lunedì 12 luglio 2010

Nervoso random di vecchiezza.

Ci sono mattinate che partono cariche di buoni propositi quanto e più di un concerto di amiche per L'Aquila e pensi che non berrai tanto caffè,  fumerai poco e studierai bene e che la giornata scorrerà tranquilla nella rasserenante ignavia di uno dei tanti giorni di Luglio.

Invece no.

Invece ti trovi sulle scale del tuo palazzo con a fianco la tua enorme tazza di caffè e i muscoli degli arti inferiori che tremano perché una moka da sei già a metà  si fa sentire e l'astio che segue il ritmo cadenzato degli auguri mentre vengono pubblicati sulla tua bacheca di Facebook da gente che normalmente è raro ti saluti per strada ma che oggi si diletta a trovare il modo più fantasioso per ricordarti come il tuo tempo su questa terra vada esaurendosi facendo a gara di stucchevole originalità.

La prossima volta anziché tutte le infiocchettate varianti possibili di 'Auguri' postatemi per cortesia un video di gruppo in cui date fuoco a flatulenze emesse a ritmo di Happy Birthday to You.
Oppure piantatela.

Oh, e adoro i presenti: collane di acciaio sbrilluccicoso di un pretenzioso finto etnico e bustarelle con qualche soldo da parte di chi non ha lo sbattimento di ricordarsi la data della tua nascita se non come fastidio pari al pagamento dell'ICI sperando che qualcuno cancelli quello e il compleanno dei consanguinei dai doveri personali perché essere parente il più delle volte si riduce a piccoli dazi che mortificano chi li paga e umiliano chi li riceve.

Detesto le cose lucide.
Le odio.
Ho strofinato la faccia sul selciato del cortile per togliere la patina brillante al titanio del piercing - non so rimetterlo da sola -  l'ho limato come Gambadilegno fa ogni tre numeri di Topolino con le sbarre della sua cella e tu che mi conosci da sempre mi regali monili ai quali le pentole di Mastrota invidierebbero la lucente arroganza.

Grazie per il pensiero.

Grazie per il pensiero sto paio di palle: se dovevi limitarti a togliertelo come un fastidioso compito da assolvere potevi non presentarti direttamente.

Uno dei compleanni che ricordo meglio in tutta la mia vita è l'ottavo.

Non perché lo abbia festeggiato - non sono per le ricorrenze - ma perché ricordo bene il regalo di una delle bisnonne paterne.
Quella che all'epoca era viva.
Non perché sia l'ultimo che mi abbia fatto - cioè, sì dopo mi pare sia morta però non è questo il punto - ma per il giornaletto che accompagnava il giocattolo: Cioè girls.

Praticamente Cioè, ma in versione  porno, con un bel racconto erotico nelle pagine centrali.
La nonna lo aveva comprato per arricchire il biglietto d'auguri.

Per anni mi sono chiesta due cose:
- che gusto ci fosse nel farsi strizzare i capezzoli e nell'accoppiarsi a carponi ma con gli il tempo ne sono venuta a capo;
- cosa sia passato per la testa all'edicolante di fiducia di mia nonna.
Forse pensava che lei lo stesse comprando per sé.
O che noi future giovani avessimo bisogno di consigli su come farcela leccare nel più breve tempo possibile per non arrivare impreparate alla pubertà.
Cosa sia esattamente un diaframma me lo chiedo a tutt'oggi.
Non saprei..

Comunque la cosa non mi ha traumatizzata.
Niente ti può traumatizzare dopo la recente lettura di una puntata del "Il Macellaio" pubblicato a inserti su una rivista di infima categoria in cui la protagonista beve ingordamente sperma e specifica un po' contrariata che tra le numerose penetrazioni della giornata nessuna sia stata vaginale.
Ho avuto un ottavo anno interessante.

In fondo gli auguri che oggi mi hanno fatta un po' ridere - a parte quello della mamma del mio ex che sa quanto odi tutto questo -  o almeno non innervosire sono stati quelli dei webconoscenti.

Che ti hanno incrociata da qualche parte, conosciuta un po' e nonostante ripetuti sproloqui come questo sorbiti in mesi e anni hanno ancora voglia di ricordarsi di te e scriverti un cordiale "Buon compleanno".

Incrociando le dita per gli accidenti che loro sanno comunque manderò.


8 commenti:


  1. Spero che qualcuno ti abbia scritto "auguroni".
    perchè mi sento cattivo.
    altrimenti te lo dico io : auguroni!!! (con tre punti esclamativi. doppia odiosità)

    A 8 anni io giocavo con i soldatini. Non sapevo di capezzoli e accoppiamenti.
    Soldatini etero, non i G.I. Joe

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  2. Me lo ricordo quel numero di girls. Ne hanno fatti di migliori.

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  3. avercene di bisnonne così.. 
                                                 :-O

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  4. Ovviamente l'augurio + bello è stato il mio.

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  5. utente anonimo13 luglio 2010 00:52

    Capolavoro.

    PS. L'immagine della nonna che arricchisce il biglietto d'auguri con il Cioè è a dir poco stupenda.!

    Cogitoervovomito.

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  6. Mi fa sorridere il modo in cui scrivi, sei divertente, almeno credo.
    Sul mio blog ho postato il resoconto del concerto.
    grazie per la visita!
    Ciaü! =)

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  7. Ah, cioè in effetti sono un po' cafone... non sono uno di quelli alla facebook, gli auguri te li faccio sentitamente, perchè con l'età sai c'è bisogno di un po' di incitamento da parte del pubblico, qualcuno che ti fa forza e cose così...
    vabè ho capito torno a lavorare,
    ariciaü! =)

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  8. ...chi è nato d'estate ha rodimenti di culo che chi è nato in inverno non può capire.

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