lunedì 14 giugno 2010

Divagonzando.

Vi è mai capitato di avere qualcuno su Skype sulle due e mezza del mattino a cui date inutile supporto morale mentre conclude un lavoro e di perdervi nel frattempo in pensieri tristi come vostra nonna che piange ogni sera perché ha preso l'abitudine di leggere le lettere del marito morto 18 anni fa che le scriveva durante il servizio militare?
A me no, ma non ci tengo.

Gestire quello che si pensa non è sempre facile.
Si divaga continuamente, a zonzo da un pensiero all'altro, dai ricordi passati a progetti futuri.
Basta una distrazione da quello su cui volete concentrarvi che - TAC - siete fottuti.

Un sacco di volte, mentre ero a letto con il mio ex, mi capitava di vagare con la mente e di trovarmi a pensare a come si cucinava quel cinghiale con cipolle che avevo mangiato due giorni prima, per passare alla cedrata tassoni, ai biscotti da té, alla coop, alla signora simpatica dell'ortofrutta, agli zingari fuori dai supermercati, alla situazione di Bucarest etc.
Poi lui è migliorato.

Però capita: a lezione, al lavoro, durante una conversazione noiosa o anche moderatamente interessante, mentre si danno risposte standard in un discorso formale, mentre si aspetta, quando ci si annoia.

Tipo adesso mi è venuto in mente un particolare anatomico di un'amica che non posso scrivere perché nel caso in cui un giorno le facessi leggere questo blog si offenderebbe moltissimo.

Beh non importa: sto già pensando ad altro.

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