martedì 22 giugno 2010

Cercasi piscina per caffè.

A volte, per quanto tenti d'iniziare la giornata, non ce la fai troppo facilmente.
Dopo la terza ora di tentativi parte la moka da sei e il momento relax.
Del resto c'è chi si stressa ad andare in vacanza, io mi stresso alzandomi dal letto.

Mi stressano anche i buonismi del cazzo.
Non fraintendetemi: sono carina e coccolosa ma ho la straminchiosissima abitudine di voler dire sempre e comunque la mia opinione.
No, lo specifico per un secondo commento buonista nel post sui disturbi alimentari.

Ne conosco solo una di anoressica intelligente.
Le altre sono una massa di deficienti.
Una andava in giro da bambini ciccioni di 9 anni a recitare la parte della contrita e a declamare quanto fosse brutto essere magri.
Un'altra idiota che doveva aver confuso le etichette sulle bottiglie, controllava le fantomatiche calorie dell'acqua salvo poi farsi fuori quasi una bottiglia di pessima grappa e rischiare il coma etilico.
Tra le migliori annovero quella che è stramazzata morta per strada andando in palestra perché aveva esaurito le batterie.

Vuoi ammazzarti? Fallo.
Di certo io come fumatrice non pretendo che ad ogni sigaretta che accendo ci sia qualcuno che mi guardi con lucido occhio compassionevole e mi inciti amichevolmente a smettere o mi tenga la fronte a ogni tiro.
Non ho tempo per preoccuparmi di chi una mano non la vuole.

Poi ci sono le differenze tra disturbi alimentari, bulimia anoressia iperfagia bla bla bla.
Sì anche io ogni tanto leggo i consigli per l'estate di Cosmopolitan.

Stamattina devo essere di cattivo umore e acida perché ho dormito male.
Ho sognato tutta la notte che stavamo pattinando in un edificio che ai piani superiori corrispondeva all'oratorio della mia infanzia mentre nel seminterrato pareva un grande capannone dimesso e all'uscita il cortile ghiaiato di casa di un'amica.

C'erano un po' tutte le persone che frequento, alcune munite di pattini ai piedi e altre no e una squadra di cattivoni da far fuori.
Il problema è sorto quando i cattivoni sono diventati uno solo e tentacoloso, tipo uno dei cattivi di Spiderman.
E noi avevamo degli scettri un po' come le guerriere sailor ma gli scettri funzionavano male e non riuscivamo a trasformarci.

Avete mai provato a difendervi con addosso i pattini e un abito di Intimissimi che non volete sporcare e uno scettro da anime giapponese difettoso?
Mica facile.

E questo tizio se ti prendeva con i suoi tentacoli verdi e lunghissimi poi ti digeriva e amen.
Ai piani superiori si svolgevano nel frattempo i campi estivi dei bambini del paese, tutti con i berretti colorati.

Poi il cattivone si è trasformato, nel cortile, in un uomo molto somigliante al fruttivendolo della mia via e lanciava dardi infuocati dai quali quegli scettri scadenti almeno riuscivano a proteggerci.
Alla fine di quel capitolo compariva un tizio in parte incorporeo, in parte seriamente minaccioso munito di occhio bionico e armato di fucile che, immerso nella ghiaia fino al petto come questa fosse un semplice fluido lentamente si avvicinava al fruttivendolo ex-tentacoluto e lo neutralizzava.

Poi il sogno era lunghissimo e proseguiva mescolando corridoi e aule e fotografie a metà tra sogni precedenti e situazioni reali, e nonni e mamme di amici e cortili che avevo già visto e non so dove.

Ripensandoci, alzarsi dal letto è stata una benedizione.





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