domenica 5 dicembre 2010

Mi piace quando suoni.

Ho voglia di una sigaretta da fumare al buio sulle scale.
Ho voglia di dormire, per tanto tempo di fila, ma tanto sul serio.

Ho voglia di tornare ubriaca su un'altalena in montagna a capodanno 2000 che avevamo appena fatto messa in una stalla e poi bevuto lo spumante e ridevamo senza motivo guardando per aria, che in montagna ci sono un sacco di stelle e le nuvole quella notte si erano disposte a quadri e le stelle stavano fitte nelle scanalature di tutto un cielo piastrellato.

Ho voglia di un pomeriggio al forno, tutte insieme a fare tortellini e dir male delle sciagurate del paese e chi è morto oggi attorno al piano di marmo sotto al finestrone, tutte con il grembiule e tutte con mille altre cose da fare e zero spinta di stare lì.

Ho voglia di quella sera di quasi estate quando mi avresti voluta accompagnare a casa ma ti scappava da morire e sei dovuto correre via e me lo hai raccontato solo due anni dopo così almeno saprei di non doverci rimanere male e avrei in conto due anni in più in cui avrei riso per questo.

Ho voglia di non essere più arrabbiata.

Ho voglia solo di calze che mi piacciano.

Ho voglia che un vecchissimo mese non sia mai esistito, che sono passati diciassette anni ma continuo a non farci l'abitudine a quei trenta giorni là.

Ho voglia di darvi ragione: basta con le stupidaggini e le stupide persone, basta con l'andarsele a cercare le rogne, basta con il sentirsi vivi solo quei dieci secondi prima di cadere con tutta la faccia stampata a terra, basta graffi e lividi e sbucciature alle ginocchia, cristo non ho più dieci anni.

E poi ci sei tu che sei una collezione di cose solo belle e momenti isterici che si calmavano piano e l'isterica ero io, mica i momenti, e la calma tu e come sempre basti anche se non sei qui, un po' a fatica, un po' in apnea e aspetto di nuovo una sera che tra quattro birre mie ed una tua non so come c'incastri un cielo di dieci anni fa, la casa di sempre, la pace per i ricordi e tutto quello che potrei volere mai.

Ti aspetto.
Finché non ci rivedremo?









2 commenti:

  1. Ho pianto con questo post. Lo so, io non ti conosco.

    Non so se sia la nostalgia che anch'io sento nel cuore, il fatto che tu l'abbia trascritta nero su bianco. Oppure la sbronza. O la voglia di una sera d'estate in particolare.  Forse è solo la bellezza di quel secondo paragrafo.
    Non se se tra noi ci sia empatia o se sia solo l'ora tarda a farmi sentire questo incredibile trasporto ma... grazie


    Camille

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