martedì 9 novembre 2010

Brutto, lungo e noioso.

Stanotte ho sognato di fare un gioco insensato con una persona che 'sti giochi non li farebbe proprio mai, un ex cardiopatico - ex in quanto morto - e di pagare due ceres venti euro, di spendere trenta euro per farmi tagliare i capelli dalla tizia spostata della copisteria dell'università ma poi di cantargliele per non aver fatto un buon lavoro e aver causato l'insozzamento della mia cuffia di lana verde in una latrina.

Alla fine del sogno ero un po' confusa.
Insomma, qual è il succo?

Non c'è stato un filo conduttore se non un diffuso e latente sentimento di frustrazione del tutto insufficiente a giustificare un sogno simile.

Il filo conduttore manca quasi sempre.
Checcazzo.

Lo sapevate che "cacapalle" sul dizionario c'è e che questo fottuto Splinder dovrebbe smettere di sottolinearmelo in rosso ogni volta che lo scrivo?

Qual è stato il dolore più intenso della vostra vita?

Io sono indecisa tra un'otite perforante e una grattata al letto dell'unghia dell'alluce.

Quell'otite mi ha distrutta, avevo così freddo che accendevo tutti i fornelli e mi ci scaldavo appresso e ho fatto lievitare la bolletta del gas del 130% quell'anno.
Fu un'otite tenace. 
E spero che sia un nome femminile perché io sto continuando ad apostrofarlo.

Ma il dolore più intenso è stato il secondo.

Una notte, ferragosto di tre o quattro anni fa, eravamo a Corfù io, l'ex moroso e tutta la sua allegra combriccola.
Sarebbe bello poterla ricordare come unica vacanza nella quale non ho praticamente litigato con nessuno, ma il punto saliente non è stato questo.

Quella notte, dicevo, eravamo un po' tutti ubriachi in modo imbarazzante.
Scorrazzando allegramente sulla spiaggia illuminata solo da un falò infossato, accidentalmente avevo sbattuto il piede destro contro una radice che sporgeva da un grosso tronco che era mia intenzione aggirare.
Due minuti di bestemmie silenziose poi:
- Dai Tazza vieni in acqua
- Ok

Insomma, va te a pensare che.. va te a pensare, dopo quanto avevo bevuto.

Dopo un tempo che non saprei dire, torno a riva e faccio per infilare gl'infradito.
Un brivido doloroso lungo la schiena, fortissimo.

Allora, giustamente, ritento.
Non si vedeva una sega.

Brivido orrendo.

Presa dal nervoso risalgo la spiaggia verso la palazzina a picco sul mare dove avevamo in nostri tre appartamenti, salgo verso il primo lampione ed entrata nel suo fascio di luce mi guardo il piede.

L'unghia dell'alluce era completamente sollevata, formava una angolo di 90° con il proprio letto il quale era disgustosamente incrostato di sabbia, sangue e siero.

A quel punto faccio l'unica cosa che un'ubriacona moderatamente impressionabile avrebbe fatto: mi siedo a terra e mi addormento piangendo dallo schifo.

Dopo qualche ora mi sveglio e salgo verso l'appartamento che dividevo con l'allora moroso, tento un lavaggio del piede sotto la doccia e l'idea si rivela inutile quanto dolorosa.
Sconfortata me ne vado a dormire.

Al mattino aspetto un paio d'ore a svegliare il consorte che era salito da poco ed era un filino guasto con me - motivi risibili - poi, presa da un po' d'ansia gli dico:
- Jolly
- Mh, chevvuoi?
- Non è che quando ti va mi accompagneresti in farmacia?
- Pfff, ma checcazzo hai fatto?
- Questo
- Cristiddio, andiamo all'ospedale.

Ora, converrete con me che a Corfù, in un paesello di 20.000 asini e tre ortodossi, l'impresa possa apparire ardua.

Comunque ci avviamo.
Scendendo in cucina per bere un caffé incrocio gli sguardi degli altri, loro incontrano con lo sguardo il mio alluce e la reazione è unanime:
- Bleah.

Oh, sarete belli voi.

Approdiamo grazie a qualche informazione in una clinica del paesello vicino, praticamente una stanza che anticipava una cucina attrezzata con pinze e bende.

Una receptionist da telefilm americano, che parlava in effetti in americano per immedesimarsi meglio nel personaggio suppongo, mi chiede il motivo della visita.
Le indico il piede.
- .. bleah
Ma detto con accento americano.

Mi spiega che il medico arriverà subito.

Il medico arriva: pantaloncini, sandali, occhiali da sole e aria da pescatore.

Guarda il mio dito:
- Bleah

E vi assicuro che nessun "bleah" è stato inventato.

Pensa un po' al da farsi, tasta il terreno e dunque il mio dito.

Non sono mai stata particolarmente snodata, ma quel giorno Joacquin Cortes sarebbe impallidito di fronte alla mia elasticità: al minimo sfioramento della zona periungueale mi trovavo la caviglia dietro l'orecchio.
Incredibile.

Insomma, il medico, che parlava italiano avendo studiato a Bologna - cosa che non dovrebbe tranquillizzare nessuno vista la facoltà di medicina di Bologna - mi anticipa:
- Ora ti strappo l'unghia.

Beh, grazie per avermelo comunicato, poi m'infilerai nella vagina un cucchiaino collegato ad un circuito elettrico?

- Prima ti faccio l'anestesia.

Due utilissime - in modo inversamente proporzionale a quanto sono state dolorose - punture di non so che e Zac!

Mal da porc ma l'unghia se ne va senza dare troppi problemi.

- Ora dobbiamo pulire il letto dell'unghia.

Tu - tu - tu - tuuu.

Cazzo.

Prende una sorta di raschietto d'acciaio e lo avvicina all'alluce, il quale capta le terribili intenzioni del medico greco e inizia a scappare.
Peccato che fosse ancora attaccato al resto di me.

L'alluce continua a fuggire ad ogni tentativo di approccio e il medico prende il mio ex, lo fa stendere sulla mia gamba in modo da invalidare ulteriori evasioni, m'infila il piede in una bacinella e inizia a grattare.
Stavo per vomitare dal dolore

- Anche i nazisti torturavano così le loro vittime!
Dice il medico gargiulo
- Sì ma per loro il processo di Norimberga c'è stato, lei invece la passerà liscia
Rispondo io arrancando.

Non so quanto sia durata, non so quanto ho scancherato, ma è stato il momento più doloroso di tutta la mia vita.
Seguito dalla medicazione.
E dalla medicazione del giorno successivo.

Uscita dall'ambulatorio il dolore arrivava sopra al ginocchio.
Della gamba sinistra, dopo aver fatto tutto il giro.

Ho finito il caffè.

6 commenti:

  1. Cristo che schifo: Corfù???

    Questo è niente, io una volta mi sono tagliato via con l'affettatrice elettrica una parte di pollice. Una bella fottutissima parte del mio preziosissimo pollice. RIP.

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  2. Mio dio mi sono venuti i brividi... e non di piacere.

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  3. sono rinvenuto e ho provato a leggere nuovamente con più virilità. Però ho letto il commento di andreaspa e sono ri-svenuto.
    Torno su questo blog quando divento uomo. Sara il mio bar mitzvah.

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  4. Sono facilmente impressionabile e le unghie mi fanno impressione, cazzo, mi hai fatto venire in mente una scena di non mi ricordo quale storiella dove diceva che grattava talmente forte le rocce e la terra per scovare uno che si sminchiò tutte le unghie facendole colare di sangue, stetti male quando lo lessi, e con te ora non è da meno, continuo a toccarmi tutte le unghie mentre scrivo per vedere se sono adese adese.

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  5. ma bleah (faccia-disgusto)!

    E copincolla, non scrivere sull'editor di splinder, ti si cancellerà tutto, ti lamenterai, ecc.

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