lunedì 12 aprile 2010

mezza tazza in basso a destra

Il titolo non l'ho scelto io.
Mi sono limitata a cliccare nello spazietto e mi è comparso.
Perfetto, dato che non avevo la minima intenzione di trovarne uno.


Per chi incrociasse questo post: non è per voi.

Ovviamente siete liberi di leggerlo ma la cosa non ha alcuna importanza.
Lo scrivo qui solo perché forse, magari, chissà, esiste una remotissimamente minuscola possibilità che la persona che vorrei mi ascoltasse, incappasse in queste parole.



Probabilmente farei una figura migliore se non capitasse.
Non me ne importa un accidente.

Ad ogni modo, non ha importanza perché mi si sono annodati i pensieri come facevano i miei capelli quando erano ancora lunghi e non mi andava di pettinarli e si formavano delle complesse elaborazioni rasta non più districabili.
Li tagliavo.
Dubito di avere una ghigliottina nel capanno degli attrezzi.

Insomma, tutto ciò per dire che sono riuscita a confondermi da sola, senza motivo alcuno e non mi va più di scrivere.

Aggiungo la foto che tu conosci. Così se, in quella remotissima possibilità che passi di qui, la ricorderai penserai che sono una stupida.
Vero, peraltro.