lunedì 21 giugno 2010

Temporeggio smoke free

Non fumo.
In questa mezz'ora intendo.
Oggi preferisco insozzare - o inzozzare? - la tastiera con umido d'albicocca e pensare che mi manca quando ero bambina.
Mica vero, ma alla mia età è appropriato dire queste cose.

Comunque, i bambini sono esseri controversi da trattare.
Ho avuto a che fare spesso con loro, anche se dopo un po' mi annoiano, diciamo attorno ai 15 anni.
Mi affeziono pateticamente, devo ammetterlo.

A 14 anni, essendo cresciuta come fondamentalista cattolica non credente, iniziai a fare la catechista, più una complice che una carnefice nell'attentato al buon senso dei pargoli perpetrato tramite l'insegnamento dei dettami religiosi.
Fungevo da buttafuori impedendo risse, infortuni e fughe mentre la mia "Capa" tormentava i presenti facendo ripetere il Padre Nostro e l'Ave Maria fino allo sfinimento a bambini di sei anni.
Oppure esordiva allegramente con:

- Oggi bambini facciamo un cartellone!

- Sì
- Bello
- Coloriamo?
- 'Stunc' (questo era il bambino che rispondeva a qualunque stimolo dando testate al tavolo)
- Con cosa?

- Tutti facciamo delle beeelle righe dritte e poi ci scriviamo sopra "Ave Maria piena di grazie, il Signore è con te.."

In quell'auletta ho imparato il vero significato dell'espressione "Far cadere le palle".
Iniziai ad odiare quei bambini dal primo giorno.

- Maestra grande!

- Non sono la maestra, comunque la "Capa" ha detto che in questi dieci minuti in cui è uscita dobbiamo finire queste fotocopie che poi lei torna, su: una a testa.

- Hai 30 anni?
- No ne hai 45 come la mia mamma perché sei alta come lei
- 'Stunc'
- Ueeeeeeeeeeeeeeeeè

A fine mattinata io e G. ('stunc') ci davamo solidali testate uno contro l'altra.

Pensate a quali soddisfazioni danno i piccoli pargoli..

Magari portando l'adorabile bionda boccolosa nipotina di 5 anni al bar con voi, che vi rovina la vita abbastanza da dover ricambiare permettendovi di bullarvi di lei in giro, questa mentre siete in coda per la cassa dietro una signora larga in modo evidentemente patologico, prende amabilmente l'iniziativa di farle 'patpat' sulla schiena.

- Signora!
Chiama l'adorabile bambina

- Dimmi bella, che vuoi chiedermi?
Risponde la gentile e mastodontica signora.

L'adorabile bambina sgrana gli occhioni azzurri, sorride e con scientifica curiosità in mezzo a un sacco di persone, chiede.
- Signora perché hai un culo così grande?

Questa mia zia non me l'ha ancora perdonata.







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