venerdì 3 dicembre 2010

Random risveglio

L'aria era intorbidita dal caldo del mattino e mia nonna non aveva mai avuto i capelli così lunghi.
In effetti le stavano davvero malissimo.

- Ma perché non li tagli?
- Perché poi qui mi fanno i becchi e mi stanno su 
- E perché non li stiri?
- Li ho stirati
- Si stirano anche dietro i capelli..

Tanto non mi stava ascoltando: fissava il fondo della strada proprietaria del marciapiede sul quale ci trovavamo, che stavamo aspettando qualcuno.
C'erano poche case basse, qualche albero, un campo sportivo.

Non ho idea di chi fosse, la persona della quale eravamo in attesa.

Il giorno prima, spostando la tenda dal fianco della finestra, avevo scoperto la parte di muro circostante all'attacco delle stringa per la tapparella coperta di molluschi.
Di mare, sì.

Allora avevo telefonato a una cugina il cui padre lavora nei calcestruzzi e alla sue domanda "Come va?" gracchiata dalla cornetta, avevo risposto via sms "c'ho la casa piena di molluschi, venite a sistemare".

Poi avevo passato la cornetta a mia nonna e loro due si erano accordate, senza sms di mezzo.

Non ho idea del perché io rispondessi via sms.

Guardavo le stanze della mia casa rassegnata, che non era la mia, perché mia nonna aveva finito la telefonata e spostava quadri e scopriva muffa.
Larghe distese puntiformi, nuove piccole colonie alternate a zone metropolitane.

La muffa vinceva.

E mia nonna era disperata perché quella era la sua casa.
Mano a mano che osservavamo la muffa cresceva e gettava fili bianchi e sbuffi e proponeva ciuffi scuri o chiazze verdi.
Noi non ce ne accorgevamo.

Mia nonna prendeva a spruzzare un liquido detergente in quantità smisurate rendendo irrespirabile l'aria nel corridoio, sentivo i polmoni stringersi dentro alla cassa toracica.
Presi a correre trattenendo il respiro, aprendo tutte le finestre.

- Beh capirai
- Capirai 'na ceppa di minchia: non si respira

Non ricordo di aver mai fatto altri sogni in cui un odore fosse così netto e velenoso.

Però poi non sono morta.

A seguire, mentre mia nonna usciva arrivava la zia figaccia e mi chiedeva di uscire, ma non potevo: dovevo eliminare la muffa con la varechina, sulla confezione della quale leggevo una curiosa formula chimica.

Del seguito ho ricordi confusi, so che sono finita in edicola e cercavo in tasca due centesimi perché volevo acquistare Topolino, il cui costo era 1,03 euri e avevo 1.01 in mano e non trovavo quei due cazzo di centesimi.
In compenso scoprivo di avere nella giacca un sacco di fumo.


Poi mi alzo dal letto e su La7 una puttana bionda dà ragione a quella zoccola della Santanché.
Sta meglio mia nonna con i capelli lunghi piuttosto che te, zozza.

In compenso il risveglio del Dr. Fumetto è stato traumatico.
Ammesso che si sia svegliato..

DrCdS: Bene, fatte le due firme

Tazza: diggià? Vieni in biblioteca?

DrCdS: No ma a prendere un caffé sì, aspetta che sveglio Fumetto
              
              FUMETTOOOOO LAGGUERRAAAAAAAA
              Ma questo èmmorto: non se mòve, fa solo movimenti d'assesstamento,
              FUMETTOOOOO


Buona giornata a tutti, caffé finito.



2 commenti:

  1. Finché la muffa non raggiunge le caviglie è tutto sotto controllo. O almeno così mi hanno detto l'ultima volta.

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  2. bello. Cercare due cent e trovarsi un sacco un fumo.bello.

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