domenica 11 luglio 2010

Noioso post sentimentale.


Non mi ricordo se ho già fumato o no da quando sono tornata a casa stamane.


Tanto per essere sicura, accenderò una sigaretta spiombata.


 


Galleggio in uno stato di pacifica felicità.
(Quindi questo post sarà noiosissimo.)


 


La cosa è terribile: quando questa pera di sereni sentimenti che mi è stata infusa venerdì sera perderà di efficacia rotolerò in uno stato di tristezza devastante e sarò costretta a rifugiarmi in quella serie di massime attribuite a Jim Morrison per giustificare la mia idiozia nel voler rivedere l'ex.

Non pentirti di quello che hai fatto se quando lo hai fatto ne eri felice.


Se va bene sarà di Vallanzasca.
O di Dell'Utri.
Dovrei buttare via i diari scolastici del liceo: cose imbarazzanti.
 


Ma oggi mi sento ottimista, quindi meglio non pensarci.


 


Gli ex sono un fenomeno strano: ognuno li prende in modo diverso e, da persona a persona, diversamente vengono catalogati.


 


Che poi, quand'è che qualcuno si può catalogare come "ex"?


Nessuno mi ha ancora dato una definizione soddisfacente.

C'è chi usa il criterio della vagina: se gliel'ho data, per forza ci sono stata.
Mica tutti quelli con cui si fan schifezze sono ex, secondo me.


 


In base alla catalogazione sessuale dovrei avere un numero di ex pari alle dita rimaste sulla mano mutilata dopo essere caduto male e sotto ad un'impalcatura di mio cugino.


La mano è di mio cugino, l'impalcatura della ditta che gli ha dato un sacco di soldi dopo averlo menomato.

In base ai miei criteri invece è uno.

La persona che mi ha (a tratti mal-) sopportata per più di cinque anni.
Quello con cui sono cresciuta.
Quello impacciato come me nel farlo la prima volta per entrambi, interrompendo per scarsa concentrazione mia per trovarsi seminudi a guardare su Mtv la parodia di Marylin Manson vestito da Mary Poppins che schiacciava volatili su un palcoscenico cantando The sweety pigeons, the sweety pigeons.
Quello che mi ha fatta sentire amata un sacco anche quando non lo meritavo.
Quello con cui ho preso tra le migliori ubriacature e fumato decisamente troppe canne.

In base ai miei criteri una storia non finisce seriamente finché non si esauriscono quei pessimi strascichi di rabbia e frustrazione che spesso comporta il lasciarsi.
A volte non finisce nello stesso momento per entrambi probabilmente per me c'è voluto di più.

Ci sono alcune cose che ho pensato, dopo essere tornata a casa e mi piacerebbe che le sapesse ma per gusto personale dato che non credo gli importerebbero e nonostante io abbia un talento notevole nel comunicare opinioni non richieste, glielo risparmierò.

A voi no: sono fortunata ad averlo come ex, che nonostante fosse ancora disgustato dalle mie ultime nefandezze, quando ho avuto bisogno di qualcuno c'è stato e si è messo in tasca le mie ultime stronzate per chiaccherare un poco con me. 
Penso che sia questa la mia personale definizione di ex.

La serata è stata bella: siamo stati imbarazzati, abbiamo riso, abbiamo storto le facce sugli argomenti delicati e bevuto birra.
Abbiamo anche ricordato un po' insieme, tranquilli.

Grazie M, per avermi lasciata sotto casa contenta come non capitava da tanto.






 

7 commenti:

  1. se aveste guardato Richard Benson, la storia sarebbe cambiata.

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  2. oh se riesci a mantenere la serenità di questo ragionamento e a non farlo scivolare nell'angoscia esistenziale più pura, ti stimo tantissimo.
    poi se non ci riesci ti stimo lo stesso perché concordo con il ragionamento sugli ex.

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  3. Sicuro è che colui al quale hai ceduto momentaneamente la vagina non è catalogabile in quanto "ex". Quello che intendo, è che l'"ex" di te almeno sa quanti cucchiaini di zucchero metti nel caffè, o che non ti deve fare il cruciverba di pagina 34 della settimana enigmistica, perchè quella è tua priorità assoluta mentre sei in bagno.
    E ricordare queste cose proprio con lui, a volte aiuta.

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  4. Secondo una mia amica, l'ex è quello a cui la si dava anche gratis.

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  5. Bellissima la storia degli ex catalogati nel metono 'vagina',sono ancora qui a ridere.

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  6. rivedere gli ex è sempre bello
    anche quando non è bello per niente
    chissà perchè

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