax.

Imparate l'uncinetto piuttosto.

Muore un conoscente o amico e online la comicità ad ogni costo ne fa un bersaglio?
Rassegnatevi, voi, dall'altra parte dello schermo della tv, non siete famosi per il vender decenza.
Senza nemmeno bisogno di scomodare i morti.

Muore un personaggio che vi stava simpatico e non vi capacitate di cotanta insensibilità?
Siete voi che fate share nei programmi di cui sopra, quindi andatevene affanculo.

Quella su Simoncelli non è satira, perché è di fatto immotivata.
Si tratta dell'abitudine di prendere dalla rete qualunque titolo e di scherzarci su sempre e comunque.
Comicità automatica, o quello che vi pare.
Un vizio.

Questo concetto è stato interiorizzato al punto che sul serio alcune persone pensano di produrre omaggi con l'umorismo sforzato, che secondo me è un'altra minchiata enorme ma è un po' il risvolto della medaglia di tutti quei luoghi virtuali che tutto sommato non riesco a vedere come negativi.

Come sempre, come ogni maledettissima volta, né noi - fan da tempo, tanto dispiaciuti e impressionati - né voi, rompicoglioni da ultimo necrologio, né loro, battutari ad ogni costo, tante volte a segno e alcune meno, c'entriamo minimamente con chi il dolore della perdita lo ha subìto sul serio.
Indipendentemente da quello che scriviamo, blateriamo, meniamo.

Non abbiamo importanza, siamo una manica di sfigati che se le fa e se le dice dove non c'era niente per noi, né da scherzare, né da ridire.

Accadde una notte e nemmeno il giorno dopo scherzò 2

- Controlliamo i culi, Al.
- Sono d'accordo, Th.
- Tazza, controlla anche tu.
- Chiaro.

Avevo rollato.
In un vicolo.
Dove tra l'altro si organizzavano civilissime file per pisciare contro l'ingresso di qualcuno che temo non abbia fatto una gran scelta, prendendo casa lì.
"I portoni di legno sono belli, specie prima che un esercito di vesciche ci si svuoti sopra" pensavo tra me e me, cercando di evitare ruscelli improvvisati a cui le minzioni altrui davano rapidamente vita, inseguendosi giocosi e   insistenti ora alla mia destra, ora alla mia sinistra.
Cristiddio, mi seguivano.

Rollato, esagerando forse un po'.
Credo.
Insomma ci avevamo messo una vita a fumarla in tre quella canna ed eravamo diventati verdi, ma la notte era tiepida e viva, le strade piene di gente e tutti abbastanza ubriachi da sbattersene le palle del nostro colore.
O di noi in generale.

- Al, Th, abbiamo perso gli altri
- Già

- Andiamo a recuperarli dai

- No fa lo stesso
- No sto male. Saai che Al è arrivato che io gli avevo già finito tutta la birraaa? AHAHAHAH

- Bene. Bravissimo, Th.

- Sei da 66 eh!

- Complimenti. Allora andiamo, su.

Non ricordo alla perfezione la successione di eventi che ci ha portati in giro per il centro, quella sera.
Passammo per piazza, ad un certo punto.

- Oh oh guarda quello

Un culo niente male stazionava ondeggiante di fronte ad un distributore di sigarette, con quell'aria di sufficienza che quasi sempre hanno i culi delle donne rivolti alla  strada.

- Mh, sì

Prima che potessi formulare qualunque pensiero solidalmente maschile, un Al serissimo si avviò in missione.

- Th, ma dove va?
- Là

"Là", con l'espressione di chi sta pensando "Che cazzo di domande sono..?".

Il culo - con intorno la proprietaria - e un'altra ragazza, intente a prelevare sigarette e ignare del losco figuro che le stava puntando, si videro sbucare a fianco un interrogativo personaggio dall'aspetto forse un po' minaccioso.

Spalle larghe, capelli scuri, espressione vagamente annoiata prodotta di default credo dal suo fegato tra la prima e la sedicesima birra, si era sporto su di loro a 5 cm dalla faccia.

Vidi la cula girarsi senza capire, senza il tempo di dire nulla alla compare o andarsene o chessò,  poi girarsi di nuovo che già Al era tornato da noi.

- Mah, in viso niente di che
- Non me ne frega un cazzo del viso, Al

- ..ma che le hai detto?

- Niente.

- Cioè sei andato lì, le hai guardate dritte dritte in faccia e te ne sei andato, tutto in silenzio?

- Sì.

I ricordi sono sempre più confusi, non per l'alcool: perché lo ero io.

Cercavamo culi, incontravamo mie compagne di squadra, molestavamo passanti sfondando le loro fila di amici schierate a chiaccherare, Th iniziava discorsi di per sé semplicissimi infilandoci dentro così tante parolacce e così tanto alcool che ci si poteva astrarre tra i propri pensieri quella decina di minuti, rivolgersi nuovamente a lui e trovarlo esattamente allo stesso punto di prima.
Che di solito era "Ma lo sai che Al è tornato da allenamento che gli avevo finito tutta la birra?".

Th è magro-magro, con il viso allungato, gli occhi vicini e i capelli castano chiaro-rossicci tagliati corti corti, un tono di voce fastidioso quando beve, acuto quando dice cazzate.
Acuto, insomma.

- Io sono una meeerda perché sono un po' rovigotto, un po' ciozzotto, un po' slavo
Le frasi iniziavano a strascicare pericolosamente verso il finale.

- In che senso un po' slavo, Th?

- Mio nonno per un po' ha vissuto in Croazia.

- Quindi non sei un po' slavo.

- Invece sì. Maaaaa lo sai -ahahahah- che Al è arrivato che gli avevo giàffinito tutta la birra?! AHAHAHAH

- Ma dai. Sei da 66?

- Come lo sai?

- Intuito.

- Sono rissoso stasera.

La cosa poteva preoccupare: eventuali picchiamenti da sedare - pensavo - cristiddio che non sarei stata assolutamente in grado di gestirli, avevo sempre detestato la violenza fisica e conoscendo Th sarebbe stato stato capace di provocare gente a caso fino a che la gente a caso non avrebbe risposto.
E ce ne saremmo dovuti occupare io e Al.
Perché Th fisicamente è un po' una sega.


Ma, come ogni uomo - il quale dentro sé ospita una piccola donna mestruata - che si rispetti, dopo aver bevuto ("Oh, seeei birre da 66!!" "Ma dai" "Giuro") e fumato un cannone, nel giro di dieci secondi aveva già cambiato idea:
- Ooooh, come sono placido stasera.

- Bravo caro, saranno le birre

- Già

Ma avrei preparato le birre al discorso che si preparava per noi dietro l'angolo.
La scopata migliore. dopo aver bevuto ("Oh, seeei birre da 66!!" "Ma dai" "Giuuuro!") e fumato, nel giro di dieci secondi aveva già cambiato idea:
- Ooooh, come sono placido stasera.

E mentre smettevo d'ascoltarlo perché tanto sapevo che sarebbe andato a parare sul fatto che sei birre da 66 rilassano, ignoravo che la mezz'ora successiva sarebbe stata giocata sul mettere in imbarazzo un'indifesa Mezzatazza.

Continuavo tranquilla a sguazzare con loro nell'una di notte circondata da muri belli di mattoni, accesa da lampioni di luce gialla.

martedì 18 ottobre 2011

Intervallo

(Io mangio i fagioli da qualunque recipiente che non sia un piatto perché mi fa sentire un sacco Terence Hill.

I fagioli sono una figata, però non mi piacciono granché.
Mi piace il latte di soia, vale come fagioli?

Ancora on ho capito quale sia il motivo per cui mi debba piacere, considerato che sa di cartone.

Ricordo qualche anno fa una polemica sull'attribuzione del termine "Latte" al derivato vegetale, basata su osservazioni di una certa gravità: il latte è di provenienza animale.

Prima di tutto fossi stata una mandorla sarei arrossita guardando altrove abbassando la testa tra le spalle.
Come quando fai una puzza silenziosa al chiuso e speri che ci sia qualcuno con la faccia più da puzza della tua.
Idem per il riso, signor Scotti.


Perché quello di soia non è latte e samai che quello vero si offenda di esserci confuso.

E qui vorrei un po' di coda di paglia anche per l'artificiale.

In secondo luogo chiederei a qualunque avente diritto al voto con dubbi sulla differenza tra una vacca e un fagiolo di fare un passo avanti e consegnare la propria scheda elettorale perché c'è un limite a tutto.


sai che figurazza ho fatto stasera?
mammammia
a. è venito a trovarmi era seduto nel tavolo della cucina
io mi son messa allavandino per fare il caffe
e per fare la scema mi son tirata fuori il culo
e ho fatto il caffe con il culo fuori
non mi son accorta che c'era mio papa che fumava fuori dalla finestra della cucina

Forse non c'è).

venerdì 14 ottobre 2011

Accadde una notte e nemmeno il giorno dopo scherzò

"Ssssht fate piano che non voglio disturbare le nuove coinquiline proprio la prima settimana"

"Tvranguilla Tazza"
"Mngh!"

Due del mattino di un usuale mercoledì sera, Al e Th salivano rantolanti (in realtà solo Al rantolava: Th manteneva, nonostante la mina, un certo grado di decoro) le scale verso il mio appartamento.

"Che poi quando Al è 'rrivato io gli avevo giàffinito tutta la biiirraaaaaa"
"Ma dai, non lo avevi ancora detto, la quattrocentesima volta."

Avevo da poco traslocato, dalla scala A alla scala C del complesso di brutti palazzi ai quali mi ero affezionata e il bilancio delle vittime ammontava al paio di scarpe uso rugby.
Chissà che sarebbe accaduto avessi cambiato civico.
Se n'erano andati anche fogli scritti datati duemila, pensieri, temi, momenti: eutanasia.

Se prima abitavo ad un rumoroso piano terra, il nuovo alloggio era quieto e dominava la cima di sette serissime rampe di scale, circondate da numerosi interni, ognuno occupato ora da nonni dotati di sonno leggerissimo, ora da mascoline signore dall'aria affatto rassicurante e pochissimo comprensiva.

Poco prima di quel momento, ridotti in uno stato pietoso, Al. e Th. ondeggiavano per le vie di Ferrara alla ricerca di gnocca.
Purtroppo avevano trovato solo me disposta a stare in loro compagnia: l'equivalente erotico di Nonna Papera, sfortunatamente priva di abilità culinarie ma capace di rollare praticamente in qualunque situazione.

Ero uscita con loro per via di un messaggio di Al, il quale - forse memore del pacco tiratomi la sera prima - mi aveva scritto "Sono fuori con Th, M e altri se vuoi".

Quel messaggio aveva aperto un enorme dissidio interiore tra tutte le mie cinque personalità:

- Dai esci, che non esci mai
- No ma sei stanca, hai un ginocchio a pezzi
- Non dovresti bere e hai pochi soldi
- Ma sticazzi ed esci
- Hai cose da fare domattina

Il problema delle numerose personalità è sempre stata l'incomprensione reciproca quindi, dopo qualche minuto concesso all'ascolto dei diversi punti di vista, le lasciai proseguire tra loro e chiusi l'impressionante numero di porte che mi separava dalla strada alle mie spalle.

Al mio arrivo un già devastato Th proponeva di portare la serata - dal tema tirolese della cena alla quale gli astanti avevano partecipato e che qualcuno aveva effettivamente preso alla lettera - ad una dimensione più afro, insistendo con discrezione affinché io provvedessi alle sue esigenze.

"FUMOFUMOFUMOOOOOFUUUMOFUUUMOFUMOFUMOFUMOFUMOOOOOO"
"Un secondo Th, sto chiedendo a G. come sta dopo il funerale del suo prozio"
"Ah scusa, però FUMOFUMOFUMOOOOOFUUUMOFUUUMOFUMOFUMOFUMOFUMOOOOOO"
"Con questa gnola intendi forse suggerire quanto gradiresti una mia spedizione nella pericolosissima zona buia delle mura vecchie alla ricerche di droghe voluttuarie rischiando la vita per un ubriacone impenitente (tu) che non è detto io ritrovi cosciente al mio auspicabile ma non certo ritorno?"
"FUMOOOOOOOO"

Lo presi per un sì.

Abbandonai i pietosi convenevoli iniziati con i colleghi del mio anno - quelli in corso, quelli che ti guardano un po' schifati manco il tempo che hai sputtanato anziché studiare l'avessi usato a rotolarti nella merda - per avviarmi alla ricerca di una canna e mentre riflettevo su come la morte prematura di ogni consanguineo maschio avesse reso noi donne di famiglia eccessivamente condiscendenti con l'altra metà del cielo e anche sul fatto che salutare spocchiosi studenti di medicina con "Bene gente buona bevuta, vado a vedere se trovo uno spacciatore e torno" non sia esattamente un'uscita che possa riabilitarti nei confronti dell'ambiente, incappai in un simpatico tunno che mi procurò un po' di fumo e un puntuale allargamento di prospettiva: è più divertente fumare canne che parlare con i compagni di corso, quindi sticazzi.

Tornai verso la saccente combriccola ruttando.
No, non è vero, peccato che sul momento non ci abbia pensato però.

"FUMOOOOOOOOOOOOOOO! Tivvoglio beneeee! Adesso fa' su"

(Continuerà, o anche no)

martedì 4 ottobre 2011

Vorrei dire una cosa a Comelasalvia:

Ci ho messo tipo dieci minuti a scriverlo, "querelerei".
Non so rileggerlo.

Ma perché la gente ha così tanta voglia di ingoiare fermenti lattici vivi?
Spore di bacilli schifosi che ad un certo punto germogliano nel vostro intestino.

Il quale - anche il mio eh - già è un ambiente di fondo rivoltante, pieno di piccoli tremors terrificanti e famelici, che se avessimo un superingrandimento di quella roba col cazzo che ce lo terremmo, il colon.

Ma è per la Marcuzzi?
Da una che si riproduce con dj Francesco o chiunque sia quel tizio tatuato che sta con lei sulla copertina di Chi mentre faccio la cacca, non accetto consigli.

Ma esiste sul serio il Bacillus Actis Regularis?
O è un nome d'arte?
"Sono un'enteroschifezza a caso, ma chiamami Regularis, Actis Regularis".

Se avete tanta voglia di ampliare la vostra flora intestinale leccate la suola di una scarpa.
Dopo un sabato sera in discoteca, se volete gli effetti speciali.

Oggi vi odio, vi odio tutti, per ogni inutilità che sento, per insofferenza innata, per stanchezza acquisita, preventivamente perché
devo
andare
in
posta.

Dannazione.

lunedì 3 ottobre 2011

Vasco Rossi

O Vascomerda, come la rete ora amorevolmente lo riconosce in modo univoco.

Personalmente ti ho sempre visto, come un ex (?) drogato che porta i segni dei propri vizi ben chiari addosso, pessimo cantante, buon venditore di se stesso, deprecabile come simbolo ed esempio.

Mai letta la tua pagina su Nonci.

Al tuo posto querelerei l'inventore della televisione.

mercoledì 28 settembre 2011

Trasloco prima parte (a dieci metri da dove abitavo prima)

Gli appunti dell'esame che per tre anni non ho dato.
Fogli residui del 2000, prima superiore.
Spartiti musicali, che tanto non riesco a suonarla più la chitarra.

La carta del Mon Cherie che mi avevi dato tu, alcuni dei miei libri preferiti.

Calzini nuovi e calzini che credevo di aver perduto per sempre.

L'orecchino uguale a quello sulla scrivania di casa mia.
Il mio piercing! Rimesso subitissimo.

La palla 8, che senza di lei all'esame di ieri sarei andata un po' più terrorizzata.
Cicche cadute, un raspo dell'uva di ieri.

Nel porta gioie ci sono ancora figurine di Dragonball di 15 anni fa.

La reazione di ipersensibilità che mi verrà a toccare tutta 'sta roba zozza lurida.

La sottocopertina di un quaderno del liceo - non ho idea di come sia finita qui - con una frase di Sandor Marai: "Si danno un bacio, uno stran bacio un po' rapido e un po' goffo: se qualcuno li vedesse non potrebbe fare a meno di sorridere.
Ma come tutti i baci umani anche questo, alla sua maniera tenera e grottesca, è la risposta ad una domanda che non è possibile affidare alle parole."
Dio che cosa stucchevole.
Ok, la tengo.

Antistaminici.

Gli auguri dei nonni per il mio compleanno, in un bigliettino piccolo con un offertorio stampato sul retro (bleah).

Vado a fare foto ai quasi neo-ex-coinquilini.
Mentre imbiancano.

martedì 27 settembre 2011

[Intermezzo]

Un esame che và (con l'accento?) e un altro da fare subito dopo.

Gente che non senti da un sacco e hai voglia di sapere tutto oggi pomeriggio che poi non avrai più tempo.

L'ultima puntata del telefilm che ti piace.

Ex guasto a morte perché non stava scopando, bensì scalando una scogliera - spiegando così affanno, commenti e frizione ritmica evidentemente provocata da scalata a passo marziale (complimenti) - e sostiene che volessi "far sapere a quante più persone possibili quanto fossi coglione", no tranquillo che si vede anche se taccio.

Un fine settimana libero davanti.

Nel fine settimana dietro Lalù si è sposata ed era proprio bella eeeeee sì, ok: anche il suo vetusto neomarito era bellino.
Ed è stato il matrimonio più perfetto di sempre.

Mancata ad una partita, dannazione.

Non ho mai tempo di leggere blog né tantomeno di scrivere qui però.

sabato 17 settembre 2011

Nice to meet you

Hamish è biondo, basso, posato, divertente.
Ha solo un anno meno di me ma a prima vista gliene avrei tolti altri dieci.

Mia cugina, la gnocchetta quindicenne che inizia il secondo anno di liceo - sono convinta: solo per farmi sentire più vecchia possibile - fa parte del gruppetto di famiglie resesi disponibili a ospitare insegnanti inglesi per un'esperienza scolastica a basso costo di un paio di settimane prima dell'inizio delle lezioni.

Il concetto è stato esteso a tutta la famiglia, specie quando il gruppo direttamente interessato deve andare a cena da quell'incompetente del mio medico di base.

Vi ho mai parlato del mio medico di base?
Si riassume in comodità: simpatico, abbronzato, incapace.
La gente in fila per le visite se si accorge che studi medicina ti implora per una diagnosi, anche sbagliata ma meno sbagliata delle sue.

Quindi, probabilmente per evitare che anche in Inghilterra vengano a sapere che il mio dottore è una chiavica, Hamish è rimasto con me.

Ha proprio quella faccia che capisci subito da dove viene, i tratti sottili e decisi come se una matita dalla punta delicata li avesse disegnati senza mai esitare.
I suoi occhi sono azzurri-azzurri, è molto bello e molto giovane, oltre che seminano e ha mani e piedi piccoli e pantaloni nei quali un po' nuota, ma quando parla o ti guarda attento - perché il tuo inglese fa schifo e lui scava in sé alla ricerca di eventuali superpoteri per capire cazzo stai dicendo - pensi che questo è uno che sa il fatto suo.

Quando Hamish ride la sua espressione è aperta e rilassata, e dà soddisfazione l'essere riuscita a farlo divertire davvero;
quando, seduti nel ristorante cinese i cui proprietari sono genitori di un altro suo studente, lo vedi chiaccherare di gusto con il ragazzino che starà tutto il tempo lì con voi, non puoi non volergli un po' di bene né non apprezzarlo se, accortosi che ti stai addormentando sul tavolo della baracchina nella quale vi siete spostati, smette di chiaccherare con i due amici anglofoni che gli hai portato appositamente e suggerisce di andare a casa;
ecco, quando ti racconta delle risse con i coetanei nei vicoli di Londra invece un po' spaventa e tutto sembra irreale, come se fosse Raz Degan a parlare in un brutto documentario e non il quieto sconosciuto che hai seduto a fianco.
Nemmeno ti piace l'espressione rapita che ha mentre ricorda.

Allora immagini quello che Hamish ti sta dicendo: l'aver guardato un tizio seduto ad un altro tavolo del locale, l'essere sbronzo, uscire per strada insieme agli amici, rompersi le dita a forza di dare pugni ma riuscire ad avere la meglio sull'altro e i suoi compagni, infierire a calci su un paio di loro rimasti a terra per poi tornare a casa e dormire.
Poi la volta del pezzo di vetro, poi quella del coltello.

Poi cambi argomento e parli d'altro, ma ci pensi.

Hamish non fuma e beve poco quando è in periodi lavorativi: sceglie mansioni un po' a caso e da due anni gira il mondo.
Ci ha raccontato del Venezuela, del Messico, ma anche della Francia o della Sicilia.

Di quando da ragazzino con la madre, il fratello e le due sorelle partivano da Londra in auto fino ad arrivare a campeggiare in Puglia e di quanto quelle vacanze fossero bellissime.

Della ragazza che aveva in sudamerica, per starci Hamish si comportava come i genitori di lei desideravano.

Del fatto che, anche se apprezzava le attrezzature di quel camping, non abbia amato troppo lavorare in Francia perché i colleghi di lì non capivano che quando c'è da lavorare non è il momento di sbronzarsi e fare gli idioti.

Un telefilm una volta mi ha detto circa così: "Spesso i posti migliori hanno alle spalle storie sordide, come le persone migliori".
Francamente non ne ho idea e me ne frega anche il giusto.

Se e quando ricapiterà di pensare ad Hamish ricorderò un ragazzetto piacevole e interessante, con il quale è stato bello rendersi ridicola biascicando sciocchezze, di cui mi sono piaciute tanto le storie e addormentarsi sul divano guardando Sane Man.

E che l'avessi visto io pestare gente nei vicoli quel nanerottolo, l'avrei preso per un orecchio e messo in castigo, ma la storia che preferisco resta quella delle sue vacanze qui.

venerdì 16 settembre 2011

Carbonara e Coca Cola

Avrei anche continuato il post di ieri, ma sono stata troppo impegnata a vomitare bile e riprendermi fino a tornare ad una situazione psicofisica dignitosa dalle - grossomodo - dieci di stamattina a ora.

Ora, rientrare a casa ondeggiando un po', dormire con la testa dal lato dei piedi perché se no sai che vomiterai (o almeno, sai che quello è lo scopo della stanza altrimenti non vedo perché avrebbe dovuto iniziare a girare su se stessa e si sa che le stanze sono tenaci) in effetti non mi capitava da un po'.

Dovrei studiare anziché far l'ubriacona, ma considerato che mio padre ha la terza media e non è in grado di restare un giorno senza alcolici, ogni tanto una vacanza da questa continua guerra contro i miei geni è consentita.

Comunque, la cosa che mi turba - sì, c'è qualcosa che mi turba - è un'altra e cioè
quanto
ho
bevuto.

Un niente!

- quanto hai bevuto?
- Pochissimo
- e come osi sgridare me se poi ti sfasci così?
- Ho bevuto pochissimissimo!
- Tazza, ti ho vista bere. Non vomiti con pochissimissimo.
- Tre birre.
- Da due litri?

- Fumetto, ma ti pare che si finisca a vomitare per tre birre?
- Pf ma sei fuori, chi è lo sfigato a cui è successo?

- Cioè, ho vomitato
- Mangiato pesante?
- Ma magari, no
- mmm, incinta?
- direi di no
- .. e allora perché hai vomitato?
- Per le tre birre di ieri.
  Tre birre.
- Ah
  Ahah non capivo
  Di per sé non mi sembrava una gran notizia
- Quelle che abbiamo bevuto ieri sera, se no perché lo direi a te ..?
- Bo, enterite?
  Comunque 1,5 L di doppio malto..
  Sì, è poco.


Ora, per quanto io sia grata alla dolceamara incredulità di chi mi ha conosciuta prima di ieri, che non si capacita di come mi sono ridotta;
per quanto sappia che ultimamente bevo poco, ero a stomaco vuoto etc etc;
per quanto apprezzi l'idea di dover spendere meno  per arrivare allo stesso risultato;
sono
ufficialmente
diventata
una
pastina.

:'(




giovedì 15 settembre 2011

E invece.. pare di no.

Mio padre è sconvolto: gli hanno fatto ridurre la quantità di alcool consentita - o meglio, questo è la parafrasi alla moglie dell'altrimenti inequivocabile "Basta bere" che il dottore gli ha strillato appresso - e appare come un piccolo cucciolo bastonato.

Sobrio, insomma.

Che poi mio padre non è che fosse un alcolizzato particolarmente molesto: beveva ogni giorno fin dalla mattina sì, ma con moderazione.
Quel tanto che bastava per ammantare la realtà di quell'alone chiaro che usano nei telefilm quando sognano o in Beautiful se cantano.

- Sono tre giorni che non bevo, Taz
- Bravo Pà
- Sto malissimo
- In che senso?
- Adesso capisco quello che dicono le persone, ricordo gli avvenimenti, non ero pronto
- Non lo eri nemmeno per diventare padre
- Poi dai, è andata abbastanza bene!
- ... aperitivino?

A casa mia non si comunica, nemmeno a casa di mio padre si comunica, in nessuna casa di miei consanguinei si comunica.
Meno che in quella della zia figa, ma solo perché lei è un po' traumattizzata dal fatto che nella nostra famiglia nessuno parli dei propri sentimenti.

Per svariati anni nemmeno io sono stata una grande comunicatrice e non lo sono nemmeno ora.

E dev'essere uno dei motivi per cui il mio ex mi ha mollata.
Storia che prima o poi racconterò per intero.

Ci siamo lasciati da circa tre anni, e voi direte "E ancora ci pensi?".

Ora vi spiego.
Non è che lo pensi.
Non è che abbia sulla mia mente tutto 'sto potere.
Non è che a vederlo mi freghi granché.

Il motivo per cui interrompo bruscamente questo post che fino a qualche riga sopra parlava di tutt'altro è che poco fa ho ricevuto alcune telefonate.

Numero: dell'ex.

Ho risposto ma dall'altra parte risolini e vociare sommesso, quindi ho riattaccato subito "Sarà partita la chiamata" ho pensato.

Altra chiamata, stesso numero.

- Pontoooo
- Aspetta ho sentito una cosa strana nel cellulare
Riattacco.

Altra chiamata.
Rispond, appoggio il telefono sulla scrivania senza riagganciare, pensando: "Finirà il credito prima o poi".

Pensato male ma per fortuna cade la linea, passano tre minuti.

Altra chiamata.

Dato che a quel punto ero al telefono con un'amica non me ne curo, la situazione si ripete un altro paio di volte, ma proseguo la mia conversazione.

La cosa per la quale riderò in eterno - e che penso caricherò a breve online - annunciata da un asettico messaggio della vodafone, ascoltata proprio perché farei tutto pur di non studiare, è che quei due mi hanno lasciato quella che ha tutta l'aria di una scopata in segreteria.

Beh carissimo, considerato che in questi anni ancora non hai capito come si blocca la tastiera del cellulare, speravo che almeno altro lo avessi imparato.

mercoledì 7 settembre 2011

Vabè, ultimamente è successo che:

Mela ha un pelo incarnito nell'inguine e la cosa la getta in uno stato profondo di prostrazione.
Gira con l'interno coscia bendato manco le avessero tatuato a fuoco un padre Pio a grandezza naturale.

- Fammelo vedere
- No no no fa schifissimo! Poi non si attacca più il cerotto
- (Cerotto, pare più un'ingessatura) ma dai solo un lembo, giusto per capire
- Fa schifooo
- Peggio di una piaga da decubito non può essere, susu.
- Ok ma ti avviso, è una roba grande così, tutto viola è orrendooooo

- ... Ma è quel bognino lì?
- Sìììì
- ...

(Mela, su che vuoi che accada?
Dagli 'na strizzata, nella peggiore delle ipotesi uscirà il più grande spettacolo dopo il big bang e via.)

Vabè.

Economista, Fumetto e Compagno di Stanza in uscita collettiva (Primo Anno latita da mesi ormai, infatti io vivo in camera sua al momento).

- Poi  st'inverno Economista capiva se avevo preso o no una sbronza dalla colazione: quando era un piatto di pasta la risposta era sì

- Ma poi con la soia! E questa diceva che le metteva a posto lo stomaco! Tazza ma come faceva a mettertelo a posto?!
- A pugni?
- Ma chissà che succede se metto la testa ner microonde.. boh me sà che non se chiude.

Poi ci sono i personaggi sparsi.

- Ma c'eri oggi ad allenamento?
- Chiaro che c'ero.
- Bah, io non ti vedo mai.
- Beh vabè mica siamo nello stesso campo
- Sì, poi mica ho guardato.

E la Ceci

- Ceci voglio andare a letto, ti saluto
- No accompagnami
- No ho la bici là
- Allora io ti accompagno a prendere la bici e tu poi mi accompagni a casa
- No! Se vuoi fino alla Melbook
- Uff, ok.
   Adesso che siamo alla Melbook mi fai una sigaretta??
- Ti odio.
- Lo so!

E le amiche di Ceci, tipo quella vista tre volte:

- Come sta il tuo ragazzo?
- L'ho lasciato
- Ah, poverino
- Sì ma gli ho fatto un discorso molto intelligente e sensato
- Ah
- Sì: dato che non l'ho mai amato gli ho detto che non volevo precludergli l'opportunità di stare con una che lo amasse davvero.
- Ah perfetto, ma se non lo hai mai amato perché ti ci sei messa?
- Bah le storie partite a innamoramento non avevano funzionato, ho pensato "Io e lui ci vogliamo bene, siamo amici, è un bravo ragazzo.."
- Un investimento insomma
- Esatto
- E lo hai lasciato solo ora perché..?
- Perché c'è uno che mi piace di più.
- Un gratta e vinci insomma, e come va con questo?
- Bene bene mi fa godere terribilmente
- Perfetto.


- (Ceci) Beh comunque lui sai che le ha detto quando lei gli ha fatto il discorso intelligente e sensato?
- No, spara
- "Vado a prendere un gelato"

E i vicini con la tv a volume indegno, il bambino del piano di sopra che strilla, il caldo poi il freddo, il fumare meno che dà un'ottima scusa per essere più del solito irritabile, la prima partita e cose così.

martedì 30 agosto 2011

Tre anni

Tre anni per questo e mi paiono solo un'altra presa in giro.

Vergogna.

Ma vaffanculo.

Stavo pensando, certo che per fare l'avvocato penalista (si chiamano così anche in Italia? Perché io i telefilm italiani non li guardo) devi essere un gran stronzo.
Ma in Italia si fanno telefilm a parte Boris? Anche se sono morti Sandra e Raimondo?

Comunque, ne parlavo in auto con mia zia: tornando alla storia di Aldrovandi, che quel simpatico burlone di uno degli assassini ha querelato la madre del ragazzetto che ha ucciso.
(Ancora).

Come fai a difendere uno così?
O a dargli corda in un senso diverso da quella che dovrebbe usare per impiccarsi?

Cioè, quattro sbirri che sostengono versioni variabili come il tempo quando il tempo è variabile, un ragazzetto morto a terra con la testa spaccata, ci metti le facce di 'sti quattro - io alla fisiognomica una riabilitata la darei - interiora spappolate di lui, segni addirittura (se la memoria non m'inganna) sul muscolo cardiaco.

Dovevano aggirarsi fischiettando con aria innocente attorno al cadavere, mani dietro la schiena a tenere ondeggiante un manganello insanguinato?

"Se sentite rumore di zoccoli, probabilmente è un cavallo".

E se vedete un ragazzino morto come un cane in una pozza di sangue e quattro adulti con espressioni tutt'altro che intelligenti dipinte sul volto girargli attorno uscendosene con cose brillanti tipo che ha fatto tutto da solo e  loro si sono dovuti proteggere.. Boh, che mi verrà mai in mente?
Probabilmente che sono quattro deficienti se pensano che ce la si possa bere.

Mi sento offesa sul personale dalla manica di ritrattazioni, correzioni, sparizioni di prove, controquerele che hanno girato e continuano a girare attorno alla questione.
In definita, probabilmente saranno assassini, che ci vogliono anche far fessi per di più!

Come si fa a fare l'avvocato di gente così?

D'accordo, conosco persone che hanno passato l'esame di stato ma alle quali non affiderei strisce di ceretta usate, ma perché tonte non perché siano infami.

Seriamente, non capisco che ci sia da difendere.

Capisco che la vecchia Europa sia la culla della filosofia, dei ragionamenti per astratto, del diritto romano e dei sofismi - il che va benissimo se stai giocando a Cluedo - ma o si inizia a far fuori la gente in linea teorica oppure snellirei un filo la questione in caso di patetica evidenza.

Per non parlare della flagranza.

"Eh ma tutti hanno diritto ad una difesa".
Mah, non so mica se sono d'accordo.

Prendete il caso estremo: il tizio di Oslo.
Cosa se ne fa di un avvocato?

"Un pazzo" (che è stato più o meno quello che il suo legale ha detto, se ricordo bene).
Ma dai.
Geniale.
Il fatto che sia stata la prima cosa che io e penso buona parte del mondo abbiamo pensato ci rende una schiera di bimbi prodigio?
Lauree honoris causa per tutti.

Sarò qualunquista.
Sarà che essere di cattivo umore muove in me una certa attrazione nei confronti della giustizia sommaria.
Saranno gli anni di nervoso accumulati a sentire baggianate e porcherie pensando a come tutta gente che si è permessa di concludere la vita degli altri qui, dietro l'angolo, sia ancora lì a farsi i cazzi propri saltabeccando da un grado di giudizio all'altro.

Sarà che rimango convinta che i diritti, in una società con la pretesa di dirsi "Civile" non dovrebbero essere omaggio della casa e chi la fa davvero grossa dovrebbe essere trattato in modo proporzionale al danno che ha provocato.
Non giro a sbattersene le palle.

lunedì 29 agosto 2011

Porcini, riflessioni e non una sigaretta ma meno di metà

Qualche settimane fa, mentre finivo le pulizie in pizzeria, ho realizzato una cosa di me alla quale non avevo mai fatto caso.

Ogni volta che succede qualcosa di problematico nella mia esistenza, m'innamoro.
Giuro, è una cosa allucinante.

Mi lascia l'ex storico, m'innamoro.
Un parente viene ricoverato, mi innamoro.
Mi sfracello una caviglia giocando a pallavolo, m'innamoro.

Di questo passo al primo genitore che mi muore andrò a sposarmi.

Ma la cosa acquisisce profili inquietanti, in sunto: m'innamoro ogni volta che qualcosa mi fa venire l'ansia.
E non chiedetemi come sturare un lavandino da residui di funghi porti alla rivelazione di simili verità.

(Ma quanto fanno ridere le comande con gli ordini di pizze ai funghi con sopra scritto "2 Porci"?
- Capo K uno sei tu, l'altro chi è?
- Quello che è in macchina con noi per portarti a casa stasera
- Perfetto!)

M'innamoro anche quando ho la febbre, se bisticcio con amici, quando non so cosa indossare.

Se si trattasse di qualcuno che non sono io penserei "Interessante".
Invece quando mi sono accorta di 'sta cosa la prima cosa che mi è venuta in mente è stata una quasi bestemmia e, mentre sgrassavo utensili vari, è iniziato il bilancio di tutte le mie cotte degli ultimi tre anni.

"Dunque, lui.. nonno operato.
Quello.. che era successo? Ah, l'università che andava male.
L'altro.. l'università che continuava ad andare male.
G. perché ero immobilizzata per la caviglia, C. perché non sapevo cosa fare della mia vita, il tizio di cui non ricordo il nome non mi piaceva ma era stata una giornata faticosa.."

Al netto di ansie e disgrazie, ultimamente ho avuto una sola infatuazione seria.

Ora, la domanda è: che mi era successo di così tragico nel 2002 per farmi stare con lo stesso per più di cinque anni?

venerdì 26 agosto 2011

Devo smaltire una sbronza

Non voglio sapere quanto ho speso ieri sera, non voglio sapere quanto i miei abiti puzzino di birre rovesciatemi addosso, che costituiscono buona parte della spesa di ieri sera, non voglio muovermi da qui anche se scrivere con il collo inclinato in questo modo credo di ricordare possa essere letale.

Poi c'era 'sto brutto muro altissimo di cemento che separava fino ad un certo punto nell'acqua la spiaggia dal porto, allora io e Giulia, che non sa nuotare, siamo andate a vedere che ci fosse oltre, ma lì le onde erano alte e azzurre e pericolose e siamo tornate a riva.
Il mare era un sogno, la sbronza no.

- Comunque non ti ha tolto gli occhi di dosso
- Nah, sarà stata una tua impressione
- Fidati: non ti ha tolto gli occhi di dosso.

Benissimo, perché se c'è una cosa che adoro sono le persone che per la propria confusione non si preoccupano del fatto che si stanno facendo le unghie sulla tua schiena e non su un acero e finiti i propri triboli per loro è come non fosse successo niente.
Ci farei una collanina brutta con i tuoi occhi, di quelle che lasci in fondo alla scatolina di legno senza mai indossarle.

Sssht, non voglio ricordare cos'ho mangiato, non voglio ricordare cos'ho di cui preoccuparmi, mi serve un'altra oretta e non mi resterà che una cosa da fare.
Maledizione.
Studiare.

giovedì 25 agosto 2011

Lo ammetto: ho perso il filo del discorso

Ma il succo del penultimo post era: sticazzi un cazzo.

Stateci voi a considerare importante solo le cose noiose, a rimandare momenti appassionanti, a rassegnarvi a quello che arriva.
Perché secondo me così si smette di essere felici.
Non scalerò mai l'Everest con voi - pazienza - sarò contenta con molto di meno.

Anche essere contenti è un muscolo che va allenato.
(Con l'accento? Non mi piace).

martedì 23 agosto 2011

Intermezzo Aldrovandi

Il caso lo conoscete.

A me onestamente alcuni pezzi sfuggono: in sei anni segui e dimentichi tante cose.
Sta di fatto che Paolo Forlani è senza vergogna.

Per questo post ha avuto il coraggio di querelare la madre di Federico per diffamazione e istigazione a delinquere.
A parte il fatto che gente come Forlani sia ancora nella polizia rende ormai diffamatorio il termine "italiano", mi chiedo con che coraggio si possa fare una cosa simile.

O con quale capacità di comprensione del testo, dato che ci vuole una certa fantasia per trovare la tristezza del post istigatoria.
Voglio dire, allora il Tg5 in proporzione meriterebbe la pena di morte.

Vabè, bello schifo.

Paolo Forlani, vergognati.

venerdì 19 agosto 2011

Che tenero che sei, Aureliano.

Ehm.
Non ho un accidente da dire, sono un po' confusa, non ho idea di che giorno sia ma alcuni motivi mi spingono a scrivere questo post.
In sintesi, a breve sarò troppo grassa per digitare sulla tastiera: le dita diverranno grosse come salami, il sedere largo come le poltrone da due delle multisala e l'unica prospettiva lavorativa che mi rimarrà consisterà nel comparsare in film porno dedicati ad un pubblico votato a orrende perversioni.
Aureliano lo trovo tenero per il commento al post precedente, ma lo sarebbe ancora di più se dicesse che rientra nel pubblico votato a orride perversioni.
Sarebbe consolatorio.

Mangio di continuo, perché fumo di meno, terrorizzata dalla preparazione altetica.

Tutto qui.

Non credo che ridurre il fumo migliorerà il mio stato di salute visto e considerato che ieri ho trangugiuato l'equivalente in cioccolata di dieci kg di strutto.
Voglio cioccolata.
E non cioccolata qualsiasi: quella della coop, al latte, con il riso soffiato.
Che con il caldo si spappola il giusto sulle dita, che mangio guardando vecchi telefilm, che mi fa venire un po' mal di testa perché sono leggermente intollerante.
Ma anche i cannoli al cioccolato vanno bene.
E anche il gelato va bene.

Ci sono momenti nella vita nei quali non ti riconosci più: passi dall'essere una fervente sostenitrice del salato poi ti trovi ad ingozzarti dalla mattina alla sera di derivati del cacao, pensi alla Novi come ad una compagna di vita più che ad un'azienda dolciaria e sogni Johnny Depp solo in veste di cicerone all'interno di una stratosferica fabbrica di cioccolato.

Di questo passo occluderò le mie già rigide arterie nel giro di dodici ore.

Vabé, sticazzi.

Sticazzi è la mia nuova religione.

Sticazzi vuol dire "chissenefrega" e un anno in stanza con un romano te lo fa interiorizzare alla perfezione, il termine.

Ecco, è stata un'estate di sticazzi.

Prevalentemente perché quando fa caldo io tiro le somme.
Di quest'anno.
Che è iniziato un anno fa: ritmi universitari più che calendaristici.

Allora ho pensato, di quest'anno, chiuso in un sacco di post e nella mia testa, che lo si può anche lasciar libero di andarsene che tanto è roba vecchia.
Come i jeans scampanati che ci si ostina a tenere nel fondo dell'armadio, rassegnamoci: non li metteremo più, tantovale spedirli in Africa insieme alle automobili euro1.

E allora via tutto, sticazzi.

Poi sì: le persone.
Mistero continuo e noioso.
Ci sono irrisolti che mi porto dietro da mò e ora basta insomma, sticazzi no?
Chissenefrega della gente: via quella pallosa e consideriamone di nuova, qualcuno crea inutili annodamenti nella testa?
Pf, basta, ignorare.
Sticazzi.

Poi lo studio, come ha detto mio zio: "Piuttosto che lasciare l'università resta lì che paghiamo noi anche se non fai un cazzo, goditela" e chissenefrega se la tua fannullonaggine ha portato metà famiglia a mettere la dignità sotto i piedi purché tu non getti via tutto, sticazzi.

Quest'anno tante persone mi hanno detto "Non pensarci" alle cose brutte.
"Ci si abitua a tutto, anche se non era quello che credevi sarebbe stato, anni fa".
"Ci farai il callo a vivere un po' così, come capita".
Tutte persone riuscite, affidabili, un po' infelici ma sticazzi.

A me l'estate confonde.
Perché dovrei pensare che questa gente abbia ragione, che sticazzi e via, dedicarsi alle questioni pratiche perché si deve e non perché si vuole, rassegnarsi a quello che accade smettendo di pretendere dalle situazioni perché per pretendere serve per forza mettere in gioco quella tua fish in più, ormai siamo grandi quindi prendiamo la vita come viene, perché loro sono in gamba e riusciti quindi questo ragionamento funziona.

E adesso devo andare, ma non ho finito.