mercoledì 26 maggio 2010

Sono così triste perché mi fa schifo l’ultimo attesissimo post del mio blog preferito che sento l’esigenza di lamentarmi qui

In realtà pensavo di andare a sfogare il mio disappunto, la tristezza, il senso di frustrazione e un'altra serie di cazzate postadolescenziali sul mio diario in carta riciclata.
Ma è demodé.

Oggi sono in trip virtuale quindi scrivo qui.
Sono sempre in trip virtuale, però il blog appaga maggiormente il mio egocentrismo e soprattutto mi permette di scrivere maialate, cosa che su facebook non posso più fare da quando ho concesso ai miei parenti l'aggiunta tra gli amici.
Non se la prendono per le porcate che ogni tanto sciorino, è che non vogliono che altri le sappiano.
Altri al di fuori del ristretto gruppo di trenta parenti anziani e amici intimi presenti alle migliori cene di famiglia.
Le migliori cene di famiglia sono quelle dalle quali me ne vado a carponi intonando canzoni da osteria che mi hanno insegnato mio padre e mio zio.

Mio padre nella vita mi ha illuminata 4 volte:
- quando mi ha insegnato a ruttare a comando permettendomi di guadagnare la stima dei peggio buzzurri che ho incontrato lungo la mia via
- quando mi ha insegnato a fischiare anche se non ho mai imparato molto bene
- quando mi ha detto "Non voglio vivere da malato per morire da sano" come obiezione molto figa al fatto che gli stessi facendo notare che essere alcolizzati e drogati da 30 anni potrebbe avere delle conseguenze sul fisico
- quando mi ha detto "Se un giorno incontrerai una persona che ti fa stare bene potrai ritenerti fortunata" anche se il fatto che stesse difendendo una canzone di Biagio Antonacci dalle mie critiche infantili (in quanto giovane io, le critiche erano pertinentissime) rischia di far perdere di verve a questa frasona.

Mio padre mi è un po' caduto quando a iniziato a discriminare il tempo prima della mia nascita dicendo "Quando ancora mi giravi tra un marone e l'altro" ma ha accolto la proposta di utilizzare l'Avanti Tazza e il Dopo Tazza, almeno in sede pubblica.
Mia sorella che ha 10 anni invece e deve sottostare alle volontà familiari è ferma ancora alla datazione genitale.
Penso che opterà, al momento dell'emancipazione, per i tempi di dimezzamento del carbonio12.
Almeno così mi ha detto.
"Un modo come un altro per non rendere pubblica l'età in modo figo".
Beh di questi tempi è sufficiente omettere l'anno di nascita sul proprio social network del cuore, ma valle a spiegare cosa sono i social network.

Insomma dicevo che il post che ho letto faceva schifo.
Non è che facesse proprio schifo, ma da quel blog mi aspetto di meglio.
Eccheccazzo almeno un'aspettativa nella vita lasciatemela.

Ho abbandonato l'idea di poter dimagrire con la forza del pensiero, di vincere al superenalotto senza giocare, di poter ascoltare un nuovo album decente dei Greenday o di trovare un uomo che capisca come farmi venire senza dovere spoeticamente stampargli una mappa del tesoro, lasciatemi auspicare che uno straminchiosissimo post mi faccia ridere.

Specialmente se la maggior parte dei precedenti lo hanno fatto.

Se fossi capace di scrivermele da sola certe cose non starei ad idolatrare uno sconosciuto che ha evidenti problemi relazionali e l'ego di Rocco Siffredi.
E questo vale anche per Tolstoj.

Mesi (ok, uno solo), giorni, settimane, minuti e secondi della mia vita per leggere un nuovo post.
Fanculo, mi pagasse almeno per essere il mio idolo letterario.
Idolo letterario vivente, è che mi sono ripromessa di scandagliare la storia della letteratura in senso cronologico e quegli infami del 1400 ne avevano di cose da dire.

Basta lamentarsi, mi tocca studiare.

Ah, e buon compleanno Marco.





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