venerdì 4 giugno 2010

Cos’ho sognato la scorsa notte.

Ho sognato la mia prof di matematica del liceo.
Scoreggiava in modo indegno.
Era talmente aggressiva e costante nelle sue emissioni che io e la mia compagna di banco a metà anno funzionavamo a metano.
Prima fila, di fronte alla lavagna.
Quella donna era un'arma chimica.
Se l'avessero sganciata sulla Germania Nazista la sorti della storia sarebbero cambiate notevolmente.

Ci faccio ancora incubi sopra, e qualche anno ormai è passato.
Poi ho sognato altre cose orribili, ma non voglio ricordare oltre.

Se potessi ricordare tutto come i brutti sogni avrei già diverse lauree e una testa gigantesca.
O solo un gran casino in testa.
Quello c'è già.

Ho perso una partita stasera.
Anzi, più di una, ma quella per salire di categoria brucerà seriamente martedì sera, quando vedrò il mio allenatore.
E anatomicamente parlando, io e le mie compagne saremo inculate a sassate.
Mi consolerò tra Nonciclopedia e Spinoza.it, sempre ammesso che riesca a mettere il pc abbastanza in alto da poterlo usare in piedi.





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