giovedì 17 giugno 2010

Di nonne di alcool e di altre sciocchezze

Dovrei smettere di bere.

Questo lo dico dopo una serata passata con mia zia in cortile, da ben prima del tramonto a molto oltre il sorgere delle tenebre, con la discreta compagnia di due mezze bottiglie di bianco un abbondante fondo d'imitazione di Aperol, una bottiglia di rosso che aprire con il coltellino svizzero dopo una mezza bottiglia di bianco a stomaco eroicamente vuoto causa prova costume è stata una sfida che mi ha vista vacillare - ma in seguito dominare -  e mezzo chilo di tabacco.
Oh il tutto poi è proseguito con la scrittura ubriaca di un post per me molto triste - eliminato - e successivamente con una chiaccherata rilassante con un ceffo insonne in Skype che raccontandomi di come aveva rischiato di far fuori la "tizia che mi trombo adesso" causa pericolosissimo succo tropicale e una non nota allergia ai kiwi e aneddoti autoimmuni, tra le altre cose mi ha chiesto quando penso di farmi 4 ore di treno per andargli a fare un pompino.
Di nuovo..?
Troppe pretese, gente.
E dopo ben tre ore di sonno, la sveglia.

Dovrei smettere di bere causa medicinali.

Mi chiedo come il mio medico si aspetti che io possa dare una mano a far fronte all'esondazione adolescenziale di quell'idiota di mia cugina da sobria.

Io e la zia figa - perché parliamone: è seriamente una figaccia - abbiamo passato lì in giardino ore, iniziate con il tentativo da parte mia di cambiare argomento.
Sono settimane che ogni singolo giorno sento parlare solo ed esclusivamente di mia cugina che passa la vita a considerare tutti noi profondamente ingiusti nei suoi confronti.
Continuamente ne discutiamo.
Le stesse, identiche, cose.
Da settimane.

Di questo passo una notte in sonnambula percorrerò i 10 km che separano le nostre camere da letto e la sgozzerò mentre dorme.
Soprattutto perché è l'unico momento in cui non dice "No".
Anche se i rantoli che emette dormendo sospetto siano mugugni di disappunto dovuti al fatto che trovi i suoi sogni profondamente ingiusti nei suoi confronti.

Il punto è che io e la zia figa per la prima volta, dopo un tempo parso interminabile, siamo riuscite ad occupare un buon 30% della quantità inusitata di ore passato assieme parlando d'altro.
Un traguardo che non sarebbe stato raggiunto senza un tasso alcolico imbarazzante nel sangue.

Ma come si può mettere in discussione l'efficacia terapeutica di una maratona etilica?
Noi giovani d'oggi, come ci divertiremmo altrimenti?

Ah, parentesi: questa stronzata che i giovani d'oggi non si divertano senza alcool e droghe è una di quelle cose che non mi va più giù, come il Jack Daniel's dopo un carnevale del 2005.

Perché: quelli di una volta sì?
Mapperfavore.
La mia bisnonna s'è fumata più canapa di un esercito di vegani militanti.
A tutt'oggi, trovandosi 95enne e semiinferma quindi con un sacco di tempo libero - meno quando pianifica un tour in cucina partendo dal salotto: giornata occupata - non fa altro che fumare e bere.

Dice almeno sei nomi di donna prima di capire che sono io, entrata dalla porta per andare a trovarla.
Il numero di persone tra cui dovrebbe al massimo potersi confondere è tre.
L'alcool amplia i suoi orizzonti.

Nella storia tutta la gente che s'è divertita è stata ubriaca e stonata in modo indegno.
Scrittori, musicisti, capi di stato, uomini d'intelletto erano tutti beoni.
I nazisti, mi dicono essere stati persone morigerate.

Ah, è arrivata a prendermi un'amica.
Beh insomma, tutto qui.

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