lunedì 6 dicembre 2010

Sgrunt bis.

Ma non vi capitano i momenti di odio?
Quei giorni che prendereste a schiaffi tutti senza discriminazioni di età, sesso e razza?
Per gusto personale.

Fino a quando si attraversano periodi simili è impensabile smettere di fumare.

Per smettere di fumare dovrei smettere di parlare con le persone.
E di leggere quello che scrivono le persone.
E di di preoccuparmi di come comportarmi con le persone.

Che amabile ipocrisia è l'essere corretti.
Il guadagno personale nel trattare bene le altre persone non l'ho mai capito.

Rischiare di far star male qualcuno di cui non m'importa in effetti è una di quelle cose delle quali fingo di preoccuparmi, come i bambini dell'Africa e la parità dei sessi.

Cammino per strada e mi ferma la solita vecchia signora la quale adora importunarmi nei momenti ovviamente meno adatti suonando al campanello di casa quando sono assorta a fare tutt'altro - tipo la doccia - per farmi scendere a prendere i bollettini della parrocchia che secondo mia nonna dovrei distribuire nelle buchette della posta del condominio.
Secondo me è carta da riciclare e il condominio non mi pare lamentarsene.
La tipa mi sorride a tutta dentiera e inizia a dire:
- Ma come sei bella, ma come sei brava che vai anche a lavorare, ma come sei gentile, ma come sei alta.

E io penso:
- Maledetta stronza chiesaiola ipocrita che mi scassi la minchia per farmi scendere a distribuire volantini inutili in una miriade di buchette della posta che devi praticamente scavalcare per suonare al mio campanello, potrei evitare di chiederti a quanti preti avresti voluto darla senza successo perché sei un'inguardabile maschera di buonismo dosato a piacimento per celare lo schifo verso chi non rispetta i tuoi canoni e nemmeno uno a secco da trent'anni ti darebbe due colpi, ma perché, perché, perché non puoi risparmiarmi le tue chiacchere insulse e lasciarmi andare per la mia strada senza dover continuare a ingoiare a fatica tutto quello che vorrei rovesciarti addosso?

Ma mi limito a rispondere:
- Grazie, scusi ma sono di fretta, buona giornata.

Incrocio sotto ai portici una delle figacce di paese, di quelle proprio belle, che mi dice:
- Dai ma come stai bene, ti vedo proprio in forma, mi piacciono i tuoi pantaloni, che fai ora? Ah ma dai bello..

E io penso:
- Dolcezza ti trovo adorabile e decisamente gnocca, gradevole solo a guardarti anche senza che tu finga di abbassarti a quella che ritieni essere la mia misera natura, quindi per cortesia limitati a sbattere a potenza turbo le tue lunghe ciglia senza sforzarti troppo per faticosamente partorire falso interesse e solidarietà tarocca perché del tuo benestare me ne faccio meno di quanto farei con la tua disapprovazione, non apparteniamo alla stessa categoria, tu hai le tue faccende e io le mie, nessuno più di me sarà felice di disquisire con te del tempo e del colore dominante nella collezione autunno inverno 2010 ma per cortesia lascia fuori tutto il resto.

Ma mi limito a rispondere:
- Grazie anche tu, ma del resto stai sempre bene, grazie li ho presi un po' di tempo fa a Bologna, ora sto a Ferrara cercando di rattoppare la mia carriera universitaria,

Incrocio sotto i portici una compagna del liceo, di quelle tipe un po' mediocri senza né arte né parte che raramente incontri e che, fosse per te, incontreresti ancora meno.
E lei mi dice:
- Dai ma come stai? Ah allora sei indietro all'università? No, a me invece Scienze delle Merendine va alla grande, ok sono un po' in ritardo ma ci sono esami troooooppo pesi e tra un po' mi laureo, e il moroso? Ah ma poi lo trovi, tanquilla. Sei un po' ingrassata?

E io penso:
- Tralasciando che per me resta umanamente incomprensibile come si faccia ad avere i capelli unti ininterrottamente da 10 anni, se l'elenco dei miei difetti o delle mie supposte mancanze fa bagnare l'unica parte di te che qualcuno, al buio, in silenzio e dopo una sbronza epocale potrebbe trovare vagamente interessante, fai pure ma evita di annoiarmi con discorsi che fingo di ascoltare e condividere solo perché sottolineare quanto tu sia triste e anonima non mi darebbe alcun piacere.
Ora scusa ma ti lascio andare a cercare un giocattolo compatibile con l'età mentale di quell'australopiteco che ti sbatte, dato che compie gli anni ma il loro numero supera quello fino al quale è arrivato a saper contare e poi so che la preparazione dell'ultimo esame che separa te e la laurea, grossomodo ricalcare tre puntate di una papernovela di Silvia Ziche in meno di una settimana se non sbaglio, ti prende molto tempo.

Ma mi limito a rispondere:
- Bene dai, sì sì,  ma che bello, immagino, no basta maschi, no sempre grassa uguale sarai tu ad aver cambiato risoluzione agli occhiali.

E tutta l'energia per trattenere queste opinioni dove la trovo secondo voi?
Nell'ovino kinder?
Nel gatorade?

In mezzo Kg di tabacco sfuso, ovviamente.
Ogni tanto lo accumulo in piccoli covoni e ci salto dentro.

Per fortuna ogni tanto per strada si incrociano persone che ti conoscono, ti guardano e dicono:
- Che faccia da culo che hai
- Vero, e anche un umore pessimo.
- Aperitivo?

E almeno lì due paglie si fumano per gusto.

7 commenti:

  1. hai citato la  papernovela di Sivlia ZIche.
    'nsomma 100 punti per te.


    E da  quando esiste  scienze de "chivuolcapirecapisca" dire di essere laureati  non vale piu un cazzo.

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  2. cioè, hai appena trovato il miglior metodo per smettere di fumare del mondo: smettere di parlare e vedere la gente. Grande. Me ne vado in cambogia, grazie.

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  3. faccio la ola anch'io su silviaziche.

    Ce l'hanno tutti con scienze della ecc, ingiusto è, conosco persino gente che ci ha trovato lavoro

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  4. silvia ziche!!!!adoro la sua "paperina di rivondosa" ;-))
    ps:per me QUEI giorni sono TUTTI i giorni...e la soluzione è camminare fingendio di non riconoscere nessuno:funziona benissimo e ti evita un sacco di discorsi del cazzo

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  5. son io quella qui sopra,eh?!
    elisewin

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  6. ...maledetti parrocchioni infestanti che non si farebbero i cazzi loro neanche se gesù l'avesse detto ancora più chiaro di "a cesare quel che è di cesare", tipo "me ne sbatto fate come ve pare".
    E io sono sempre carina e gentile e dolce e sembro uscita dal convento della sacrissima madonna avvolta nel cuore ripassato di nostro signore unto due volte, e intanto dentro di me sto biastimando come un carrettiere  e immagino scene di tortura  che coinvolgono gesucristi infermieri sadici e dentiere che volano in pezzi.

    Non ti rompi a Ferrara?
    Io dopo due giorni pensavo che ferrara fosse un presepe: tutto il succo si riduceva a pochi metri di raggio. Ma forse ho guardato male.

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  7. utente anonimo8 dicembre 2010 17:43

    Uso la coca. Cola.
    Una volta fingevo di aver lasciato a casa gli occhiali, poi sono diventata allergica alle lenti a contatto, dannazione!
    Potrebbe essere una buona scusa per iniziare a fumare...

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