domenica 13 giugno 2010

Ultima random sigaretta.

Avrei voglia di scrivere, ma non so cosa.

Prima pensavo a quanto siano ridicoli i rapporti con l'altro sesso.
A meno che non si sia omosessuali, in quel caso il nemico porta biancheria intima del tuo stesso colore.

Beh non sono lesbica e ne sono contenta, altrimenti avrei un bel po' di cose da spiegare alla mia fastidiosa voce interiore formata in anni di educazione cattolica.
Già non si capacita del fatto che non creda in Dio, se poi ci mettessi anche tra i piatti preferiti gli umori femminili darei il via ad un conflitto senza precedenti.
Senza contare che anche solo per fare sesso devo prima ubriacarmi, per avere una scusa da portare a questa  coscienza puritana puzzolente d'incenso.

Comunque pensavo: per quanto ci si dica 'Ormai siamo adulti, inutile fare giochini, serve essere sinceri nei rapporti, serve conoscere l'altra persona e lasciarsi conoscere, con tranquillità e in modo sincero' sono tutte cazzate.
'Per far funzionare un rapporto serve essere aperti, semplici, noi stessi'.

Beh proprio per niente, anzi.

Me stessa quando si alza al mattino è inguardabile: arruffata, stanca, intrattabile, a volte con addosso gli stessi abiti della sera precedente e con una decisa nota alcolica che esce dalla bocca.
Non mi si può parlare fino a che una tazza gigante di caffè esercita il suo effetto.
Per quanto mi riguarda in quei momenti è più facile che si ottenga da me un pompino piuttosto che un "ciao".

Me stessa, quando può evitarlo, non ha la minima intenzione di truccarsi, depilarsi, incremarsi, profumarsi, spinzettarsi, mantenere una dieta decente per evitare di diventare obesa.
Non me ne importa un accidente.

Odio dormire in compagnia.
Di notte mi agito, a volte russo, mi alzo, bevo, fumo, accendo il pc, leggo.
E se mi tira il culo mi metto a parlare da sola.

Potrei andare avanti ore.
Ditemi voi quale altro essere umano, sapendo questo potrebbe desiderare d'invitarmi fuori.
Parte del pompino esclusa, intendo.

Quando qualcuno m'interessa, mi anoressizzo per un paio di settimane, mi vesto bene, mi depilo, mi trucco e cerco di essere simpatica e sorridente e preferibilmente un po' stupida così da far sentire questo qualcuno un vero figo.
Ascolto ogni racconto, parlo con un tono più basso e con frasario meno volgare, sono più gentile del solito e smetto quella che è una delle mie occupazioni preferite: trovare i punti deboli delle altrui personalità e calcare la mano fino a mandare l'altro in crisi mistica.
Sono una maga dei primi appuntamenti.

Poi che siano pochi i maschi per cui valga ancora il darsi tanta pena è un altro discorso, ma a parte questo, se qualcuno vi piace
- non fatevi sentire troppo spesso voi per prime: se gl'interessate vi cercherà lui, se non potete fare a meno di cercarlo, fatelo il meno possibile e parlate d'altro
- che gliela diate o meno al primo appuntamento, non scoprite tutti i vostri pezzi forti subito: lasciategli la curiosità
- non date a vedere subito che siete intelligenti: potrebbe non valerne la pena (ammesso che lo siate: la maggior parte delle donne che conosco sono decisamente stupide. Se è il vostro caso, v'invidio)
- lasciategli fare cristiddio l'uomo, piantatela con le stronzate della parità e dell'emancipazione che tanto si sa che un fiore fa felice qualunque gallina vaginodotata
- non aspettatevi che gliene freghi sul serio di tutte le cazzate che vi passano per la testa: scegliete di che parlare.

Se volete leggere altre stronzate simili, comprate top girl.
O Cosmopolitan.

La cosa triste è che hanno ragione: le persone non si conoscono e amano per la propria versione originale.
Ci si piace chimicamente, a pelle.
Può crearsi un'intesa o anche solo una curiosità reciproca così forte da non poter smettere di chiedersi come starebbe l'altro senza biancheria intima sdraiato sopra di voi.
Ci si interessa per quanto possibile della vita di un altro per un po'.
Si adora la parte che l'altro è disposto a recitare per noi.

Tutto questo per dire che "Mi piaci così come sei" in fondo non è un gran complimento.

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