sabato 7 agosto 2010

Il cugino e la casa bianca.

Studio Aperto non ha capito una patata.

Se non altro perché in tutti quei servizi che trattano l'incontestabile bisogno di riposo al ritorno dalle vacanze non ha mai citato mio cugino.
Tsk, novellini.

Tu arrivi in spiaggia, magari un po' prima di lui: dodicenne e iperattivo con un sonno che non ammette discussioni  e della sveglia se ne sbatte quindi lasci prima il nuovo appartamento al mare che gli zii hanno preso e arrivi sulla sabbia con lieve anticipo.

Lui dorme almeno dieci ore, tu se va bene cinque perché un po' li vuoi leggere quei maledetti libri che hai comprato e perché quando li chiudi, distrutta dal sonno, lui ti distrugge a calci e pugni allora esasperata ti alzi per andare a bere dimenticando dove ti trovi cioè nel punto più basso sotto lo spiovente della stanza del sottotetto e sbatti deliziosamente la fronte contro una finissima trave di legno bianco, molto figa - 'visto che bello l'appartamento tutto bianco?' - ma ugualmente implacabile e dolorante scendi dabbasso dimentica della mancanza di corrimano nelle ripide scale - 'visto che belle le scale con i gradini alti?' - rischiando la vita per poi incespicare nella penombra contro l'invisibile tavolo di vetro - 'visto come sta bene il tavolo trasparente?' - no non si vede un cazzo in questa casa tutta bianca che sembra di essere in 2D che nemmeno a Fabriano hanno di 'sti problemi etc.
'Etc' non perché non potrei continuare.
Ma il solo ricordare è doloroso.

Insomma cinque ore di sonno non sarebbero comunque male se non fosse che dopo essere riuscita a leggere ben quattro facciate e nonostante l'occhio nero la storta alla caviglia e il terribile livido sulla coscia aver trovato una posizione semicompatibile sulla sabbia, arriva Lui.

Si sentono sommessi rantoli di terrore, mulinelli di sabbia originati dalla fuga di ogni speranza di pace, nostra zia - la zia maestra che ha tante ferie e porta noi nipotini al mare - viene colta di sorpresa dall'entrata in scena del nano e rimane impietrita in una scomoda posizione con gli occhi spalancati verso l'alto

- Ti bruci le retine, metti gli occhiali o girati
- No sta arrivando se vede che mi muovo è la fine
- Non è un grizzly, è un bambino. Il grizzly ti lascerebbe in pace.
- Porca vacca.


e la sorella quattordicenne spara musica trendy nelle cuffie dell'Ipod e immerge la faccia tra le pagine di un thriller e se ne sbatte perché lei è talmente insopportabile da essere fuori pericolo.

- Chi gioca con me?

Il nano ha un fisico secco e nervoso, non è alto, proprio un bel cinno però, il tono è tenero e mellifluo e il fatto di essere l'unico erede maschio per il nostro ramo della famiglia rende noi donzelle dal cuore tenero pronte ad accontentarlo sempre e comunque.
O ad affilare l'ingegno.

- Chiedi a Tazza perché io in questo momento ho mal di testa: sono rimasta troppo tempo senza occhiali da sole credo.

Maledetta stronza.

Ammetto che si tratta di un'evoluzione marittima del termometro nel termosifone stimabile, sì.

- Giochiaaamo?

E via: prima una trentina di minuti di me che lancio la palla verde che rimbalza sull'acqua a lui che deve parare, poi altrettanti con me in mezzo al mare che devo parare i suoi rigori, poi un po' di bagno lanciandosi il mio pareo ormai fradicio - sì perché io sono bianca come quella minchia di appartamento e per seguire il piccolo infame devo stare coperta, manco a dirlo lui è marrone - e obbligandomi a immersioni per prenderlo sulle spalle per poi farlo tuffare.

- A., aspetta un secondo, mi asciugo un attimo e mi do la crema poi arrivo a giocare a racchettoni
- Muoviti


E via, ma con il beach volley che non sa se è capace e arriviamo a un trecento palleggi più o meno, poi è ora dei racchettoni e io a quel punto sono di nuovo secca brustola sull'orlo della cottura totale, a seguire dopo quasi quaranta minuti giustamente gli viene caldo, allora via in acqua a fare tuffi, poi a nuotare fino alla secca, poi un altro po' di tuffi, poi dato che 'sono piccolo, mi tiri fino a riva?' lo tiro fino a riva.

Il bagnino mi osserva impietosito.

Sono stanca al solo pensarci.
E questa è solo la mattinata tipo.

Il pomeriggio non ve lo racconto: vorrei proporre a Bear Gryllis di descriverlo.
Ammesso che ne possa uscire vivo.

E spero tanto che tra qualche anno ci sia una zozza a scelta a tenerlo occupato e che sia a racchettoni o a fornicate - o perché no?, entrambe contemporaneamente - non penso la invidierei in nessuno dei casi.



13 commenti:


  1. mi hai fatto sganasciare dal ridere. w le vacanze.....

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  2. un po' di valium no???? ;-)

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  3. Come si fa a non aver pena, se nomini Bear Gryllis?! :)
    Si, posso dirlo.. non avrei mai voluto essere nei tuoi panni!

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  4. vedi che " qualche anno" sono almeno due o tre.
    non pochi.
    un altro paio d'estati.
    io la prossima chiederei asilo poliutico estivo da qualcuno.
    magari pigro.

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  5. Io a dodici anni prendevo calci in culo dai miei, altro che racchettoni e beach volley.... credo che sia stato così che ho imparato a nuotare.

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  6. Puoi dire di tutto, ma non che studio aperto non capisca di patata...

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  7. ho un cuginetto di 3 anni che mi snobba quasi completamente, quindi non posso capire. Però so cosa vuol dire avere tutti cugini maschi ed essere l'unica, coccolata e protetta, femminuccia !

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  8. cinno. so cosa vuol dire!!! tipo due mesi fa non l'avrei saputo, ma ora sì!! come dai il tiro al fontaniere, per dire. Son cose da sapere ;)

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  9. una scena che si svolgerebbe benissimo qui dove mi trovo, con l'aggravante di turiste tedesche che vibratamente protestano contro l'uso di racchettoni.

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  10. soluzione: delegare l'intrattenimento ad alcuni coetanei.
    Come si fa? Si mette da parte l'orgoglio cuginico, ci si impastoiano le gambe in una sabbiatura ("sto facendo le sabbiature, non posso") e si ignora il burdèl (trad. : ragazzo -riminese-) finché non si stufa e si va a cercare una compagnia più consona. Lo so, è dura, ma ce la puoi fare.
    Sposta il letto nella parte alta del sottotetto.
    Metti una profilatura di scotchcarta al tavolino di merda trasparente ("quest'anno va di moda così zia...e poi è bianco")
    Per la scale sto studiando una soluzione ma mi serve una planimetria.

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  11. Sono nauseato e sconcertato: non credevo guardassi studio aperto.

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  12. studio aperto farebbero meglio a chiuderlo, va là

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