lunedì 28 giugno 2010

Secondo gli inglesi.

Ok, sarà perché il tredicesimo blog che incrocio oggi ne parla, sarà che loggando in Facebook almeno tre link riguardavano questa notizia, sarà che sono alla terza tazza di caffé e inizio a sentire che vi sto lasciando e voglio che le mie ultime parole digitate non siano spese per Fabio Volo, ma ditemi chi è l'idiota che ha deciso che dopo dieci minuti il sesso è noioso.

Uno che non ne fa, ovviamente.
Quantomeno, non in compagnia.

Su, dieci minuti sono niente, ci sta risicata risicata una sigaretta fumata troppo in fretta, una telefonata con un'amica di poche parole, andare in bagno dopo pranzo, il percorso in  bici per arrivare a scuola.
Non so, ci sta una sega in dieci minuti?

Una scopata deve durare un quinto della fila media per pagare bollettini in posta?

Servirebbe anche sapere se per 'sesso' intendono puramente la penetrazione, il dentro e fuori, lo stantuffamento oppure anche il resto.

Nel primo caso potrei quasi dargli ragione, anche se ammetto che è dalle mie prime 5 scopate che non guardo l'orologio: prenderci la mano è un po' noioso, come con la chitarra e mica ci sono degli equivalenti di letto alle canzoni di Ligabue per abbattere la frustrazione dell'iniziale incapacità e volte ci si annoia poi passa.

Ok: se uno non ci sa fare anche 56 secondi di dentro-fuori-dentro-fuori-dentro-fuori diventano irritanti, ma non è di questo che si parla.

Insomma ma che problema è?

Una cosa che mi sono chiesta in quanto non ancora fortunata proprietaria di giochini semoventi, wursteliformi e un po' inquietanti: dopo un po' la stessa vibrazione o rotazione, non viene a noia?
Penso che potrei dimenticare di averlo inserito dopo tre minuti.
Capita anche con alcuni uomini.

Perché mi sa un po' da palloso infilare in orifizi di vario genere oggettistica che ricalca il moto perpetuo sempre in modo identico.
Insomma mi è capitato, non con oggetti inanimati ma con viventi dotati di un impressionante quanto fuori luogo senso del ritmo.
Metronomi praticamente, ottimi per salire oltre il livello Ligabue con la chitarra ma deludenti come soci di nottata.

Altra domande: quanto durano le batterie?
Come si lavano?






Sono andata a leggere uno degli articoli e si conclude dicendo:

"molti credono erroneamente alla fantasia di notti di sesso continuo e prolungato. Speriamo che il nostro studio incoraggi uomini e donne ad avere aspettative più realistiche" 

Grazie mille, non vedo l'ora di circuire in un momento di noia un nerd sfigato che abbia letto l'articolo e che mi scopi puntando la sveglia del suo Casio digitale da collezione per non sfigurare agli occhi di uno studio inglese.

Non so con che gente sia stata a letto questa equipe di studiosi ma un po' mi dispiace per loro.

Per dieci minuti non faccio nemmeno la fatica di abbassare jeans sudaticci o sfilare magliette Abercrombie.
E io che pensavo che a essere sfigati fossero i francesi.

Random notte.


Fabio Volo?

Ma stiamo scherzando?

Dopo una serata passate tra pizze - per motivi di lavoro - e proseguita a casa mia bevendo Ceres e liquore della prozia - alcool puro e albicocche - che non è che sia l'alcool il problema quanto lo shock alimentare, mi viene in mente che odio Fabio Volo.

Non perché non mi piaccia come tizio della radio o attore, insomma non lo so, ma il fatto che scriva libri e libri di patetismi continui indiscriminati e senza soste perché anche la punteggiatura quando la usa lui suona tanto come stronzata proprio mi turba.

Un ultrapensiero d'idiozia incalcolabile.

Non possono metterlo in libreria a fianco a  Jeffery Deaver nonostante mi ammorbi da anni con la stessa minchia di trama, anche perché in quel caso il problema sarebbe semantico e sarebbe del libraio, ma nemmeno vicino al libro di ricette di Suor Germana.

Sarò anche anticlericale ma neanche  lei se lo merita.

Fabio Volo per scrivere un libro si veste come Topolino l'Apprendista Stregone, ritaglia un pizzico di frasi a caso dal Giornale di Barbie, periodi piuttosto lunghi q.b. dalla Pimpa senza disdegnare a tratti un buon Harmony con suoi capoversi migliori e li getta tutti in una scatola da scarpe Nike, si accende una canna, canta due canzoni dei Beatles al contrario infine pesca giulivo stucchevolezze a caso mettendole in fila.

Dopo aver acceso le candele ovviamente.

Oppure si fa una canna e decide di guardare un film, trova nel pc Jurassic Park che lo aveva scaricato non ricorda bene quando e poi stordito in modo indegno partorisce massime sulle donne ed i dinosauri.

Non so come sia meglio immaginarlo a questo punto, ma personalmente vestito da apprendista stregone mi farebbe ridere quindi preferisco.

Secondo me lo sa sul serio che scrive stronzate.
Giuro.

Io e la mia amica non dovremmo andare mai a vivere insieme.

venerdì 25 giugno 2010

La mia idea di post sentimentale.

Ho deciso che sono innamorata.
Ammetterlo è il primo passo.

Sarà anche l'unico, visto e considerato che non ho la minima intenzione di muovere un dito, non mi va per niente di avere un moroso e qualcuno mi fulmini se mi salta in testa l'idea di portare di nuovo a casa un individuo di sesso maschile qualificandolo come accompagnatore personale.

Non ho più il suo numero di cellulare.
Non ho più il contatto facebook.
Non ho intenzione di rintracciarlo in alcun modo.

Ammetterlo è importante per farsela passare in fretta.
Per amore d'onestà non penso di piacergli granché, ma questo è l'ultimo dei problemi.

Il problema è trovare un'insetticida letale per le fastidiose farfalle che impestano il mio stomaco.
Ho tentato di ucciderle con caffè, cotoletta, insalata, caffè, yogurt, latte e biscotti, caffè esattamente in quest'ordine ma  non ha funzionato.

In compenso non mangerò fino a domani sera, con la scusa di digerire scolerò mezza bottiglia di Montenegro, poi un gin liscio poi una vodka liscia poi ammorberò i miei amici maschi che per fortuna sono tanti e poco propensi a queste stronzate parlando loro di Lui e del fatto che non gli piaccio e che per farmi smettere continueranno a farmi bere.

Le farfalle nello stomaco sono quasi invincibili.
Loro.
Il segreto è abbattere lo stomaco.
Stanotte vomiterò ogni ala, ogni singola spiritromba.

Ogni volta che mi presento al bancone di un locale in versione sentimentale per prendere da bere perdo una decina di minuti a spiegare al barista che non sono un'alcolizzata, che a me i superalcolici lisci piacciono e che sono in subbuglio emotivo quindi si dia una mossa a versarmi quello che ho chiesto o si prepari alla dolorosissima narrazione di tutta la mia vita e del perché la mia sfera affettiva sia del tutto disturbata.
Ho ricordi fin da prima dell'asilo.
Spesso finisce che me lo regalano.

Chissà se anche i tre camionisti irlandesi, unici esemplari al mondo oltre a me a bere cose simili suppongo, godono della stessa fortuna.
Magari sì, ammesso che abbiano gli occhi azzurri.

Beh insomma come ogni brava ragazza instabile prendo cotte del tutto insensate per personaggi improbabili.
Questa lista:
- Inaffidabile
- Odioso
- Intelligente
- Volubile
- Infedele
- Annodato
- Emotivamente stitico
- Egocentrico
potrebbe applicarsi tranquillamente a tutte le mie ultime infatuazioni.
A una delle quali calzerebbe anche 'quasi minorenne' ma non specificando la mia di età mi risparmierò, almeno da questo pubblico, ramanzine e accostamenti a personaggi di Beautiful o ad Antonella Clerici.

E anche questo, nonostante sia abbondantemente maggiorenne, è così.

Ogni volta che lo incrocio, pur disprezzandolo per molti aspetti, sorrido.
Qualunque dei nostri discorsi, fosse per me non finirebbe mai.
Potrebbe chiedermi qualunque cosa, io la farei.
Vorrei passare con lui tutto il tempo possibile (compatibilmente con il mio superamento della simbiosi nei rapporti di coppia).

Appunto per questo, adios.
Conoscerti è stato un vero piacere.

giovedì 24 giugno 2010

Sarei dovuta andare a guardare la partita con loro.

mEssere vecchia, universitariamente fallita, mentalmente disturbata e parzialmente repressa a causa di una radicata educazione cattolica, a volte porta momenti di crisi nei quali si dimenticano pillole, si va a funerali e si scrivono pessimi post sui rapporti umani o simili che non si cancellano per onestà intellettuale più verso sé stessi che verso una potenziale ed esigua quantità di lettori, parte della quale curiosamente georgiana.

Poi ci si calma e si fa il punto sul motivo che porta un fottuto blog a essere depositario di frangenti simili.
In parte perché buona parte di quelli che conosco usa me in casi come questo e io per ovvi motivi non posso.
In parte perché a volte si operano scelte nei rapporti che non consentono di scassare continuamente le palle al prossimo essendoci creati un personaggio che non contempla simili patetismi nelle proprie attività sociali.

Tra i diversi gruppi di amici che ho, quello che frequento più spesso è composto nel 98% dei casi da maschi.
Fanno eccezione le situazioni nelle quali si aggiungono le morose di alcuni o le poche altre ragazze facenti effettivamente parte della congrega.

Insomma, essere praticamente l'unica vaginodotata del gruppo porta ad una serie di situazioni ricorrenti:

1- Essere chiamata in causa per qualunque quesito di ordine sessuale.

Trovandosi il sesso a fondamento del 90% dei discorsi, ci si sente parecchio considerate.
La risposta non ha mai importanza: la parte divertente per tutti è l'ascolto della domanda, alla quale seguono risate, pacche sulle spalle, congetture volgari e a volte brindisi.

2- Venire osservata in parte come essere umano alla pari, in parte come organo sessuale con un contorno del tutto trascurabile.
La cosa implica:
- continue proposte a carattere prevalentemente orale, e non parlo di dialettica
- costante osservazione e giudizio della propria forma fisica che oscilla tra 'Oh, sei ingrassata, mi fai un pompino?' e 'Sei in forma, proprio gnocca, mi scopi?'.

3- Essere oggetto di sguardi ammiccanti e orrendi abbracci lascivi dopo il terzo giro di birra.

4- Sorbirsi pettegolezzi da parte dell'opinione pubblica su presunte sordide attività con almeno tre quarti del gruppo.

Tempo fa un compaesano che ora vive negli Stati Uniti ha chiesto a uno dei miei amici su Skype:
"Allora come va con M.? Come non te la fai, dai non dire cazzate".
Fico: pettegolezzo intercontinentale.

Potrei andare avanti ore.
Il bello dei miei amici è che, quando mi vedono giù, affranta e triste solitamente chiedono:
-Che hai fatto? Sei uno straccio

E io rispondo:
- Beh grazie stronzo. Niente, brutto momento

- Ah è per questo che sembri un fantasma? Cazzo truccati, sei inguardabile. Successo qualcosa di brutto? No?Bene, allora vieni e spiegami perché voi stronze non la date mai. E mettiti qualcosa sulla faccia che fai paura.

E mi passa una Ceres, una canna e io sorrido.

Nervosa e volgare.

Vaffanculo.
Mal di testa mal di testa mal di testa.
Fanculo.

Dunque, mi piacerebbe che la massa di fighe appassite che appestano il suolo, il web e per quanto ne so - grazie a dio solo quello che racconta mia nonna - i programmi con la D'Urso e Rita dalla Chiesa e l'altra zoccola che non ricordo come si chiama, ci dessero un taglio ad ammorbare il mondo con cazzate che sono più o meno le stesse dal secondo anno di asilo, con la sola differenza che all'asilo arrivi al massimo a rimpiangere che R., il bambino più figo di tutti, non volesse più giocare al dottore con te.
Ah, in quante hanno rimpianto quella tenera mano negli slip rosa decorati con la stampa di Lady Lovely.
R. non tornava sui suoi passi.

Io no, onestamente sono sempre stata una puritana.
Impersonavo l'infermiera e guardavo.
Ognuno ha le proprie perversioni.

Da adulte invece si ricordano con nostalgia le scopate come quella volta che ti aveva presa contro al muro un po' di sorpresa, o l'altra volta in cantina: ubriachi persi con una luce blu che normalmente si trova solo nelle notti dei telefilm per ragazzi.
Quelli su Italia Uno.
Tipo Flipper.

Sono cazzate che alla fine di una storia si passi la maggior parte del tempo a rimpiangere come quel fesso del tuo ex ti fissava, come ti parlava o come rideva con te  quanto era adorabile mentre dormiva.
Certamente per sopportare qualcuno per anni, dev'esserci sotto un momento di deviazione sentimentale che ti fa sorridere di ogni cosa disgustosa dell'altra persona ma ringraziando il cielo e una divinità a scelta tra quelle che lo abitano, poi passa

Ci si lascia, o meglio lui vi lascia, e vi ritrovate al bar, su facebook, nei blog o su qualche rete Mediaset dopo una ridicola sigla di 4 note xilofonate a raccontare tristezza, il vostro lutto, eterna e inconsolabile amarezza e stridente nostalgia.
Personalmente, avete rotto il cazzo.

"Una volta eri con me e ora non ci sei più e sono un angelo alato con le ali spezzate e non so perché non sei qui con me".
Bla bla bla.
Carissima, già il fatto che ti passino per il cervello stronzate simili non piega esattamente a tuo favore.
Se poi quello stesso cervello bacato, rosa demenza che ti ritrovi e quelle unghie laccate di un disgustoso verde simil-Chanel ti portano a confidare/scrivere/sbandierare contenuti di questo tipo, la domanda dovrebbe diventare "Non capisco perché non mi hai abbattuta nel sonno."

Cristo. Basta.

- Io lo amavo e tutto andava bene e avevamo progettato la vacanza e poi andavamo a trovare i miei e poi i suoi e poi a vivere insieme in quell'appartamento e avevo scelto le tende e non capisco perché.. 
- Tesoro, sono con te da due e ore e ho compiuto gli anni 5 volte.
Sei sicura di non poter evincere nemmeno un indizio per comprendere l'assurda e dolorosissima scelta del tuo ex?
- Mmm, no. Forse è solo confuso, forse sotto sotto mi ama ancora..
- No, non penso.

E basta, tutto questo non prosegue in una sensata conclusione.
Ho sonno, voglio un caffè e realizzo ora che da tre giorni scordo le mie pillole.

Basta rompere le palle agli uomini.
E soprattutto, basta romperle a me.

Fine delirio, ora torno a cercare di ricordare chi è stato lo stronzo che l'altro giorno mi ha detto che gli ricordo Tinky Winky.



mercoledì 23 giugno 2010

Il bicchiere dell’addio.

In fondo sono poche le cose che invidio agli americani.
Mi piacciono i loro campus con le palestre e gli armadietti, il fatto che l'erba si compri con una prescrizione medica e più di tutto le ubriacature da funerale.

Tra un paio d'ore sarò all'ennesimo funerale della mia vita e ancora non mi è chiaro come ci si debba vestire.

Se tutti fossero ubriachi di cibo e vino californiano nessuno ci farebbe caso.
Invece no.
Qui si tratta di un grottesco concorso che culmina nella sfilata finale dopo la quale la piazza conferirà una fascia al Più Compunto, un cero rosso al Più Appropriato e  tre crisantemi al Meglio Vestito.

Come sempre me ne sbatterò altamente le palle, resterò fuori dalla chiesa a fumare perché non tollero luoghi di culto straripanti di persone che conoscevano il defunto esclusivamente da timbri sui documenti in quanto direttore della loro banca e pretendono di togliere spazio a chi è lì per ricordarlo e piangerlo con discrezione, magari farò un salto al bar bevendomi un bicchiere alla sua e di certo non parteciperò al deturpamento di colture in fiore per vederli appassire su una lastra di marmo.

Porterò a R.e famiglia una bottiglia di rosso californiano.



Quanto la vorrei ora una random sigaretta – post di servizio -

Scrivere un post a quest'ora è tra le ultime cose che vorrei fare.
Vorrei fumare.
Qualunque cosa, ma non si può proprio, per una serie di contingenze con le quali non sto ad annoiarvi.

Il punto è che:
- sono un inguaribile bugiarda, per una serie di motivi ma qui nello specifico perché affermo di smettere di parlare di un argomento poi non lo faccio
- non so se tra "un" e "inguaribile" dovrebbe starci un apostrofo per una questione di concordanza tra neutralità di aggettivo e nome
- non so che ho scritto nella frase precedente
- sono decisamente ignorante, specialmente in grammatica o sintassi o quel cazzo che è, specialmente all'una di notte
- perdo spesso il punto di un discorso.

Parte del punto è che non m'importa di essere simpatica ad alcuno e sono razzista e antisemita e ho un peluche gigante a forma di Renzo Bossi in camera e da piccola il Barbie-Ranch al centro della mia stanza gozzovigliava alla faccia della Polly- Riserva Indiana sotto al cassettone.

Chiedere a me di farmi stare simpatiche le anoressiche-bulimiche-similia sarebbe come chiedere a chiunque altro un atto di carità succhiandolo ad un lebbroso.
Anche no.
Almeno: niente salsicce prima dell'orario aperitivo.
Chiedermi di ritenere il credo in un qualche dio qualcosa di ragionevole e sensato sarebbe come pretendere di dare il voto a Silvio.
Non senza prima un lavaggio del cervello.
Etc.

Quindi:
- Non scrivo per fare contento nessuno di voi.
- Chi commenta mi fa piacere indipendentemente, sia che dica che scrivo in modo incredibilmente fighissimo o che mi dia della stronza insensibile.
- Chi non è d'accordo con quello che scrivo può non leggere o farlo e apprezzo comunque ma mettendosi in tasca che le mie rare ed eventuali risposte ai commenti non servono a farsi andar bene un mio post o a rendermi piacevole. Dico quello che mi va di dire.
- 'Stunc' (tributo a G).
- Grazie a Skype e Facebook per ricordarmi i compleanni.

Riconosco di essere un po' acida, dedicherò a questo mio problema qualche post autocommiseratorio cercando ipocrita comprensione e inutili pacche virtuali sulle spalle prima o poi, lo prometto.

Così è.
Punto.

martedì 22 giugno 2010

Cercasi piscina per caffè.

A volte, per quanto tenti d'iniziare la giornata, non ce la fai troppo facilmente.
Dopo la terza ora di tentativi parte la moka da sei e il momento relax.
Del resto c'è chi si stressa ad andare in vacanza, io mi stresso alzandomi dal letto.

Mi stressano anche i buonismi del cazzo.
Non fraintendetemi: sono carina e coccolosa ma ho la straminchiosissima abitudine di voler dire sempre e comunque la mia opinione.
No, lo specifico per un secondo commento buonista nel post sui disturbi alimentari.

Ne conosco solo una di anoressica intelligente.
Le altre sono una massa di deficienti.
Una andava in giro da bambini ciccioni di 9 anni a recitare la parte della contrita e a declamare quanto fosse brutto essere magri.
Un'altra idiota che doveva aver confuso le etichette sulle bottiglie, controllava le fantomatiche calorie dell'acqua salvo poi farsi fuori quasi una bottiglia di pessima grappa e rischiare il coma etilico.
Tra le migliori annovero quella che è stramazzata morta per strada andando in palestra perché aveva esaurito le batterie.

Vuoi ammazzarti? Fallo.
Di certo io come fumatrice non pretendo che ad ogni sigaretta che accendo ci sia qualcuno che mi guardi con lucido occhio compassionevole e mi inciti amichevolmente a smettere o mi tenga la fronte a ogni tiro.
Non ho tempo per preoccuparmi di chi una mano non la vuole.

Poi ci sono le differenze tra disturbi alimentari, bulimia anoressia iperfagia bla bla bla.
Sì anche io ogni tanto leggo i consigli per l'estate di Cosmopolitan.

Stamattina devo essere di cattivo umore e acida perché ho dormito male.
Ho sognato tutta la notte che stavamo pattinando in un edificio che ai piani superiori corrispondeva all'oratorio della mia infanzia mentre nel seminterrato pareva un grande capannone dimesso e all'uscita il cortile ghiaiato di casa di un'amica.

C'erano un po' tutte le persone che frequento, alcune munite di pattini ai piedi e altre no e una squadra di cattivoni da far fuori.
Il problema è sorto quando i cattivoni sono diventati uno solo e tentacoloso, tipo uno dei cattivi di Spiderman.
E noi avevamo degli scettri un po' come le guerriere sailor ma gli scettri funzionavano male e non riuscivamo a trasformarci.

Avete mai provato a difendervi con addosso i pattini e un abito di Intimissimi che non volete sporcare e uno scettro da anime giapponese difettoso?
Mica facile.

E questo tizio se ti prendeva con i suoi tentacoli verdi e lunghissimi poi ti digeriva e amen.
Ai piani superiori si svolgevano nel frattempo i campi estivi dei bambini del paese, tutti con i berretti colorati.

Poi il cattivone si è trasformato, nel cortile, in un uomo molto somigliante al fruttivendolo della mia via e lanciava dardi infuocati dai quali quegli scettri scadenti almeno riuscivano a proteggerci.
Alla fine di quel capitolo compariva un tizio in parte incorporeo, in parte seriamente minaccioso munito di occhio bionico e armato di fucile che, immerso nella ghiaia fino al petto come questa fosse un semplice fluido lentamente si avvicinava al fruttivendolo ex-tentacoluto e lo neutralizzava.

Poi il sogno era lunghissimo e proseguiva mescolando corridoi e aule e fotografie a metà tra sogni precedenti e situazioni reali, e nonni e mamme di amici e cortili che avevo già visto e non so dove.

Ripensandoci, alzarsi dal letto è stata una benedizione.





lunedì 21 giugno 2010

Temporeggio smoke free

Non fumo.
In questa mezz'ora intendo.
Oggi preferisco insozzare - o inzozzare? - la tastiera con umido d'albicocca e pensare che mi manca quando ero bambina.
Mica vero, ma alla mia età è appropriato dire queste cose.

Comunque, i bambini sono esseri controversi da trattare.
Ho avuto a che fare spesso con loro, anche se dopo un po' mi annoiano, diciamo attorno ai 15 anni.
Mi affeziono pateticamente, devo ammetterlo.

A 14 anni, essendo cresciuta come fondamentalista cattolica non credente, iniziai a fare la catechista, più una complice che una carnefice nell'attentato al buon senso dei pargoli perpetrato tramite l'insegnamento dei dettami religiosi.
Fungevo da buttafuori impedendo risse, infortuni e fughe mentre la mia "Capa" tormentava i presenti facendo ripetere il Padre Nostro e l'Ave Maria fino allo sfinimento a bambini di sei anni.
Oppure esordiva allegramente con:

- Oggi bambini facciamo un cartellone!

- Sì
- Bello
- Coloriamo?
- 'Stunc' (questo era il bambino che rispondeva a qualunque stimolo dando testate al tavolo)
- Con cosa?

- Tutti facciamo delle beeelle righe dritte e poi ci scriviamo sopra "Ave Maria piena di grazie, il Signore è con te.."

In quell'auletta ho imparato il vero significato dell'espressione "Far cadere le palle".
Iniziai ad odiare quei bambini dal primo giorno.

- Maestra grande!

- Non sono la maestra, comunque la "Capa" ha detto che in questi dieci minuti in cui è uscita dobbiamo finire queste fotocopie che poi lei torna, su: una a testa.

- Hai 30 anni?
- No ne hai 45 come la mia mamma perché sei alta come lei
- 'Stunc'
- Ueeeeeeeeeeeeeeeeè

A fine mattinata io e G. ('stunc') ci davamo solidali testate uno contro l'altra.

Pensate a quali soddisfazioni danno i piccoli pargoli..

Magari portando l'adorabile bionda boccolosa nipotina di 5 anni al bar con voi, che vi rovina la vita abbastanza da dover ricambiare permettendovi di bullarvi di lei in giro, questa mentre siete in coda per la cassa dietro una signora larga in modo evidentemente patologico, prende amabilmente l'iniziativa di farle 'patpat' sulla schiena.

- Signora!
Chiama l'adorabile bambina

- Dimmi bella, che vuoi chiedermi?
Risponde la gentile e mastodontica signora.

L'adorabile bambina sgrana gli occhioni azzurri, sorride e con scientifica curiosità in mezzo a un sacco di persone, chiede.
- Signora perché hai un culo così grande?

Questa mia zia non me l'ha ancora perdonata.







domenica 20 giugno 2010

Oggi sono contenta che, esistente o meno, ci sia un dio.
Così ho qualcuno con cui prendermela.

Saluti e strofinacci.

Mattinata dimmerda.
Mi sono svegliata vergognosamente tardi e già lo sapevo che sarebbe stato meglio restare a letto bypassando la domenica.
Messaggi arrivati sul cellulare: quattro.

- Caffè alle 11.45?
- Stanotte è morto il papà di R. Aveva 54 anni.
- Hai ricevuto 15 punti Vodafone!
- Ho chiamato alla 20.39. Informazione gratuita.

Detesto i messaggi della Vodafone alla mattina.

Nemmeno quelli che avvisano della morte di papà di amiche mi esaltano, soprattutto se giovani e ammalati da due anni di uno di quei tipi di cancro la cui diagnosi recita più o meno:
"Sei fottuto.
Ti spiego perché: di me col cazzo che ti liberi, io resto qui nella tua testa, ma me la prendo comoda e scavo.
Potrei metterci un anno come cinque, tu non preoccuparti: romperò le palle il giusto solo per ricordarti che ci sono e non lasciare che tu mi faccia sentire solo.
Quando sarà ora della fine te ne accorgerai, ma ti lascio l'agio di scoprire da solo il perché.

Sempre tuo, fino in fondo."

La morte l'ho sempre vista un po' come un controllo Asl: implacabile e rompicoglioni.
Sindacabile in casi rarissimi.
A volte avvisa prima d'invadere, lasciando il tempo di prepararti.
A volte non avvisa e ti prende alla sprovvista inculandoti brutalmente.
Altre volte ti lascia in pace fino a che non abbassi le saracinesche di tua iniziativa e passa solo a farti firmare poche carte.

Sono cresciuta in una panetteria e ho sempre avuto una certa avversione per l'Asl.

Mi dispiace per R.
E per la sua mamma e per suo fratello.
Sono loro rimasti soli.
Ma hanno le palle, questo sì.

Poi mi è arrivato un inquietante messaggio:
- che cosa fai
senza punteggiatura, da un numero sconosciuto.
Ho pensato alla mafia russa perché sono arrivata alla fine della terza serie di Gossip Girl.
Lo chiamo e risponde una vocetta divertita
"Chi sei?"
"E."
"E. chi?"
"Tua sorella, questo qui è il mio nuovo numero!"
"Ma hai 10 anni.."
"E quindi?"
"Quindi niente abbreviazioni, usa la punteggiatura, e metto giù che ho pochi soldi".

Come cambiano i tempi.. io a 10 anni avevo il Grillo Parlante, un saccente gioco elettronico per sviluppare non so quali attitudini, non un cellulare.

Certe cose invece non cambiano mai come il non sapere quali parole usare quando capita che qualcuno che sarebbe stato meglio di no, piega gli stracci.
Alla fine, non c'è mica niente da dire.

merda.





 



sabato 19 giugno 2010

Così è andata, amen.

Pare che il turgore mediatico abbia smesso di vergare la sante terga della santa sede.
La collezione estiva delle notizie in effetti è monopolizzata dai mondiali di calcio.

Ma così, a mente fredda, mi pare che un bel casino si sia mosso.
Voglio dire: se persino mia nonna ha deciso di non dar più loro l'8 per mille significa che i media sono riusciti a far passare che i preti l'hanno fatta proprio grossa.
Sì, fare il culo a quantità spropositate di bambini lo è.

Comunque mia nonna, che sente la vecchiaia, sta vivendo un momento di coming out notevole.
Voi non potete capire, ma lei è una di cui le mie amiche alla veneranda età di 25 anni hanno ancora paura - non poca - che adesso si lascia raramente domare e che con uno sguardo ti gela, è un po' acida e ha un concetto di 'taboo' che abbraccia più o meno qualunque cosa e l'altro giorno girava per casa sostenendo a gran voce che se potesse tornare indietro 'sto paio di palle che aspetterebbe il matrimonio per consumare.
Oggi per la prima volta abbiamo preso l'aperitivo insieme.
Ci abito insieme da 9 anni.
Mi sento destabilizzata.


Dicevo, mi dispiace che questa situazione metta un po' in cattiva luce i preti in generale perché la maggior parte di quelli che ho conosciuto io sono in gamba.

Di uno ero proprio innamorata: ci sono cresciuta e ci ho costruito sopra il complesso di Eletta.
Era un giovane fondamentalista, decisamente stronzo, a tratti sadico. E svizzero.
Avrebbe messo in punizione un talebano e se mai incontrerà Dio in persona - o tutti e tre - penso che qualcosetta da recriminare la troverà.

Mi ha cresciuta, praticamente.
Sotto il suo mandato nella nostra chiesa sono entrati in seminario e noviziato una quantità incredibile di ragazzi.
Usciti tutti alla spicciolata con la coda tra le gambe - e una gran voglia di trombare penso - negli anni successivi.

Lui non mi voleva perché era un prete nerd e ligio e aveva un sacco di strafighe innamorate di lui che ci provavano ma non voleva nemmeno loro e nemmeno alcuni uomini che si erano innamorati di lui e quando avevo 14 anni partì per l'Africa riuscendo a imporre la sua dottrina incazzatissima anche lì andando a litigare con il figlio del capovillaggio che in tutta risposta gli scaricò dietro una mitraglietta.
Ma non lo prese.

A volte sembra che nel terzo mondo un po' se la cerchino di essere trattati da coglioni: arriva uno che ti plagia il popolo armato solo di Bibbia e di stupefacente autorevolezza e tu non riesci ad ammazzarlo avendo a disposizione un mitragliatore. 

Uno sfigato così non sopravviverebbe alla fila davanti alle bancarelle della frutta al mercato.
Perirebbe sotto i tacchi delle miriadi di sciure in lotta per le albicocche a 1.50 euro al Kg.
Continua a giocare alle guerre tribali piccolo, qui non c'è niente per te.

Comunque i traumi che posso attribuire a questo prete sono:
- è partito quando avevo 14 anni e ho pianto mesi
- ero innamorata platonicamente di lui mentre lui non mi amava 
- mi ha fatta scarpinare per cime di monti a ripetizione ignorando bellamente i miei deficit respiratori.

Vabè comunque alla chiesa 'sta cosa farà un baffo, come tutto il resto più o meno.
Passerà.

E adesso basta, cazzo ci faccio al sabato sera a parlare di preti su uno squallido blog?

venerdì 18 giugno 2010

Troppe random sigarette

Ok.
Fumare 8 sigarette di fila per poter procastinare con la scusa "Fumo questa e inizio" lo studio ha una serie di controindicazioni notevoli.
La peggiore è però la più disgustosa: sto per vomitare.

Se c'è una cosa che non tollero è vomitare.
Da sobria.
Da ubriaca lo trovo quasi divertente.
Ma mai quanto cercare di centrare con il getto della pipì la feritoia tra la cabina dell'ascensore ed il piano.
Il piano era il mio, ma non ricordo questo fatto, anche se mi hanno detto essere accaduto.
Comunque sono certa di essermi divertita un sacco.

Leggevo ieri, in giro per blog, di 'ste tipe che poverelle non stanno mica bene e per non so quale motivo si sentono in dovere di rendere partecipe al mondo di quante volte melanconicamente rimettono in una giornata, di quanto voracemente mangiano, di come fanno a espellere forzatamente quello che hanno trangugiato, di quanto pesa la loro sudata cacca etc.

A rischio di sembrare insensibile - cosa che non avete idea di quanto mi affliggerebbe - vorrei palesare un pensiero: siete seriamente disgustose.
Ma piantatela.


Sarà che non ho mai tollerato i disturbi alimentari perché ogni singola ragazza affetta che ho conosciuto è terribilmente insopportabile che io e il mio grosso culo non riusciamo a sentirci solidali.
La mia pancia alcolica a tratti si anima giusto per ridere un po' di loro, del loro costato sporgente, del loro sterno arrogante.

Però mi chiedo una cosa: pesate la cacca con la bilancia da cucina?
Interrogativo che mi porto dietro da quando vidi una vecchia puntata di CSI Las Vegas.

Insomma fatevi un giro da Ikea, senza per forza comprare le polpette con la marmellata di mirtilli, imparatevi a memoria il codice fiscale vostro e delle vostre amiche, decidete da che parte schierarvi tra i pro e contro Beppe Grillo, elaborate un vergognoso profilo su Badoo, partecipate ad un contest contro le Ferrovie dello Stato ma perdio smettetela di essere rivoltanti.

Le mie amiche psicologhe inorridiscono di fronte a questo pacato approccio alla vita, tranne una.
L'adoro.
Ha fatto un tirocinio universitario presso una clinica per gente con 'sti problemi e se ho capito bene ha passato metà del tempo a insultare le degenti.
Questo è uno dei motivi per cui rimpiango di non aver studiato psicologia.

Tutto quello che ho scritto sopra sono i motivi per cui il resto del mondo sta ancora tirando sospiri di sollievo.


In verità vi dico.

La verità è una di quelle contingenze, come mettere la matita marrone nel margine superiore della palpebra o spinzettarsi le sopracciglia, alle quali dato che ci si vuole ostinare, o s'impara a fare il callo o si risolverà sempre e comunque in un mare di lacrime.
Ai più il mio consiglio è lasciate perdere.

Mia nonna è una pasionaria della verità.
Fondamentalmente perché è stronza.

Ma stronza e sincera sono sinonimi un numero di volte molto più alto di quanto la nostra benpensante ipocrita e sadica trasparenza  ci permetta di pensare.
La sincerità è oggettivamente positiva e utile molto, molto raramente.

- Nonna come mi sta questo abito?

- Ah, t'um pér n'imbezélla, mò cùs'éel cal lavurir? E guéerda clà panza c'at ghét.. magna ben manc...
(Ah mi sembri un imbecille, ma cos'è quel coso? E guarda che pancia che hai.. mangia ben meno)

Etc etc etc - bla bla bla -, ma io da quel punto ero già uscita di casa per recarmi dal mio a tratti viscido amico barista a bere un caffè, fumare sei sigarette e sentirmi dire che sono assolutamente trombabile e che sto benissimo qualunque cosa mi metta.



giovedì 17 giugno 2010

Di nonne di alcool e di altre sciocchezze

Dovrei smettere di bere.

Questo lo dico dopo una serata passata con mia zia in cortile, da ben prima del tramonto a molto oltre il sorgere delle tenebre, con la discreta compagnia di due mezze bottiglie di bianco un abbondante fondo d'imitazione di Aperol, una bottiglia di rosso che aprire con il coltellino svizzero dopo una mezza bottiglia di bianco a stomaco eroicamente vuoto causa prova costume è stata una sfida che mi ha vista vacillare - ma in seguito dominare -  e mezzo chilo di tabacco.
Oh il tutto poi è proseguito con la scrittura ubriaca di un post per me molto triste - eliminato - e successivamente con una chiaccherata rilassante con un ceffo insonne in Skype che raccontandomi di come aveva rischiato di far fuori la "tizia che mi trombo adesso" causa pericolosissimo succo tropicale e una non nota allergia ai kiwi e aneddoti autoimmuni, tra le altre cose mi ha chiesto quando penso di farmi 4 ore di treno per andargli a fare un pompino.
Di nuovo..?
Troppe pretese, gente.
E dopo ben tre ore di sonno, la sveglia.

Dovrei smettere di bere causa medicinali.

Mi chiedo come il mio medico si aspetti che io possa dare una mano a far fronte all'esondazione adolescenziale di quell'idiota di mia cugina da sobria.

Io e la zia figa - perché parliamone: è seriamente una figaccia - abbiamo passato lì in giardino ore, iniziate con il tentativo da parte mia di cambiare argomento.
Sono settimane che ogni singolo giorno sento parlare solo ed esclusivamente di mia cugina che passa la vita a considerare tutti noi profondamente ingiusti nei suoi confronti.
Continuamente ne discutiamo.
Le stesse, identiche, cose.
Da settimane.

Di questo passo una notte in sonnambula percorrerò i 10 km che separano le nostre camere da letto e la sgozzerò mentre dorme.
Soprattutto perché è l'unico momento in cui non dice "No".
Anche se i rantoli che emette dormendo sospetto siano mugugni di disappunto dovuti al fatto che trovi i suoi sogni profondamente ingiusti nei suoi confronti.

Il punto è che io e la zia figa per la prima volta, dopo un tempo parso interminabile, siamo riuscite ad occupare un buon 30% della quantità inusitata di ore passato assieme parlando d'altro.
Un traguardo che non sarebbe stato raggiunto senza un tasso alcolico imbarazzante nel sangue.

Ma come si può mettere in discussione l'efficacia terapeutica di una maratona etilica?
Noi giovani d'oggi, come ci divertiremmo altrimenti?

Ah, parentesi: questa stronzata che i giovani d'oggi non si divertano senza alcool e droghe è una di quelle cose che non mi va più giù, come il Jack Daniel's dopo un carnevale del 2005.

Perché: quelli di una volta sì?
Mapperfavore.
La mia bisnonna s'è fumata più canapa di un esercito di vegani militanti.
A tutt'oggi, trovandosi 95enne e semiinferma quindi con un sacco di tempo libero - meno quando pianifica un tour in cucina partendo dal salotto: giornata occupata - non fa altro che fumare e bere.

Dice almeno sei nomi di donna prima di capire che sono io, entrata dalla porta per andare a trovarla.
Il numero di persone tra cui dovrebbe al massimo potersi confondere è tre.
L'alcool amplia i suoi orizzonti.

Nella storia tutta la gente che s'è divertita è stata ubriaca e stonata in modo indegno.
Scrittori, musicisti, capi di stato, uomini d'intelletto erano tutti beoni.
I nazisti, mi dicono essere stati persone morigerate.

Ah, è arrivata a prendermi un'amica.
Beh insomma, tutto qui.

mercoledì 16 giugno 2010

Abbi pietà di noi.

Gli adolescenti sono stati mandati dal cielo per punirci.
La Bibbia non ne fa menzione ma ho buoni motivi per credere che non ci abbiano detto tutto.

In ogni caso non sono credente, ma trovo profondamente ingiusto che le scritture ti consolino su calamità come cavallette, governanti infami e carestie e tralascino gli adolescenti.
Ma gli autori probabilmente erano alle prese con figli 14enni che pretendevano il mulo per andare a sballarsi in branco all'oasi più vicina e hanno tralasciato quella parte.

Ogni ragazzino che supera la pubertà rappresenta il peggio di quanto quell'individuo conterrà per sempre.
Poi i difetti s'imparano a gestire, le facciate vengono costruite, una graditissima ipocrisia compare.
Ma per qualche fottutissimo anno, tutta la stronzaggine di un adulto deve essere gestita con i primordiali strumenti di un bambino.

Maledetto il giorno in cui siamo diventate una famiglia unita.

Oltretutto in casa ci troviamo una femmina adolescente.
Fosse un maschio la si risolverebbe tollerando alla peggio qualche parolaccia, un ostinato mutismo e l'espressione di merda tipica dell'età.
Controllate: è la stessa che la Perego usa quando finge di preoccuparsi di qualche caso umano nelle sue rivoltanti trasmissioni senza però riuscire a celare lo schifo verso la gente comune, mista alle sopracciglia corrugate della D'Urso quando s'impegna per partorire un pensiero.
Ne ottiene ecatombi più che aborti, ma apprezzo lo sforzo.

Le affabili donnine invece, se hanno la fortuna di essere guardabili, all'inizio della fase di vita peggiore di tutta la famiglia, sono generalmente piccole lolite sculettanti e atteggiate, calate in personaggi drammatici, convinte di essere sottoposte a soprusi e ingiustizie, incomprese, non considerate, abbandonate, sole.
Magari.

- Piantala di montarti con quel brutto rozzo di cinno che hai scelto come moroso in piazza, pare che vi dobbiate ingoiare la faccia a vicenda. Siate più discreti.
- Mappèrchèchehofattotunoncapiscinientenonsoalloraincatenatemichehofattodimale. Iovogliouscireevoglioquellescarpeeperchénonpossotornarepiùtardi...

- Dopo scuola torna a casa che alle tre dobbiamo andare
- Mappèrchèchehofattotunoncapiscinientenonsoalloraincatenatemichehofattodimale. Iovogliouscireevoglioquellescarpeeperchénonpossotornarepiùtardi...

- Mi passi il sale?
- Mappèrchèchehofattotunoncapiscinientenonsoalloraincatenatemichehofattodimale. Iovogliouscireevoglioquellescarpeeperchénonpossotornarepiùtardi...
NESSUNOMICAPISCE.

No è che ti detestiamo tutti.
Fine del problema.

La Femmina Adolescente Bellina è quanto di peggio ti possa capitare nell'albero genealogico.
Te la ricordi da neonata, da bimba dolce e timida, da educata signorina, poi un giorno ti ritrovi una stronzetta blaterante e insopportabile.

Ah ma io me le sto segnando tutte, e presenterò il conto per le ore perse a parlare, mediare, spiegare, ascoltare lei la mamma il papà la nonna e le zie, il moroso di lei, le opinioni della mamma del moroso di lei.
Tutto questo un giorno sarà ampiamente ripagato.
Soprattutto perché non serve a un cazzo.

Bisognerà solo decidere la valuta.
Di questo passo, antidepressivi.

martedì 15 giugno 2010

Altra random sigaretta.

Se anche voi, come me, vivete la gioia infinita di abitare in un paesello con ambizioni cittadine, avrete presente la mescolanza tra vecchie famiglie radicate da sempre nel territorio e chiassoso viavai di nuovi esponenti del mènage locale.

Ci sono cresciuta in questo ambiente, ormai lo do per scontato e sto alle regole.
Nemmeno mi dispiace.
Tranne quando non mi va.

Non sopporto per esempio, il fatto che tutto noi vecchie famiglie di qui, siamo connesse da un ipocrita filo conduttore, separate da gradini che identificano il nostro status sociale le une rispetto alle altre e condite e mescolate con qualche sano scandalo di tanto in tanto, che smuove sdegnosi commenti giusto per permettere a vecchie rugose zoccole e giovani puttanelle di storcere il naso, tenendo così allenata la faccia a poter manifestare almeno un'espressione che non sia l'inutilità.

Le vedo camminare per strada le giovani, regine di un pianeta tutto loro con adepte inconsapevolmente volontarie che si sono semplicemente accodate alla logica perversa che dice loro di sottostare.
E le loro splendide famiglie, mai state sulla bocca di tutti, con le loro perfette madri e i loro perfetti cagnolini.
Pensando a una di queste mie coetanee in particolare, mi trovavo a chiedermi dove fosse il padre e perché comparisse così raramente.
Poi ho capito dov'era.
A trombare mia madre, mai riso tanto.

Eh, adorabili le regine del glam rurale.
Si sposano con cerimonie imbarazzanti per lo sfarzo con le amanti dei neomariti tra gli invitati e fresche di due colpi da parte del testimone di lui.
Il testimone era mio padre.
Scherzo: era un amico.

E le vecchie, fuori dal mio giro di pari ma delle quali conosco perfettamente i trascorsi e i presenti disgustosi intrallazzi.
Si permettono di giudicarti.
La cosa irritante è che sono talmente stupide da servirti su un piatto d'argento il modo ideale per smaccarle.
Non c'è gusto.
"Cara mi hanno detto che la tua scelta universitaria non sia delle più felici. Beh non importa: in fondo a una come te a che serve un pezzo di carta?" con un sorriso talmente pieno di denti che avrei giurato ce ne fosse qualcuno di troppo.
"Sì vero. Piuttosto resto a fare la barista. A te invece le tazzine non ci stavano in mano che hai finto per tre anni di esserti laureata? Oh, come stanno i tuoi genitori, hanno ricominciato a rivolgerti la parola?".
Che tristezza.

A 50 anni cercare di punzecchiare qualcuno che ne ha la metà senza motivo, su un argomento dove sai che devi tacere. Che noia.

E adesso scendo al solito bar, a prendere il solito caffè e a fumare la solita sigaretta.
E vediamo chi s'è trombata mia madre stavolta.

Non sempre s’indovina e come si fa a pareggiare?!

Non sempre si riesce a capire e ottenere quello che si vuole.

Capita che una figlia se ne esca con qualcosa che da lei non vi sareste mai aspettati, che vi troviate a covare desiderio verso persone per cui non l'avreste mai pensato possibile, che quello in cui avevate creduto per anni d'improvviso si smonti in pezzi non più assemblabili.

Beh chissenefrega: non sono persone solo quelli che amano rompervi le palle con problemi che nemmeno Dawson si era mai posto.
Anche voi siete persone.

Chi vi da pena prima o poi se ne accorgerà.
Nel caso in cui non lo faccia, è questa persona ad averci perso, non voi.

Se siete invece voi, massa di masochisti senza cervello, ad autocostruirvi le vostre croci, beh buon lavoro e in bocca al lupo.
Spero vi vengano dritte.

Poi sulla partita volevo dire, ma come si fa a pareggiare con una squadra così?
Spero che Buffon avesse la vendetta di Montezuma.

lunedì 14 giugno 2010

Oh ma che due palle ‘sto Luttazzi.

Ha copiato, dichiarando espressamente e arrogantemente il contrario e ci ha fatto una gigantesca figura di merda, fine.

Questo omuncolo nevrotico balbuziente e pieno di tic ci ha presi per il culo alla grande, giocando anche facile dato che i vari dai quali ha preso le battute sono (o erano) per lo più sconosciuti in Italia.

Oh cazzi suoi.
Cioè chissenefrega.
Non mi ha mai esaltato particolarmente, amavo alcune battute dei suoi spettacoli.
Di Hicks e Carlin.
O forse è più corretto dire che amavo file di battute dei suoi spettacoli, minuti su minuti.
Di Hicks e Carlin.
Balbuzie esclusa.
Curioso il suo concetto di "Citazione".
Quindi io potrei decidere di prendere un libro di Moccia, aggiungere qualcosa come tre capitoli di roba intelligente e tentare di venderlo oltreoceano accodandomi alla visione del Nostro di "Citazione".
Fico.

Almeno mi ha tolto il giogo di doverlo reputare divertente nonostante l'odio che quell'esserino a mezza via tra un gatto attaccato alle palle e Gollum mi ha sempre suscitato.

La cosa più divertente è la sua difesa, basata su uno smanettamento così potente al suo blog da meritare una denuncia per stupro. Un noob decisamente: le modifiche da qualche parte restano, siamo online.
L'equivalente reale è Alfonso Signorini: in un modo o nell'altro se vuole le porcate le viene a sapere.
Poi le racconta alla Toffanin.
E lei le dice a tutti.
Stesso meccanismo.
Andare a pretendere di aver fatto partire un giochetto nel 2005 e averlo specificato dopo 5 anni mi pare pretendere un po' troppo, per quanto il suo pubblico si possa definire selezionato..

Insomma basta: chi vuole continuare a seguirlo lo segua, chi è rimasto disgustato non lo segua più, fine del problema.

Io personalmente lo ringrazio.
A mai più.

Divagonzando.

Vi è mai capitato di avere qualcuno su Skype sulle due e mezza del mattino a cui date inutile supporto morale mentre conclude un lavoro e di perdervi nel frattempo in pensieri tristi come vostra nonna che piange ogni sera perché ha preso l'abitudine di leggere le lettere del marito morto 18 anni fa che le scriveva durante il servizio militare?
A me no, ma non ci tengo.

Gestire quello che si pensa non è sempre facile.
Si divaga continuamente, a zonzo da un pensiero all'altro, dai ricordi passati a progetti futuri.
Basta una distrazione da quello su cui volete concentrarvi che - TAC - siete fottuti.

Un sacco di volte, mentre ero a letto con il mio ex, mi capitava di vagare con la mente e di trovarmi a pensare a come si cucinava quel cinghiale con cipolle che avevo mangiato due giorni prima, per passare alla cedrata tassoni, ai biscotti da té, alla coop, alla signora simpatica dell'ortofrutta, agli zingari fuori dai supermercati, alla situazione di Bucarest etc.
Poi lui è migliorato.

Però capita: a lezione, al lavoro, durante una conversazione noiosa o anche moderatamente interessante, mentre si danno risposte standard in un discorso formale, mentre si aspetta, quando ci si annoia.

Tipo adesso mi è venuto in mente un particolare anatomico di un'amica che non posso scrivere perché nel caso in cui un giorno le facessi leggere questo blog si offenderebbe moltissimo.

Beh non importa: sto già pensando ad altro.

domenica 13 giugno 2010

Ultima random sigaretta.

Avrei voglia di scrivere, ma non so cosa.

Prima pensavo a quanto siano ridicoli i rapporti con l'altro sesso.
A meno che non si sia omosessuali, in quel caso il nemico porta biancheria intima del tuo stesso colore.

Beh non sono lesbica e ne sono contenta, altrimenti avrei un bel po' di cose da spiegare alla mia fastidiosa voce interiore formata in anni di educazione cattolica.
Già non si capacita del fatto che non creda in Dio, se poi ci mettessi anche tra i piatti preferiti gli umori femminili darei il via ad un conflitto senza precedenti.
Senza contare che anche solo per fare sesso devo prima ubriacarmi, per avere una scusa da portare a questa  coscienza puritana puzzolente d'incenso.

Comunque pensavo: per quanto ci si dica 'Ormai siamo adulti, inutile fare giochini, serve essere sinceri nei rapporti, serve conoscere l'altra persona e lasciarsi conoscere, con tranquillità e in modo sincero' sono tutte cazzate.
'Per far funzionare un rapporto serve essere aperti, semplici, noi stessi'.

Beh proprio per niente, anzi.

Me stessa quando si alza al mattino è inguardabile: arruffata, stanca, intrattabile, a volte con addosso gli stessi abiti della sera precedente e con una decisa nota alcolica che esce dalla bocca.
Non mi si può parlare fino a che una tazza gigante di caffè esercita il suo effetto.
Per quanto mi riguarda in quei momenti è più facile che si ottenga da me un pompino piuttosto che un "ciao".

Me stessa, quando può evitarlo, non ha la minima intenzione di truccarsi, depilarsi, incremarsi, profumarsi, spinzettarsi, mantenere una dieta decente per evitare di diventare obesa.
Non me ne importa un accidente.

Odio dormire in compagnia.
Di notte mi agito, a volte russo, mi alzo, bevo, fumo, accendo il pc, leggo.
E se mi tira il culo mi metto a parlare da sola.

Potrei andare avanti ore.
Ditemi voi quale altro essere umano, sapendo questo potrebbe desiderare d'invitarmi fuori.
Parte del pompino esclusa, intendo.

Quando qualcuno m'interessa, mi anoressizzo per un paio di settimane, mi vesto bene, mi depilo, mi trucco e cerco di essere simpatica e sorridente e preferibilmente un po' stupida così da far sentire questo qualcuno un vero figo.
Ascolto ogni racconto, parlo con un tono più basso e con frasario meno volgare, sono più gentile del solito e smetto quella che è una delle mie occupazioni preferite: trovare i punti deboli delle altrui personalità e calcare la mano fino a mandare l'altro in crisi mistica.
Sono una maga dei primi appuntamenti.

Poi che siano pochi i maschi per cui valga ancora il darsi tanta pena è un altro discorso, ma a parte questo, se qualcuno vi piace
- non fatevi sentire troppo spesso voi per prime: se gl'interessate vi cercherà lui, se non potete fare a meno di cercarlo, fatelo il meno possibile e parlate d'altro
- che gliela diate o meno al primo appuntamento, non scoprite tutti i vostri pezzi forti subito: lasciategli la curiosità
- non date a vedere subito che siete intelligenti: potrebbe non valerne la pena (ammesso che lo siate: la maggior parte delle donne che conosco sono decisamente stupide. Se è il vostro caso, v'invidio)
- lasciategli fare cristiddio l'uomo, piantatela con le stronzate della parità e dell'emancipazione che tanto si sa che un fiore fa felice qualunque gallina vaginodotata
- non aspettatevi che gliene freghi sul serio di tutte le cazzate che vi passano per la testa: scegliete di che parlare.

Se volete leggere altre stronzate simili, comprate top girl.
O Cosmopolitan.

La cosa triste è che hanno ragione: le persone non si conoscono e amano per la propria versione originale.
Ci si piace chimicamente, a pelle.
Può crearsi un'intesa o anche solo una curiosità reciproca così forte da non poter smettere di chiedersi come starebbe l'altro senza biancheria intima sdraiato sopra di voi.
Ci si interessa per quanto possibile della vita di un altro per un po'.
Si adora la parte che l'altro è disposto a recitare per noi.

Tutto questo per dire che "Mi piaci così come sei" in fondo non è un gran complimento.

sabato 12 giugno 2010

Anche no.


Odio essere toccata.
Detesto il contatto fisico in generale: non mi piacciono gli abbracci degli amici, le spalle di sconosciuti che scontrano le nostre sui mezzi pubblici, il contatto tra mani che capita reggendosi ai sostegni dei tram, stringere mani, prendere a braccetto. Baci di saluto, a parenti e amici compresi, li trovo ripugnanti.

Mi lascio toccare o da chi mi ha presa per sfinimento dopo anni di lamentele per la mia freddezza, o a chi mi porta a letto.
In alcuni casi i due profili coincidono, ma è raro.
Quando capita di fare sesso, evitare il contatto fisico risulterebbe quantomeno maleducato.
Comunque quelli con cui lo faccio, per un tempo immediatamente precedente e poco successivo a inizio e fine frequentazione, possono toccarmi.

Non tollero nemmeno quelli che ti parlano frapponendo tra sé e te una misura di spazio che chiamare "distanza" appare decisamente utopico.
La cosa è fastidiosa per diversi motivi, inutile elencare le ovvietà del lasciare spazio etc.
Dico solo che sono astigmatica e ipermetrope, e che stare a distanza ravvicinata con facce e fiati altrui oltre a essere rivoltante, mi fa venire mal di testa perché non ci vedo un cazzo.
Odio profondamente quelli che sputano in quanto trovo la saliva la più disgustosa delle secrezioni ("E come fai con il sesso, con i baci?". Lì è tollerabile, a patto che non se ne abusi) soprattutto se fredda.

Poco fa sono fuggita ad un agguato che un amico mi ha fatto per estorcermi un'informazione.
Mi ha abbracciata per almeno 4 minuti e stanotte avrò gl'incubi.
E poi niente: non mi ricordo dove volevo andare a parare.

I borseggi sotto casa.

L'altra sera, dopo una partita, le mie compagne mi hanno accompagnata vicino casa.
Dopo pochi metri sarebbero state fermate da una ragazza in lacrime appena stata scippata da tre loschi figuri armati con passamontagna addosso.

Le mie compagne sono state molto gentili, l'hanno accompagnata dalle sue amiche poi a prendere la copia delle chiavi dell'auto dato che le originali le erano state sottratte con la borsa.

La prima cosa che ho pensato è stata: "Cazzo con 'sto caldo degli scippatori si mettono il passamontagna?".
Poi ho pensato che, per il paese nel quale vivo, o a 'sti tre era andata male una rapina monumentale e volevano rifarsi terrorizzando la popolazione locale - cosa che avrei trovato quasi rispettabile - o che ce l'avevano con quella tipa in particolare e che il gesto fosse deliberatamente architettato per fargliela fare sotto.

Non so.

Sta di fatto che la sera immediatamente successiva abbiamo giocato l'ultima partita di campionato e non avendo voglia di andare a ballare con la squadra mi sono aggregata ad altre amiche in una baracchina del paese.
Dopo un po', fisicamente distrutta da due incontri a meno di 24 ore di distanza, mi avvio a casa, trovandomi a dover passare nel luogo dello scippo.

Avrei potuto scegliere un'altra strada, ma avendo un borsone pieno di roba putrida dopo quell'afosa trasferta nelle paludi comacchiesi, un po' ci contavo di essere aggredita da loschi figuri.
- Dacci tutto quello che hai.
- Oh, grazie mille, era un po' pesante con tutto l'umido che le mie decennali scarpe da tennis hanno tirato su navigando tra le anguille.

E invece niente.

Peccato.
Senza contare che con una bomba biologica a orologeria come il mio borsone, avrei potuto sostenere agli occhi dell'opinione pubblica una tesi in cui il mio ruolo si identificasse come quello dell'arguta paladina della giustizia che calcola l'indice di imputridimento dei suoi calzini (che metto scaramanticamente usati a ogni partita) e lascia in mano ai malviventi una trappola impacchettata con fiocco regalo.

Comunque, anche se la tipa fosse stata scippata premeditatamente per qualsivoglia motivo, continuo a pensare che il passamontagna fosse una cazzata.
Cioè falle uno sgambetto e scappa: sudi molto meno.
Tatuale sul cofano un fallo in scala imbarazzante, rischi molto meno.

E resta lì anche la sera dopo e renditi utile, checcazzo.

mercoledì 9 giugno 2010

Sulle gradinate

"[..] poi non li capisco quelli che vanno a scassare la minchia ad animali cattivissimi e si lamentano se vengono divorati.
Cioè, prendi alcuni documentaristi che si spingono in Africa o in altri posti del cazzo per prendere di sorpresa coccodrilli.
Li prendono e si lamentano se i coccodrilli si guastano.

Sarebbe come se uno ti arrivasse alle spalle e immobilizzandoti dicesse 'Guardate che bell'esemplare di umano' Non dovrebbe farti girare le palle?
Anche io li mangerei."

venerdì 4 giugno 2010

Cos’ho sognato la scorsa notte.

Ho sognato la mia prof di matematica del liceo.
Scoreggiava in modo indegno.
Era talmente aggressiva e costante nelle sue emissioni che io e la mia compagna di banco a metà anno funzionavamo a metano.
Prima fila, di fronte alla lavagna.
Quella donna era un'arma chimica.
Se l'avessero sganciata sulla Germania Nazista la sorti della storia sarebbero cambiate notevolmente.

Ci faccio ancora incubi sopra, e qualche anno ormai è passato.
Poi ho sognato altre cose orribili, ma non voglio ricordare oltre.

Se potessi ricordare tutto come i brutti sogni avrei già diverse lauree e una testa gigantesca.
O solo un gran casino in testa.
Quello c'è già.

Ho perso una partita stasera.
Anzi, più di una, ma quella per salire di categoria brucerà seriamente martedì sera, quando vedrò il mio allenatore.
E anatomicamente parlando, io e le mie compagne saremo inculate a sassate.
Mi consolerò tra Nonciclopedia e Spinoza.it, sempre ammesso che riesca a mettere il pc abbastanza in alto da poterlo usare in piedi.