lunedì 25 ottobre 2010

Mal di testa, biblioteca e cirrosi.

Ah, che cosa affascinante il cervello.
Uno strumento che ci differenzia in termini strutturali e funzionali dalla maggior parte delle altre specie, che riempie di eleganti e complesse circonvoluzioni la nostra scatola cranica, ottimo per i frullati secondo gli egizi e gustoso per un paio di cannibali tedeschi.


Il mio dev'essere andato in pappa da diverso tempo, ma non sapevo me ne fosse rimasta a disposizione una piccola quantità fino a che non l'ho definitivamente fritta questo fine settimana.


In realtà non so se io ne sia ancora dotata o se i 5 negroni sbagliati di giovedì sera successivi al litro e mezzo di vino bianco, uniti all'aperitivo di venerdì, sommati al pranzo alcolico di 12 ore di sabato me lo abbiano sciolto tra un bicchiere e l'altro provocandomi una colata nasale che io ho ingenuamente attribuito al raffreddore.


Sta di fatto che da qualche parte me lo devo essere fottuta, altrimenti non mi troverei qui a inventare qualcosa da scrivere perché priva di idee, con una mano compromessa per sempre a causa di 40 minuti di Gioco Schiaffetto con il mio ex e diverse altre parti del corpo doloranti a causa di un altro personaggio che ha recentemente eletto a ideale dimostrazione d'affetto gli smatafloni.


Avete presente Gioco Schiaffetto?


Quel gioco in cui si posano le mani sui palmi dell'altro e si cerca di evitare di essere colpiti togliendo le mani al momento giusto?
Ecco, a parte il "togliere le mani al momento giusto" è un gioco che per me non ha segreti.

Tra l'altro, dopo un pranzo filato bene nonostante la vicinanza al tavolo con il mio ex e la sua nuova morosa, con la quale - per via di una minima incomprensione - avevo avuto uno scambio epistolare non proprio carino - ok, le avevo scritto cose cattivissime - litri e litri di birra, una parentesi canna con la bisnonna 95enne - che curiosamente ho scoperto essere clandestinamente armata - vedi 'sto ex storico che gioca a schiaffetto a fianco a te e voi insieme lo facevate sempre e ti viene tenerezza e a quel punto non puoi fare altro che chiedergli "Ci giochi anche con me?!"


Che i precedenti concorrenti se ne fossero andati in barella doveva dirti qualcosa.
Che il tuo ex fosse ubriaco marcio e non avesse chiaro quanta forza stava mettendo nelle palanche che ha al posto delle mani doveva metterti sull'attenti
Che ci fosse dell'odio latente subconscio accumulato sotto quel maglioncino da novantenne e dietro a quel baffo da mafioso siculo avresti potuto prevederlo.


Invece no: ah, quanta ingenuità è contenuta in sette litri di doppio malto belga.

E ti ritrovi così come me ora: a costringere uno sconosciuto iscritto alla tua facoltà perché scriva al posto tuo perché mentre detti devi preoccuparti di come evitare l'amputazione delle mani per necrosi e contestualmente di impedire che le foto che ritraggono la scena ludica sopracitata finiscano taggate su qualche social network perché a quel punto la morosa dell'ex inizierebbe ad avere un po' troppi motivi per volerti far fuori.
Quando non si hanno più le mani non ci si dovrebbe infilare in certe situazioni.


In sostanza le ho prese per tre giorni di fila.
Da una manica di persone piuttosto infami.
Persone che ti trattano un po' come pare a loro e poi non concepiscono conseguenze o strascichi.

Per giustificare come mi lascio trattare in questo periodo spero sul serio che i miei neuroni siano clinicamente morti o peggio: presi in ostaggio da Barbara D'Urso.
E i personaggi che hanno popolato questa settimana devono solo sperare che non tornino mai.
O che tornino con una buona scorta di birra belga e campari.

5 commenti:


  1. Oh, povera tazzina... a parte che mi dispiace per le tue mani, anche se un po' te la sei cercata... comunque, dicevo, il tuo post mi ha solleticato delle domande:
    1) con cosa era clandestinamente armata la bisnonna?
    2) con quali armi proprie o improprie stai costringendo il tuo coinquilino a scrivere al posto tuo?

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  2. Alej, non posso dirlo online: troppo illegale.
    Lo scribacchino è stato ricattato causa foto compromettenti.

    Aurè, quando stava con me i baffi non li aveva, ci tengo a specificarlo.

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  3. sapevo di toccarti nell'orgoglio. che poi altrove sarebbe imputabile come molestia.
    le bisnonne spersso si ritrovano per casa armi "scordate" daila guerra. e se non le nascondono molto bene i nipoti ottenni rischiano di spararsi addosso.

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  4. oh ma quando beviamo tutti insieme appassionatamente?
    comunque confesso che sono andata a cercarmi su google che vuol dire smataflone. mi piace un sacco come parola.

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