venerdì 9 luglio 2010

Che sciopero cretino.

Per stamattina non ho ancora bevuto caffè, quindi il mio pensiero non è particolarmente acuto e il mio spirito versa ancora in condizioni critiche, ma francamente questa dello sciopero dei giornalisti mi pare una cazzata di proporzioni monumentali.

Noi siamo tanto arrabbiati perché vogliono metterci a tacere.
Quindi iniziamo ad abituarci.
Dov'è il mio ciuccio?
Uè.


A me non cambia granché, le home dei siti dei maggiori giornali sono identiche al solito: un sacco notizie inutili e noiose che nessuno legge mai per intero affiancate da un sacco di notizie inutili e noiose che qualcuno legge distrattamente.
Nel caso di Libero a volte ci sono le parolacce e costantemente un'ignoranza becera che permea la testata.

Se Travaglio non ne stesse parlando da giorni sarebbe lo sciopero meno percepito della storia staccando di due tacche quello dei Cobas degli alluci di Dinamite Bla di Topolinia nel fregasegaometro.
Non siamo un paese che sente la mancanza dell'informazione, al massimo abbiamo nostalgia di Sally Spectra, e i giornalisti dovrebbero farsene una ragione e continuare a martellare le masse e cercare di far la differenza e creare il bisogno dell'informazione.

Sono riusciti a convincerci del fatto che sia assolutamente necessario un cellulare che fa le foto e l'avere addosso un'elegante sciarpina anche con 40°C, insomma qualcosa si potrà pur fare.
Magari scrivere gli articoli su pagine leopardate.

Se fossi una giornalista anziché scioperare scriverei di più oggi, parlerei il doppio e prenderei a randellate sulle palle qualunque parlamentare mi si parasse di fronte, così: per par condicio.

Di sicuro non mi metterei zitta a fumare in silenzio lasciando andare affanculo ancora un po' un settore tra i pochi che i cinesi non ci possono ancora portare via.









13 commenti:

  1. L'unico mio patimento, oggi che c'è sciopero, è che la colonnina di destra "soft hard" sul sito di repubblica non viene aggiornata.

    RispondiElimina
  2. quoto tutto, cribbio!
    Ma anziché scioperare non potevano apparire nudi in video, mettersi un bavaglio leggendo le notizie del tiggì, pubblicare pornografia in prima pagina... insomma un po' di fantasia!

    RispondiElimina

  3. a parte quotare il primo commento sulla colonnina di repubblica volevo dire che non sono d'accordo.

    In un certo senso se si dice che è" sbagliato" protestare contro un bavaglio all'informazione proprio negando l'informazione  per un giorno  si potrebbe anche dire che è scemo per gli operai  non lavorare per un giorno per protestare contro la possibilità di non lavorare più.

    RispondiElimina
  4. Non mi esalta nemmeno lo sciopero industriale, ma mentre quello è a danno di chi procura problemi perché il fermarsi della forza lavoro si ripercuote prima di tutto contro l'azienda, quello dei giornalisti si ripercuote contro i fruitori per primi.

    Nel caso dei giornalisti lo sciopero incarna perfettamente quello che gli si vorrebbe imporre: il silenzio.

    Nel caso degli operai non si realizza quello che l'ente contro il quale si va vorrebbe ottenere.

    RispondiElimina

  5. sì verissimo ma un giorno di silenzio dell'informazione non può invece  far risuonare  di più il  fatto per il quale si sciopera?

    In fondo i giornalisti hanno il potere di scioperare non quello di fare qualcosa  tipo  che ne so " oggi tutto i quotidiani  escono con la prima pagina bianca e di sole 10 pagine in cui si tratta della legge intercettazioni".


    A me piu ancora che  sto divieto a informare preoccupa ancora di piu tutte le limitazioni alle intercettazioni in sede di processo.

    Vorrei  vedere un giorno Abberlusconi in divisa militare e col cappellone. Alla Chavez. Insomma almeno rendiamolo esplicito.

    RispondiElimina
  6. A parte che nessuno vieterebbe alle testate di uscire con la stessa prima pagina e sarebbe una figata, siamo in Italia, quindi anche se in linea di principio avrebbe senso quello che dici tu, qui no.

    Secondo me, ovvio.

    RispondiElimina

  7. lo so che nessuno glielo impedirebbe. Ma il giornale non lo fanno solo i giornalisti ma anche gli editori.

    Oppure semplicemente non ci hanno pensato a un'iniziativa del genere.

    Ah, tra l'altro ti ho fatto rispondere ai commenti.
    Sono fiero di me.

    RispondiElimina
  8. Infatti, ora basta.
    Samai che mi si scambi per una persona socievole.

    Comunque sì, sarebbe una figata.

    Adesso smetto di socievolizzare, è ora del caffè.

    RispondiElimina
  9. Se fossi un giornalista oggi (ieri) avrei scioperato per andare al mare, o fare una passeggiata, o fare il cazzo che mi pare.

    E aspetta che i cinesi nati in italia nell'ultimo decennio arrivino alla maggiore età, prima di cantare vittoria.
    Ci ruberanno tutto.
    tutto.
    Una volta un cinese mi ha fatto la pipì su una ruota della macchina ed io gli ho randellato il muso con un giornale.
    Ecco perchè preferisco i gatti.
    Ecco perchè preferisco che i giornali escano con regolarità.

    RispondiElimina

  10. che ne dici se invece dello sciopero delle cazzate facessero lo sciopero dicendo la verità? un bacio

    RispondiElimina

  11. bisognerebbe cambiare la testa degli italiani!!! i giornali sono pesanti (in ogni senso)! ma chi ce l'ha il tempo di leggere a  fondo un quotidiano?? e poi la maggior parte si tengono in piedi coi fondi statali.... dovrebbero conquistarselo il nostro interesse! D'altra parte, questo sciopero ha delle ottime ragioni anche se forse dovremmo starci noi in piazza!
    un saluto

    RispondiElimina
  12. utente anonimo9 luglio 2010 22:36

    Pienamente d'accordo...Cina invadici!

    RispondiElimina