venerdì 28 maggio 2010

Sempre piuttosto che fare il mio dovere.

Non ho resistito alla pagina dell'Ansa.

Andate a vedere, in basso, a sinistra nello schermo, c'è il Papa che dice "No a ricerca interessi personali in politica".
Lo dice con questa faccia qui:
http://www.ansa.it/webimages/large/2010/5/26/1037503rY_20100526.jpg
Dunque.
Questo papa è talmente inquietante che se fossimo nei Simpson andrei a nascondermi urlando di terrore tra le braccia del Sig. Burns.
Se fossimo in Futurama chiederei asilo a Babbo Nasale pur di fuggire a quella vista.
Se fossimo in Italia riparerei all'ombra di Maurizio Costanzo.

Parliamoci chiaro: questo papa è inutile e sta sul cazzo a tutti, ma in più è seriamente spaventoso.
Cazzo è orrendo.
Non che l'altro me lo sarei scopato - troppo vecchio - ma a cena ci sarei uscita volentieri.
Poi pure Giovanni Paolo c'aveva gli scheletri nell'armadio di certo, ma questo te l'immagini che li abbia nel piatto e non mi riferisco al pollo.
Forse a Elisa Claps, ma non so perché stava nel sottotetto.

Poi anche Bagnasco ha un suo perché: "Pedofilia: in Italia possibili coperture di abusi".

Diciamo più che una moquette avete ripavimentato proprio.
Eppoi, scusate, grazie alla minchia Bagnasco, ma l'accendi la televisione?
Io no ma mia nonna è indignata e vuol togliere l'8 per mille alla Chiesa Cattolica (in generale, mica solo il suo: s'è improvvisata pasionaria) e mi fa una testa così perché voi, massa di deficienti, pensate di più a fare l'Uomo di Latta e il Leone a fianco del vostro adorato Papa con le scarpette rosse che a rendervi conto che non siamo in un romanzo dei fratelli Grimm dove ai ragazzetti ne succedeva di ogni sorta e la cosa non turbava nessuno.
Mi avete chockato la nonna.

Poi la cosa bella è che la notizia sotto riguarda la Claps: "Restivo uccise Elisa con 13 colpi".
Beh che il 13 porti sfiga è universalmente noto.

Però mi spiegate perché 3 e dico 3 notizie, una in fila all'altra, riguardano il Vaticano?
A me personalmente fregasega.

Poi la cosa carina è che il Papa, nel pezzo in cui c'è quella carinissima foto, esalta la Coscienza e l'uso che se ne dovrebbe fare "Costoro devono essere giusti - ha ribadito -. La giustizia accompagna sempre la fraternità.".
Poi a onor del vero, che si riferisce al Benin - evidentemente solo al Benin -  lo specifica, però è bello che tiri in ballo la "Coscienza" e sotto Bagnasco tergiversi sul fatto che molti preti venissero in bocca - e mi riferisco a interviste alle vittime - a ragazzini/e e che forse la Chiesa lo ha birichinamente taciuto, come si trattasse di una sciocchezzuola, e sotto ancora si parli di un cadavere rimasto a marcire nella soffitta di un edificio della chiesa e che pareva fosse stato notato da mò ma che avessero "Dimenticato" di denunciarlo.

Chiaro.
"Oh ciao cara, l'altro giorno pensavo a una cosa che volevo dirti.. no 'azz mi è sfuggita, aspè.. niente mi tornerà in mente poi".

Ma vacca boia si parla di un cadavere in cima alla tromba delle scale, mica del chiedere a qualcuno se ha visto l'ultima puntata di Gossip Girl.

E noi questi li paghiamo.
Più di quanto non pensiamo.
Andate a controllare quanto delle nostre tasse va a 'sti dementi, ben più di quanto ci ricordino abitualmente.

E come tutte le più belle cose, questo momento è passato, le notizie si sono aggiornate e campeggia in alto a sinistra Mourinho che se ne va al Real.
Good luck José.






mercoledì 26 maggio 2010

Sono così triste perché mi fa schifo l’ultimo attesissimo post del mio blog preferito che sento l’esigenza di lamentarmi qui

In realtà pensavo di andare a sfogare il mio disappunto, la tristezza, il senso di frustrazione e un'altra serie di cazzate postadolescenziali sul mio diario in carta riciclata.
Ma è demodé.

Oggi sono in trip virtuale quindi scrivo qui.
Sono sempre in trip virtuale, però il blog appaga maggiormente il mio egocentrismo e soprattutto mi permette di scrivere maialate, cosa che su facebook non posso più fare da quando ho concesso ai miei parenti l'aggiunta tra gli amici.
Non se la prendono per le porcate che ogni tanto sciorino, è che non vogliono che altri le sappiano.
Altri al di fuori del ristretto gruppo di trenta parenti anziani e amici intimi presenti alle migliori cene di famiglia.
Le migliori cene di famiglia sono quelle dalle quali me ne vado a carponi intonando canzoni da osteria che mi hanno insegnato mio padre e mio zio.

Mio padre nella vita mi ha illuminata 4 volte:
- quando mi ha insegnato a ruttare a comando permettendomi di guadagnare la stima dei peggio buzzurri che ho incontrato lungo la mia via
- quando mi ha insegnato a fischiare anche se non ho mai imparato molto bene
- quando mi ha detto "Non voglio vivere da malato per morire da sano" come obiezione molto figa al fatto che gli stessi facendo notare che essere alcolizzati e drogati da 30 anni potrebbe avere delle conseguenze sul fisico
- quando mi ha detto "Se un giorno incontrerai una persona che ti fa stare bene potrai ritenerti fortunata" anche se il fatto che stesse difendendo una canzone di Biagio Antonacci dalle mie critiche infantili (in quanto giovane io, le critiche erano pertinentissime) rischia di far perdere di verve a questa frasona.

Mio padre mi è un po' caduto quando a iniziato a discriminare il tempo prima della mia nascita dicendo "Quando ancora mi giravi tra un marone e l'altro" ma ha accolto la proposta di utilizzare l'Avanti Tazza e il Dopo Tazza, almeno in sede pubblica.
Mia sorella che ha 10 anni invece e deve sottostare alle volontà familiari è ferma ancora alla datazione genitale.
Penso che opterà, al momento dell'emancipazione, per i tempi di dimezzamento del carbonio12.
Almeno così mi ha detto.
"Un modo come un altro per non rendere pubblica l'età in modo figo".
Beh di questi tempi è sufficiente omettere l'anno di nascita sul proprio social network del cuore, ma valle a spiegare cosa sono i social network.

Insomma dicevo che il post che ho letto faceva schifo.
Non è che facesse proprio schifo, ma da quel blog mi aspetto di meglio.
Eccheccazzo almeno un'aspettativa nella vita lasciatemela.

Ho abbandonato l'idea di poter dimagrire con la forza del pensiero, di vincere al superenalotto senza giocare, di poter ascoltare un nuovo album decente dei Greenday o di trovare un uomo che capisca come farmi venire senza dovere spoeticamente stampargli una mappa del tesoro, lasciatemi auspicare che uno straminchiosissimo post mi faccia ridere.

Specialmente se la maggior parte dei precedenti lo hanno fatto.

Se fossi capace di scrivermele da sola certe cose non starei ad idolatrare uno sconosciuto che ha evidenti problemi relazionali e l'ego di Rocco Siffredi.
E questo vale anche per Tolstoj.

Mesi (ok, uno solo), giorni, settimane, minuti e secondi della mia vita per leggere un nuovo post.
Fanculo, mi pagasse almeno per essere il mio idolo letterario.
Idolo letterario vivente, è che mi sono ripromessa di scandagliare la storia della letteratura in senso cronologico e quegli infami del 1400 ne avevano di cose da dire.

Basta lamentarsi, mi tocca studiare.

Ah, e buon compleanno Marco.





Dato che non mangio, me la passo un po’ così.

La prova costume incombe.
Data la mia scarsa continuità nelle vicende della vita, normalmente propendo per lo smettere completamente di mangiare due settimane prima e saltellare continuamente in giro per casa.
Resto un pachiderma, ma un pachiderma iperattivo, affamato e sudaticcio mi pare quantomeno divertente da guardare.

Trovandomi prandialmente orfana perché sola in casa quindi senza nessuno che insista per nutrirmi, penso bene di leggere la home di qualche sito di quotidiani.

Pessima idea.
In parte perché non m'importa un accidente, nonostante adori fare qualunque cosa purché non si tratti di studiare trovo seriamente noioso quanto accade nel mondo e nella fattispecie in Italia.
Sono le stesse cose da quando ho memoria.
Che è più o meno lo stesso meccanismo di Beautiful ma lì il sesso incestuoso aggiunge quel nonsoché di brioso che basta a farmi muovere il dito per sintonizzarmici all'ora di pranzo.

In parte non amo leggere le notizie dei quotidiani perché li trovo un tristissimo - o, per usare un trendyssimo linguaggio corrente, tristerrimo - riassunto di quello che agli Italiani va bene.

Alla fine noi, popolo di bietole appassite male, abbiamo esattamente quello che ci meritiamo.

Non gliene frega un cazzo a nessuno di quello che succede, nessuno di noi scenderebbe in piazza per affermare quello che ritiene giusto, un po' perché scarsa è la capacità d'iniziativa di chi è abituato a prenderlo regolarmente nel culo, un po' perché forse si avrebbe paura delle conseguenze.

Un po' perché la maggior parte di noi tutto sommato vivacchia, e chi ce lo fa fare di metterci le gambe in spalla e muovere il nostro burroso e pallido culo per ottenere qualcosa?

Gran chissenefrega.

Passiamo le giornate a solidalizzare con la Gregoraci e quel disgraziato di Falco Nathan che poverello gli hanno tolto lo yacht (non ho idea di come si scriva e lungi da me andarlo a cercare su Google).
Quando da piccola mi lamentavo di aver perso la barchetta che portavo con me al parco, cosa per'altro idiota non essendoci traccia di specchi d'acqua, normalmente venivo presa a schiaffi.
Quindi un po' lo capisco.

Ho interrotto la lettura dei titoli dei giornali perché è la solita vecchia e ritrita pappa: siamo bamboccioni, la Apple continua a sfornare cose sottili sempre più scomode da usare - e io a fare le stesse riflessioni di Forrest Gump - c'è la crisi, Vasco diventa un fumetto perché talmente rovinat da non poter più reggere le tre dimensioni, Clinton sgrida i guerrafondai che in questo caso hanno nomi carini e coccolosi ma sono incazzati come Putin dopo una sconfitta a PES.

Insomma, niente di che.
Beh, è quasi ora di Beautiful.

martedì 25 maggio 2010

L'errore è l'ostinarsi al passaggio su strade il quale pedaggio è più alto di quanto potremmo permetterci in quel preciso momento.
Per quanto mi riguarda sono in mano agli strozzini.

lunedì 24 maggio 2010

Sto leggendo un libro da 3.500 lire

Bellino, non che sia particolarmente appassionante ma diverte leggere di un tempo che, nonostante sia nata parecchi anni dopo, ho vissuto un po' con un rimbalzo che, saltando una generazione, mi ha portata a conoscere meglio i nonni rispetto ai genitori.
Il libro è stato pubblicato negli anni '70.

Mi sono familiari le descrizioni della signora di casa che vigila soddisfatta la presenza di burro, farina e zucchero in dispensa che no dimentica di averne sofferto la mancanza in tempo di guerra.
Ricordo i vecchi telefoni a rotella: ne ho avuto uno per anni sulla mensola di legno dell'ingresso e la mia bisnonna che raccontava di quando installarono il primo nella sua casa.

Quando ero bambina la vita familiare era scandita prima di tutto dai ritmi lavorativi,  il metronomo della giornata, sopra il quale si ricamavano gli andamenti della scuola, del gioco e dei pasti.
Ho il sospetto che alba e tramonto seguissero i dettami di mia nonna perché dubito avrebbero avuto il coraggio di contraddirla.
Che belli che erano i pasti!
Per tutta la settimana si mangiava a pranzo pasta e carne a cena, vari ed eventuali contorni ed eravamo in cinque a tavola e tutto era chiassoso meno la televisione, accesa in un angolo con il volume abbassato, più per ricordare che ce l'avevamo e che eravamo fortunati che per guardarla.
Così, una piccola ostentazione.
Nei giorni di festa, oltre a mettere il vestito buono, si riaprivano le bottiglie di amaro e l'odore del nocino lo ricordo così stomachevole e irrinunciabile, la grappa penetrante, qualcosa di alcolico finiva nel bicchiere di tutti per festeggiare che fosse domenica e che anche quella settimana la si aveva fatta in barba alla miseria, si era ripassati dal via.

E tutto ricominciava come un rassicurante gioco di società.

Poi le cose sono cambiate, piano piano le pedine sono andate per la loro strada e chiudo il libro, ritornando a dove mi trovo ora.

Dio che ansia.
Beh non ho voglia di pensare.
Per disperarsi, nemmeno serve pensare.
Basta leggere i titoli dei giornali, incrociare qualche notizia che gente che a malapena sa leggere linka su Facebook perché fa sentire molto seri, appurare che nemmeno questa volta hai vinto niente anche se sei al 34658vo Kider Bueno della tua vita.

Insomma di quello che fa la Gelmini onestamente me ne frega sempre meno.
Seguo invece con interesse la descrizione che Platinette fa della propria vita sessuale.

Mi sa che stasera tornerò a festeggiare la fine della guerra con la mia bisnonna.
L'unico problema è che non sempre mi riconosce.
Sarà che è ubriaca dal 1945.