giovedì 24 giugno 2010

Nervosa e volgare.

Vaffanculo.
Mal di testa mal di testa mal di testa.
Fanculo.

Dunque, mi piacerebbe che la massa di fighe appassite che appestano il suolo, il web e per quanto ne so - grazie a dio solo quello che racconta mia nonna - i programmi con la D'Urso e Rita dalla Chiesa e l'altra zoccola che non ricordo come si chiama, ci dessero un taglio ad ammorbare il mondo con cazzate che sono più o meno le stesse dal secondo anno di asilo, con la sola differenza che all'asilo arrivi al massimo a rimpiangere che R., il bambino più figo di tutti, non volesse più giocare al dottore con te.
Ah, in quante hanno rimpianto quella tenera mano negli slip rosa decorati con la stampa di Lady Lovely.
R. non tornava sui suoi passi.

Io no, onestamente sono sempre stata una puritana.
Impersonavo l'infermiera e guardavo.
Ognuno ha le proprie perversioni.

Da adulte invece si ricordano con nostalgia le scopate come quella volta che ti aveva presa contro al muro un po' di sorpresa, o l'altra volta in cantina: ubriachi persi con una luce blu che normalmente si trova solo nelle notti dei telefilm per ragazzi.
Quelli su Italia Uno.
Tipo Flipper.

Sono cazzate che alla fine di una storia si passi la maggior parte del tempo a rimpiangere come quel fesso del tuo ex ti fissava, come ti parlava o come rideva con te  quanto era adorabile mentre dormiva.
Certamente per sopportare qualcuno per anni, dev'esserci sotto un momento di deviazione sentimentale che ti fa sorridere di ogni cosa disgustosa dell'altra persona ma ringraziando il cielo e una divinità a scelta tra quelle che lo abitano, poi passa

Ci si lascia, o meglio lui vi lascia, e vi ritrovate al bar, su facebook, nei blog o su qualche rete Mediaset dopo una ridicola sigla di 4 note xilofonate a raccontare tristezza, il vostro lutto, eterna e inconsolabile amarezza e stridente nostalgia.
Personalmente, avete rotto il cazzo.

"Una volta eri con me e ora non ci sei più e sono un angelo alato con le ali spezzate e non so perché non sei qui con me".
Bla bla bla.
Carissima, già il fatto che ti passino per il cervello stronzate simili non piega esattamente a tuo favore.
Se poi quello stesso cervello bacato, rosa demenza che ti ritrovi e quelle unghie laccate di un disgustoso verde simil-Chanel ti portano a confidare/scrivere/sbandierare contenuti di questo tipo, la domanda dovrebbe diventare "Non capisco perché non mi hai abbattuta nel sonno."

Cristo. Basta.

- Io lo amavo e tutto andava bene e avevamo progettato la vacanza e poi andavamo a trovare i miei e poi i suoi e poi a vivere insieme in quell'appartamento e avevo scelto le tende e non capisco perché.. 
- Tesoro, sono con te da due e ore e ho compiuto gli anni 5 volte.
Sei sicura di non poter evincere nemmeno un indizio per comprendere l'assurda e dolorosissima scelta del tuo ex?
- Mmm, no. Forse è solo confuso, forse sotto sotto mi ama ancora..
- No, non penso.

E basta, tutto questo non prosegue in una sensata conclusione.
Ho sonno, voglio un caffè e realizzo ora che da tre giorni scordo le mie pillole.

Basta rompere le palle agli uomini.
E soprattutto, basta romperle a me.

Fine delirio, ora torno a cercare di ricordare chi è stato lo stronzo che l'altro giorno mi ha detto che gli ricordo Tinky Winky.



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